07-09-2026

Il mercato dei vini da collezione ha registrato un’attività d’asta più solida nel primo semestre del 2026, anche se il commercio del vino nel suo complesso continua a fare i conti con una domanda dei consumatori più debole. I dati societari diffusi da due delle case d’asta più note del settore, Acker e Sotheby’s Wine & Spirits, indicano una rinnovata forza nel mercato secondario delle bottiglie di fascia alta e delle collezioni private.
Acker ha dichiarato di aver registrato vendite totali per 125 milioni di dollari da gennaio a giugno e ha definito il periodo il primo semestre più forte della sua storia. Di tale importo, la società ha affermato che 97 milioni di dollari sono arrivati dalle aste. Acker ha inoltre detto di aver detenuto una quota del 42% del mercato globale delle aste di vino nel periodo, una stima basata sulla propria valutazione dell’attività d’asta mondiale.
Le dichiarazioni della società suggeriscono che i collezionisti di alto valore hanno continuato ad acquistare nonostante condizioni più deboli nel business del vino mainstream. Questo è importante perché il mercato delle aste di fine wine spesso si muove in modo diverso dalle vendite al dettaglio di vino. La domanda in questo segmento è guidata più dalla scarsità, dalla reputazione del marchio, dalla provenienza della cantina e dai modelli di collezionismo di lungo periodo che dal consumo in supermercati o ristoranti.
Detto questo, i dati vanno letti con cautela. Le cifre citate da Acker sono riportate dalla società e non equivalgono a una verifica indipendente del mercato globale. Il dato di 125 milioni di dollari include anche vendite al di fuori del canale d’asta, mentre la rivendicazione di una quota di mercato del 42% si riferisce specificamente alle aste. Non è stata pubblicata alcuna comparazione dettagliata di mercato di terze parti insieme alla dichiarazione, e non sono stati diffusi dati comparabili esatti anno su anno.
Anche Sotheby’s Wine & Spirits ha riportato un primo semestre solido. La casa d’aste ha detto di aver tenuto 29 aste nei primi sei mesi del 2026, aver offerto 13.000 lotti e aver raggiunto 49,2 milioni di dollari di vendite, con un tasso di venduto del 94%. La società ha presentato questi risultati come il miglior primo semestre di sempre per la propria divisione Wine & Spirits.
Tuttavia, quei risultati comportano anche limiti per gli analisti di mercato. Sotheby’s riporta vino e spirits insieme, il che significa che il totale pubblicato non isola completamente le vendite di vino. Come per i risultati di Acker, le cifre si basano su comunicazioni aziendali e non su una verifica esterna del mercato. Sotheby’s non ha inoltre pubblicato nelle informazioni citate confronti esatti anno su anno.
Nonostante questi limiti, i numeri si aggiungono ai segnali che il mercato secondario dei vini da collezione potrebbe stabilizzarsi dopo una fase più debole. Gli osservatori del settore stanno cercando prove del fatto che la domanda per i grandi Bourgogne, Bordeaux, Champagne e per le principali etichette italiane possa recuperare prima del mercato del vino più ampio. Alcuni indici di mercato hanno mostrato un modesto miglioramento, e l’Italia ha attirato attenzione per aver tenuto meglio il valore in alcune parti del commercio del fine wine.
Il contrasto con il mercato dei consumatori resta importante. I produttori e i commercianti di vino in diversi Paesi hanno dovuto fare i conti con una domanda più debole, pressione sulle scorte e acquisti più prudenti da parte di ristoranti e rivenditori. In questo contesto, una ripresa dell’attività d’asta si distingue perché suggerisce che i collezionisti facoltosi sono ancora disposti a pagare per bottiglie rare, formati grandi e cantine ben documentate. Il mercato secondario è piccolo rispetto al consumo totale di vino, ma è seguito da vicino perché può influenzare i prezzi, il sentiment e la percezione della forza dei marchi delle grandi tenute.
Sotheby’s dovrebbe testare nuovamente questa domanda più avanti nel mese a New York, dove intende tenere “Nightcap”, un gruppo di cinque aste in programma dal 16 settembre al 19 settembre. La casa d’aste ha detto che l’evento sarà affiancato da un programma rivolto a grandi collezionisti, produttori e appassionati, e che il catalogo includerà vini e spirits per oltre 10 milioni di dollari.
Tra i lotti di punta elencati da Sotheby’s c’è un lotto di sei magnum di Vosne-Romanée Cros Parantoux 1993 di Henri Jayer, stimato tra 190.000 e 260.000 dollari. Un altro è una bottiglia da 6 litri di Romanée-Conti 2002 di Domaine de la Romanée-Conti, stimata tra 150.000 e 200.000 dollari. Sotheby’s ha inoltre evidenziato un lotto di Château Haut-Brion che include visite alla tenuta e vini esclusivi, tra cui otto annate storiche dal 1935 al 2009 presentate in una speciale consolle Linley creata per il 75° anniversario della proprietà della tenuta da parte della famiglia Dillon. Quel lotto è stimato tra 130.000 e 260.000 dollari.
Il catalogo è fortemente francese, come è tipico per le aste di vino di fascia alta, ma include anche vini italiani di punta. Sotheby’s ha elencato un lotto di 12 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1991 di Soldera Case Basse con una stima di 8.000-11.000 dollari. Un lotto di sei bottiglie di Barbaresco Riserva 1900 di Bruno Giacosa era stimato tra 5.000 e 7.500 dollari, e un lotto di 12 bottiglie di Sassicaia 2005 era stimato tra 3.000 e 3.700 dollari. Il catalogo include anche nomi come Bartolo Mascarello, Giacomo Conterno, Tignanello, Solaia, Masseto e Ornellaia.
Per ora, i dati del primo semestre di Acker e Sotheby’s non offrono un quadro completo del mercato globale, e non vanno letti come prova di una ripresa generalizzata in tutte le categorie di vino. Mostrano però che la fascia alta del mercato è rimasta attiva da gennaio a giugno, e che le principali case d’asta stanno scommettendo sul fatto che la domanda dei collezionisti continuerà in autunno.