Le esportazioni di vino italiano in Canada crescono dell’1,1% nella prima metà del 2026 nonostante il calo più ampio

Le spedizioni hanno raggiunto 208,6 milioni di euro, mantenendo l’Italia seconda tra i fornitori per valore. Le importazioni totali del Canada sono scese del 7,9%.

giovedì 17 settembre 2026

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Le esportazioni di vino italiano in Canada crescono dell’1,1% nella prima metà del 2026 nonostante il calo più ampio

Le esportazioni di vino italiano verso il Canada sono leggermente aumentate nella prima metà del 2026, mentre le importazioni complessive di vino del Paese sono diminuite sia in valore sia in volume.

Secondo i dati doganali canadesi analizzati dall’Organizzazione interprofessionale spagnola del vino, tra gennaio e giugno l’Italia ha spedito in Canada vino per un valore di 208,6 milioni di euro, in crescita dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono aumentati anche i volumi, saliti a 36,5 milioni di litri, con un incremento del 2,3%.

I dati hanno mantenuto l’Italia al secondo posto tra i fornitori di vino del Canada sia per valore sia per volume nei primi sei mesi dell’anno. Il Canada resta un mercato importante per i produttori italiani. Nel 2025, secondo i dati ISTAT analizzati da WineNews, è stato il quarto mercato estero per l’export di vino italiano, con vendite pari a 420,7 milioni di euro, in calo del 5,8% rispetto al 2024, mentre i volumi sono saliti dell’1,9% fino a quasi 75 milioni di litri.

Il mercato canadese nel suo complesso è andato nella direzione opposta nella prima metà del 2026. Le importazioni totali di vino sono diminuite del 7,9% in valore, a 769,6 milioni di euro, e del 6,8% in volume, a 174,6 milioni di litri. Il prezzo medio di importazione è sceso dell’1,3% a 4,41 euro per litro.

La Francia è rimasta il principale fornitore di vino del Canada per valore, nonostante un forte calo. Le esportazioni francesi verso il Canada hanno totalizzato 231,3 milioni di euro nella prima metà dell’anno, in calo dell’11,8% rispetto a un anno prima. L’Italia ha seguito con 208,6 milioni di euro. L’Australia si è classificata terza con 69,1 milioni di euro, in aumento del 25,6%, e la Spagna quarta con 54,4 milioni di euro, in calo del 15,8%.

In volume, l’Australia è stata il primo fornitore, inviando in Canada 37,4 milioni di litri, con un aumento dell’11%. L’Italia era subito dietro con 36,5 milioni di litri, mentre la Francia era terza con 31,1 milioni di litri, in calo del 6,2%. Il Cile si è posizionato quarto con 16,7 milioni di litri.

Uno dei cali più marcati è arrivato dagli Stati Uniti. Le esportazioni di vino statunitensi verso il Canada sono diminuite del 50,3% in valore, a 31 milioni di euro, e del 43,9% in volume, a 8,3 milioni di litri. Il calo è avvenuto in un periodo di rapporti commerciali tesi tra i due Paesi.

I dati sulle importazioni canadesi hanno evidenziato debolezza anche nelle principali categorie di prodotto. Le importazioni di vini confezionati, inclusi spumanti, vino in bottiglia e prodotti bag-in-box, sono diminuite del 7,4% in valore e del 2,3% in volume nella prima metà del 2026. Il totale è sceso così a 735 milioni di euro e 122,6 milioni di litri. Il prezzo medio del vino confezionato è sceso del 5,3% a 6 euro per litro.

Anche le importazioni di vino sfuso sono diminuite. Il Canada ha importato vino sfuso per 34,6 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno, in calo del 17,7%, mentre i volumi sono scesi del 15,8% a 52 milioni di litri. Il prezzo medio è diminuito del 2,3% a 0,66 euro per litro.

Per gli esportatori italiani, il risultato del primo semestre in Canada spicca perché è arrivato in un mercato che complessivamente acquista meno vino. L’Italia non solo ha mantenuto la propria posizione in Canada, ma ha anche aumentato vendite e spedizioni mentre diversi grandi concorrenti perdevano terreno.

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