Nuovo fungo collegato ai collassi delle viti in Perù

I ricercatori affermano che il patogeno potrebbe essere una linea di Pleiocarpon finora non segnalata, responsabile del marciume del colletto nei giovani vigneti.

giovedì 7 maggio 2026

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Una nuova linea fungina è stata collegata a una malattia da marciume del colletto che dal 2022 sta danneggiando le giovani viti in Perù, secondo un preprint pubblicato questa settimana su Preprints.org.

Lo studio afferma che il patogeno appartiene al genere Pleiocarpon e sembra rappresentare una linea finora non segnalata. I ricercatori hanno individuato il fungo dopo che i viticoltori hanno segnalato collassi delle viti e lesioni alla base dei tronchi nei vigneti di nuova impianto. Il problema desta preoccupazione perché colpisce piante giovani prima che possano sviluppare apparati radicali robusti e iniziare a produrre uva.

In prove in serra, gli scienziati hanno riprodotto la malattia inoculando le viti in condizioni controllate. Hanno riferito che i sintomi si sviluppavano più facilmente quando le temperature erano comprese tra 25,7C e 31,5C, suggerendo che le condizioni calde possano favorire l’infezione e lo sviluppo della malattia. Un dato che potrebbe aiutare i viticoltori e le autorità fitosanitarie a individuare con maggiore precisione i periodi di rischio più elevato e ad adeguare le pratiche di sanificazione e monitoraggio.

Il rapporto si aggiunge alle crescenti evidenze che le malattie del legno e del colletto restano una minaccia seria per i vigneti nelle aree di produzione calde. L’industria vitivinicola peruviana si è espansa negli ultimi anni, soprattutto nelle zone costiere dove le temperature possono favorire una rapida crescita della vite ma anche creare condizioni favorevoli ai patogeni fungini.

Poiché il lavoro è ancora un preprint e non è stato ancora sottoposto a revisione paritaria, le sue conclusioni vanno considerate preliminari. Anche così, l’identificazione di una nuova linea di Pleiocarpon offre ai ricercatori un obiettivo più preciso per studi successivi su diagnosi, diffusione e controllo.

Gli autori affermano che saranno necessari ulteriori studi per stabilire quanto il fungo sia diffuso in Perù, se sia presente anche in altri Paesi produttori di uva e quali misure di gestione possano limitare le perdite nei vigneti colpiti.

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