I ministri UE dell’Agricoltura sostengono il piano per la PAC post-2027, con maggiore flessibilità nazionale
Il Consiglio ha adottato una posizione negoziale parziale, rinviando il finanziamento dei sussidi agricoli dell’UE ai negoziati sul bilancio 2028-2034
martedì 27 ottobre 2026
Lunedì i ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea hanno concordato la posizione negoziale parziale del Consiglio sulla politica agricola comune dopo il 2027, sostenendo un quadro che consentirebbe agli Stati membri di adattare più liberamente gli aiuti alle esigenze nazionali, lasciando però irrisolta la questione dei finanziamenti fino alla conclusione dei più ampi negoziati sul bilancio.
La decisione è stata presa durante una riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca, in cui i ministri hanno approvato la posizione del Consiglio sul regolamento che definirà il quadro della PAC dopo il 2027. La proposta rientra nei negoziati sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034. Il Consiglio ha precisato che la sua posizione è solo parziale, poiché non comprende ancora gli aspetti finanziari e le altre questioni trasversali legate al più ampio pacchetto di bilancio.
In concreto, il Consiglio propone un sistema più semplice, con meno oneri amministrativi e maggiore margine per i governi nazionali nella definizione di misure destinate ai rispettivi settori agricoli. Secondo il Consiglio, la futura PAC dovrà continuare a sostenere la produzione alimentare, rafforzare la resilienza e la competitività dell’agricoltura dell’UE e aiutare il settore ad affrontare gli shock futuri. Dovrà inoltre continuare a contribuire alla disponibilità di alimenti a prezzi accessibili, alla tutela ambientale e alla vitalità delle aree rurali.
L’accordo definisce la linea del Consiglio per la prossima fase dei negoziati, ma non risponde alla questione politica centrale: quante risorse saranno disponibili. Il tema è affrontato separatamente nei negoziati sul bilancio dell’UE per il periodo 2028-2034, che probabilmente determineranno l’equilibrio finale tra sostegno all’agricoltura, obiettivi climatici, sviluppo regionale e altre priorità di spesa.
Il ministro irlandese dell’Agricoltura Martin Heydon, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio, ha definito l’intesa un passo importante e ha affermato che la futura politica dovrà garantire stabilità e prevedibilità agli agricoltori, consentendo al tempo stesso agli Stati membri di rispondere alle condizioni nazionali e regionali. Ha aggiunto che la prossima PAC dovrebbe sostenere gli agricoltori attivi, favorire l’ingresso delle giovani generazioni nel settore e rafforzare la capacità degli agricoltori di affrontare rischi e crisi, mantenendo al contempo la redditività economica dell’attività agricola e la sua coerenza con gli obiettivi climatici e ambientali.
Il testo approvato dai ministri indica un ricorso più mirato agli aiuti, anziché un modello uguale per tutti i Paesi dell’UE. La scelta ha una rilevanza politica perché gli Stati membri hanno chiesto maggiore libertà nell’utilizzo degli strumenti europei a sostegno dell’agricoltura, soprattutto mentre eventi meteorologici estremi, costi più elevati, turbative dei mercati e rischi fitosanitari colpiscono le diverse regioni in modo disomogeneo.
Il dibattito ha implicazioni che vanno oltre le produzioni alimentari di base. Una PAC con maggiore flessibilità nazionale e strumenti di gestione dei rischi più mirati potrebbe influire sul modo in cui i governi sostengono i viticoltori e gli altri fornitori agricoli dell’industria delle bevande, soprattutto nelle regioni esposte a stress climatici, focolai di malattie o forti oscillazioni della domanda. Per ora, tuttavia, i ministri non hanno definito il bilancio per questi strumenti e le norme definitive dipenderanno dall’esito dei più ampi negoziati sul bilancio e dalle successive trattative legislative.
La riunione ha mostrato come queste pressioni stiano già incidendo sull’agenda agricola. Tra gli altri temi discussi, il Lussemburgo ha informato i ministri della presenza del batterio Xylella fastidiosa nella regione vitivinicola della Mosella, ricordando che le fitopatie non sono soltanto una questione sanitaria, ma anche un problema commerciale per i produttori legati al mercato del vino.
