23-07-2026
Il vino italiano ha rappresentato il 23% delle esportazioni mondiali di vino nel 2025, in aumento rispetto al 18,7% di dieci anni prima, secondo un’analisi della società di ricerca italiana Nomisma basata sui dati di Trade Map. Il progresso è arrivato mentre l’Italia rafforzava la propria posizione nel commercio internazionale di alimenti e bevande, nonostante i mercati globali fossero segnati da guerre, tensioni geopolitiche e dispute commerciali.
Nomisma ha affermato che le esportazioni mondiali di prodotti alimentari e bevande, escluse le materie prime agricole e i derivati del tabacco, sono aumentate del 76% negli ultimi 10 anni, superando 1,43 trilioni di dollari. L’Italia si è classificata al sesto posto tra i Paesi esportatori con una quota del 4,7%, pari a poco più di 67 miliardi di dollari. Paesi Bassi e Germania hanno guidato la classifica con oltre 100 miliardi di dollari ciascuno in prodotti alimentari esportati, seguiti dagli Stati Uniti con 90 miliardi, dal Brasile con 82 miliardi e dalla Francia con 71 miliardi.
I dati indicano il vino come uno dei principali motori dell’export italiano. Nel 2025, il vino italiano ha detenuto quasi un quarto delle esportazioni mondiali della propria categoria in termini di valore, ampliando il vantaggio rispetto al 2015. Per il più ampio settore delle bevande, questo dato è rilevante perché mostra quanto una singola industria vinicola nazionale possa influenzare i flussi del commercio globale, il potere di determinazione dei prezzi e lo spazio sugli scaffali nei principali mercati di importazione. Suggerisce inoltre che distributori, dettaglianti e produttori concorrenti possano trovarsi in un mercato in cui le etichette italiane acquisiscono un peso crescente nei ristoranti, nei negozi specializzati e nelle catene della grande distribuzione.
Il vino non è stata l’unica categoria a sostenere la performance dell’Italia, ma si è distinta tra i prodotti più noti del Paese. La pasta, un altro importante prodotto esportato, è scesa dal 30,4% delle esportazioni mondiali nel 2015 al 27,6% nel 2025, pur restando una categoria leader per l’Italia. L’olio d’oliva è rimasto stabile al 21,2%, mentre i prodotti lattiero-caseari sono saliti dal 9,3% al 13,5%.
Altre categorie hanno registrato incrementi più contenuti ma comunque significativi nello stesso periodo. I prodotti da forno sono passati dal 6,4% all’8,2% delle esportazioni mondiali, il cioccolato dal 6,2% al 7,2%, le verdure conservate dal 6% al 7% e il caffè dal 4,6% al 5,2%. Insieme, questi otto gruppi di prodotti hanno rappresentato il 63% delle esportazioni italiane di alimenti e bevande, segno che le vendite all’estero del Paese sono distribuite su diverse categorie forti anziché concentrate in una o due soltanto.
La crescita complessiva dell’export italiano di alimenti e bevande ha superato quella di tutti i Paesi che lo precedono nella classifica globale, secondo Nomisma. Denis Pantini, responsabile della ricerca agroalimentare di Nomisma, ha affermato che il valore dell’export italiano è aumentato del 109% nel decennio preso in esame. Ha aggiunto che questo ritmo si è rafforzato negli ultimi anni nonostante quello che ha definito un contesto di mercato estremamente complesso, segnato da guerre, tensioni geopolitiche e conflitti commerciali.
Tra i principali esportatori, solo la Polonia ha registrato una crescita più rapida nello stesso periodo, ha affermato Nomisma. Le esportazioni alimentari polacche sono aumentate del 169%, passando da 18 miliardi di dollari a quasi 49 miliardi in 10 anni.
I dati mostrano anche che la leadership dell’Italia non è esente da pressioni. Nella pasta, dove l’Italia resta dominante, Nomisma ha affermato che i concorrenti emergenti hanno guadagnato rapidamente terreno. La Corea del Sud ha aumentato la propria quota delle esportazioni mondiali di pasta da meno del 4% al 10% nel decennio, mentre la Turchia ha raggiunto il 5,2%. Questa tendenza offre un monito anche per i produttori di bevande: una solida reputazione e una forte eredità possono sostenere la crescita dell’export, ma non impediscono ai nuovi rivali di entrare in categorie consolidate.
Le esportazioni italiane di alimenti e bevande hanno raggiunto 59,3 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 5,1%, sottolineando l’importanza dei prodotti agroalimentari per l’economia nazionale. In questo quadro più ampio, il vino resta uno dei simboli più evidenti della presenza internazionale dell’Italia e uno dei suoi prodotti più influenti nel commercio mondiale delle bevande.