Ricercatori testano sensori MRI per i vigneti

Il progetto transfrontaliero VitiSense punta a individuare precocemente lo stress della vite con strumenti non invasivi pensati per l’uso in campo.

27-05-2026

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Un progetto di ricerca transfrontaliero avviato a marzo a Strasburgo sta verificando se il monitoraggio dei vigneti possa diventare più preciso attingendo a strumenti più spesso associati alla medicina e alla scienza dei materiali che alla viticoltura.

Il progetto, chiamato VitiSense, riunisce la Hochschule Furtwangen University, l’Università di Strasburgo e le aziende RS2D e ML&S in un’iniziativa finanziata da INTERREG e focalizzata sulla regione dell’Alto Reno, una delle principali aree vitivinicole d’Europa. L’obiettivo è sviluppare sistemi di sensori non invasivi in grado di rilevare precocemente lo stress nelle viti, prima che compaiano danni visibili, e aiutare i produttori a reagire più rapidamente a siccità, malattie e altre pressioni legate al cambiamento climatico.

I ricercatori coinvolti nel progetto stanno lavorando a un sistema MRI portatile a basso campo che potrebbe essere utilizzato direttamente nei vigneti per esaminare sul posto i tronchi delle viti. A differenza delle apparecchiature MRI convenzionali impiegate negli ospedali, il dispositivo è progettato per condizioni di campo. L’obiettivo è individuare alterazioni nella distribuzione dell’acqua o danni strutturali interni senza arrecare danno alla pianta.

Il progetto comprende anche sensori ottici per l’analisi delle foglie. Questi sistemi utilizzano metodi spettroscopici e misurazioni di fluorescenza time-resolved per studiare i processi fisiologici all’interno della vite. Secondo i ricercatori, la tecnologia potrebbe rivelare in una fase precoce segnali di stress nutrizionale, carenza idrica o malattia, quando un intervento può ancora evitare perdite maggiori.

Il lavoro arriva mentre le regioni vitivinicole dell’Alto Reno devono fare i conti con estati più calde, periodi secchi più lunghi e precipitazioni più irregolari. Queste condizioni hanno aumentato la pressione sui produttori affinché utilizzino acqua e prodotti fitosanitari con maggiore attenzione. Individuando prima i problemi, il team VitiSense spera di favorire decisioni più mirate su irrigazione, difesa fitosanitaria e vendemmia.

Il progetto si inserisce in una più ampia spinta verso l’agricoltura di precisione, in cui gli strumenti digitali vengono usati per rendere l’agricoltura più efficiente e meno intensiva in termini di risorse. Sebbene sistemi di questo tipo siano già comuni in alcune produzioni agricole, il loro impiego in viticoltura resta limitato in molti contesti. VitiSense cerca di colmare questo divario combinando ingegneria, data science e ricerca agricola.

Se avrà successo, i dati raccolti dai sensori potranno in futuro essere analizzati su dispositivi mobili o integrati in piattaforme digitali di supporto alle decisioni per i produttori. Ciò consentirebbe ai gestori dei vigneti di monitorare più da vicino la salute delle viti e di adeguare le pratiche in base alle condizioni in tempo reale anziché affidarsi soltanto all’osservazione visiva.

La regione dell’Alto Reno comprende parti della Germania e della Francia ed è da tempo nota per la produzione vinicola. È inoltre sempre più esposta ai rischi legati al clima che possono incidere sulle rese e sulla qualità dell’uva. I partner dietro VitiSense affermano che il loro lavoro mira non solo ad avanzare la tecnologia dei sensori, ma anche a rafforzare la cooperazione regionale tra università e industria su entrambi i lati del confine.

Con il lancio ormai avviato, il progetto entra ora in una fase di ricerca pluriennale volta a trasformare metodi di laboratorio in strumenti capaci di funzionare nei vigneti commerciali nelle condizioni quotidiane.

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