I ministri hanno esaminato anche questioni agricole legate al commercio, un tema ricorrente nelle riunioni del Consiglio, mentre l’UE cerca di ampliare le opportunità di esportazione per il proprio settore agricolo e di gestire al contempo i rischi geopolitici e di mercato. Il Consiglio ha riferito che i ministri si sono scambiati opinioni sui recenti sviluppi del commercio agroalimentare e sulle modalità con cui l’UE e gli Stati membri possono sfruttare meglio la rete sempre più ampia di accordi commerciali dell’Unione.
Secondo i dati presentati durante la riunione, nei primi otto mesi dell’anno il settore agroalimentare dell’UE ha registrato un surplus commerciale di €34,7 miliardi, €4,1 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il Consiglio ha riferito che i ministri hanno inoltre sottolineato il ruolo dell’UE nel sostenere la sicurezza alimentare globale, mantenendo le esportazioni verso le regioni vulnerabili e aiutando l’Ucraina a continuare a esportare prodotti agricoli verso i mercati di destinazione.
La stessa riunione del Consiglio ha affrontato anche il tema della pesca. I ministri hanno raggiunto un accordo politico sulle possibilità di pesca nel Mar Baltico per il 2027, fissando limiti di cattura per i principali stock, tra cui aringa, merluzzo, passera di mare, spratto e salmone. Il Consiglio ha dichiarato che i limiti si basano sui pareri scientifici del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare, oltre che su considerazioni ambientali e socioeconomiche.
Heydon ha affermato che l’accordo sul Baltico intende conciliare il recupero degli stock e la protezione dell’ambiente marino con la sostenibilità a lungo termine del settore della pesca e delle comunità costiere che ne dipendono. La decisione conferma una tendenza osservata negli ultimi anni: i ministri cercano di ridurre o adeguare le quote in risposta agli allarmi della comunità scientifica, evitando al contempo brusche ripercussioni sulle flotte e sugli impianti di trasformazione.
I ministri della Pesca hanno inoltre discusso in preparazione della posizione dell’UE per la riunione annuale della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico, prevista a novembre a Vilamoura, in Portogallo. Secondo il Consiglio, la riunione dovrebbe affrontare i tonni tropicali, il tonno bianco, gli squali e le misure di controllo del rispetto delle norme. L’UE è parte contraente dell’ICCAT, che stabilisce le regole per una pesca sostenibile nell’Atlantico e nei mari adiacenti.
Con un atto separato approvato senza discussione, il Consiglio ha adottato un regolamento che proroga fino al 31 dicembre 2027 i contingenti tariffari autonomi dell’UE per alcuni prodotti della pesca. La misura mira a consentire all’industria europea di trasformazione del pesce di continuare a importare alcune materie prime da Paesi extra-UE con dazi ridotti o nulli, per sottoporle a ulteriori lavorazioni, preservando al contempo una concorrenza leale tra operatori dell’UE e di Paesi terzi.
Nel più ampio dibattito sull’agricoltura, diversi Stati membri hanno chiesto una risposta europea più incisiva alle perturbazioni naturali e di mercato che colpiscono il settore, misure più forti contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare e un maggiore sostegno a livello UE per adeguare l’agricoltura ai cambiamenti climatici. La Francia ha inoltre richiamato la sensibilità dei prodotti della pesca nei negoziati sugli accordi di libero scambio, mentre l’Italia ha chiesto di prorogare il sostegno temporaneo allo sviluppo rurale legato all’aumento dei costi agricoli.
Per la PAC post-2027, la mossa del Consiglio rappresenta una tappa istituzionale, non un accordo definitivo. Stabilisce la posizione comune dei ministri sulla struttura della futura politica agricola, ma la sua forma finale dipenderà da come l’UE risolverà la disputa sul bilancio 2028-2034 e da come i successivi negoziati tradurranno gli obiettivi politici generali in norme dettagliate sulla spesa, criteri di ammissibilità e piani nazionali di attuazione.