A settembre i costi di acquisto di alimenti e bevande per il settore dell’ospitalità britannico sono aumentati dello 0,9%

Il balzo rispetto al +0,4% di agosto segnala maggiori pressioni sugli approvvigionamenti per ristoranti, hotel e pub in vista del periodo natalizio

martedì 3 novembre 2026

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A settembre i costi di acquisto di alimenti e bevande per il settore dell’ospitalità britannico sono aumentati dello 0,9%

A settembre il costo di alimenti e bevande acquistati dalle attività britanniche del settore dell’ospitalità è aumentato dello 0,9% rispetto ad agosto, secondo il Foodservice Price Index di settembre diffuso lunedì 2 novembre da Prestige Purchasing e NIQ. Il dato segnala un’accelerazione dei costi di approvvigionamento mentre il settore si avvicina al periodo natalizio.

Il dato di settembre segna un’accelerazione rispetto all’aumento mensile dello 0,4% registrato ad agosto. In base alle cifre citate nella comunicazione pubblica delle aziende, il ritmo di crescita mensile dei prezzi di acquisto è quindi aumentato di 0,5 punti percentuali nell’arco di un mese.

L’indice rileva i prezzi pagati dagli operatori del settore dell’ospitalità per le forniture. Non misura i prezzi che i consumatori trovano nei menu e non riflette vendite, ricavi o volumi di beni acquistati. La distinzione è importante perché mostra l’aumento delle pressioni su cucine, bar e attività di catering prima che le aziende decidano se trasferire questi costi sui clienti e in quale misura.

Prestige Purchasing ha attribuito l’aumento di settembre ai rincari registrati in diversi gruppi di prodotti, tra cui oli, prodotti da forno, prodotti zuccherati, ortaggi e pesce. La comunicazione ha segnalato anche un certo sollievo per carne e pollame, indicando che le pressioni sui prezzi non hanno interessato in modo uniforme l’intero paniere di alimenti e bevande.

Nei materiali pubblici disponibili le aziende non hanno pubblicato un dato tendenziale su base annua per settembre né fornito una cifra cumulativa comparabile per il periodo. Ciò limita il confronto diretto con le misure più ampie dell’inflazione e fa del dato mensile l’indicatore pubblico più chiaro della comunicazione.

Prestige Purchasing ha ricondotto parte dell’aumento ai costi dell’energia e dei trasporti, oltre che ai vincoli in agricoltura. La comunicazione non ha precisato quanto abbia contribuito ciascun fattore all’aumento mensile dello 0,9%. Nel complesso, tuttavia, l’insieme delle cause indica pressioni provenienti sia dalla catena di approvvigionamento sia dalla produzione primaria, e non da un singolo prodotto o da una sola fase della distribuzione.

Per ristoranti, hotel, pub e altri operatori del settore dell’ospitalità, l’aumento dei costi di approvvigionamento può incidere rapidamente sui margini, perché alimenti e bevande sono input fondamentali. Le aziende che non riescono ad assorbire l’aumento delle spese per le forniture potrebbero essere costrette a ritoccare i prezzi dei menu, ridurre le porzioni, cambiare fornitori o rivedere i piani di acquisto. Altre potrebbero cercare di tutelare la domanda mantenendo i prezzi invariati e accettando una redditività più bassa, almeno per un certo periodo.

Il dato arriva in un momento significativo: molti operatori iniziano a fare scorte e a pianificare i menu in vista delle festività di fine anno, quando i volumi di attività tendono ad aumentare. Un’accelerazione mensile dei costi di acquisto nel settore della ristorazione può complicare le decisioni di bilancio in quel periodo, soprattutto per le aziende che devono già fare i conti con l’aumento dei salari, delle utenze e delle spese operative.

L’indice è presentato come relativo al mercato britannico. I materiali di NIQ definiscono la misura un indicatore del Regno Unito e Prestige Purchasing è coautrice dell’indice. Poiché la comunicazione si concentra sui prezzi di approvvigionamento anziché sui prezzi al dettaglio, offre un quadro dei costi all’interno della catena di fornitura del settore dell’ospitalità, senza rilevare direttamente quanto pagano i clienti di ristoranti e hotel.

I dati di settembre indicano che, dopo l’aumento più contenuto di agosto, le pressioni sui costi si sono nuovamente intensificate a livello degli acquisti. Con oli, prodotti da forno, prodotti a base di zucchero, ortaggi e pesce indicati tra le categorie interessate dall’inflazione, gli operatori del settore dell’ospitalità in Gran Bretagna affrontano l’ultima parte dell’anno con una nuova impennata dei costi delle forniture.

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