08-05-2026

La Thailandia ha deciso di aprire il proprio mercato del vino ponendo fine a una norma di lunga data che imponeva un unico importatore autorizzato per ciascun marchio, una modifica che potrebbe ridisegnare prezzi, concorrenza e distribuzione in una delle economie turistiche più osservate del Sud-est asiatico.
Il Ministero delle Finanze ha emanato il Ministerial Regulation on the Importation of Alcoholic Beverages (No. 3) 2026 il 27 marzo, e il Dipartimento delle Accise ha poi diffuso la sua prima notifica che esenta il vino d’uva e il vino spumante dal requisito dell’agente esclusivo. Per la prima volta, più importatori possono introdurre e distribuire gli stessi marchi di vino in Thailandia senza dover passare attraverso un unico rappresentante locale esclusivo.
Il cambiamento non vale però per tutte le categorie. Birra, tequila, distillati e altre bevande alcoliche restano per ora soggetti alla regola dell’agente esclusivo, e le aziende che richiedono licenze di importazione per questi prodotti devono ancora dimostrare di avere la prova della distribuzione esclusiva da parte del produttore o del titolare del marchio. I funzionari hanno affermato che l’esenzione per il vino potrebbe essere estesa in seguito ad altre categorie tramite ulteriori notifiche.
Pornchai Thirawet, direttore generale del Dipartimento delle Accise, ha detto che il vino è stato scelto come prima categoria perché la politica è più facile da attuare in questo segmento e perché i prezzi del vino sul mercato interno restano elevati. Il governo si aspetta che una maggiore concorrenza spinga i prezzi al ribasso e renda il vino importato più accessibile ai consumatori thailandesi.
La riforma si inserisce anche nel più ampio sforzo della Thailandia di rafforzare la propria posizione come hub turistico regionale. Il vino è una componente in crescita nei settori della ristorazione, dell’hotellerie e del retail del Paese, soprattutto a Bangkok, Phuket, Chiang Mai e in altre destinazioni rivolte ai visitatori internazionali. Barriere d’ingresso più basse potrebbero ampliare l’offerta e dare agli importatori maggiori margini per competere su prezzo e assortimento.
Nel sistema precedente, un importatore designato era responsabile della gestione di un marchio dall’importazione fino alla vendita finale. Questa struttura offriva ai regolatori una linea chiara di responsabilità per le condizioni di stoccaggio, trasporto e distribuzione, compresi controllo della temperatura, esposizione alla luce e gestione dell’umidità, tutti fattori che possono incidere sulla qualità del vino. Con la possibilità per più importatori di trattare lo stesso marchio, tale responsabilità è ora distribuita tra diverse aziende anziché ricadere su un unico agente esclusivo.
Gli operatori del settore sostengono che questo cambiamento comporti sia opportunità sia rischi. I consumatori potrebbero beneficiare di prezzi più bassi e di una maggiore disponibilità, ma gli importatori che in passato detenevano diritti esclusivi potrebbero trovarsi a fare i conti con margini più stretti e con una concorrenza più intensa per gli spazi sugli scaffali e nelle carte dei ristoranti. L’assenza di un unico importatore responsabile solleva inoltre interrogativi su quanto costantemente sarà mantenuta l’integrità del prodotto lungo le diverse catene di approvvigionamento.
Ci sono anche preoccupazioni sul rispetto delle norme previste dall’Alcoholic Beverage Control Act del 2008 della Thailandia, che impone limiti severi alla pubblicità e alla promozione. Se un importatore viola tali regole con una campagna o una promozione illegale, altri importatori che commercializzano lo stesso marchio potrebbero subire danni reputazionali anche se non hanno preso parte alla violazione. Questo rischio condiviso legato al marchio non esisteva nello stesso modo con il modello dell’agente esclusivo, quando una sola azienda controllava il marketing di ciascuna etichetta.
Il nuovo quadro normativo potrebbe inoltre aumentare la pressione sui funzionari doganali e sugli organismi di vigilanza del mercato affinché individuino merci contraffatte, importazioni parallele non autorizzate e manipolazioni improprie. Con l’ingresso di un numero maggiore di aziende negli stessi canali dei marchi, l’applicazione delle norme dipenderà probabilmente da sistemi di tracciabilità più solidi e da controlli più serrati nei porti, nei magazzini e nei punti vendita.
Avvocati e consulenti commerciali affermano che gli importatori dovrebbero rivedere le tutele dei marchi, gli strumenti di autenticazione e i controlli della catena di approvvigionamento prima di espandersi sotto le nuove regole. Le imprese che in precedenza operavano come agenti esclusivi dovranno adattarsi rapidamente mentre il mercato del vino thailandese diventa più aperto e competitivo.
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