17-08-2026

La vendemmia 2026 in Italia sta iniziando prima del solito in diverse importanti aree viticole, e i produttori dicono che le decisioni più cruciali vengono prese prima ancora che l’uva arrivi in cantina. Nei Colli Euganei, in Maremma Toscana e nella vasta area del Delle Venezie Pinot Grigio, i produttori segnalano vigneti sani e qualità promettente, ma anche una stagione segnata dal caldo, da una maturazione più rapida e da un monitoraggio attento di zuccheri, acidità e stress idrico.
Nei Colli Euganei, in Veneto, la vendemmia è iniziata lunedì 10 agosto, circa una settimana prima rispetto allo scorso anno, con le varietà più precoci, tra cui Pinot Bianco e Chardonnay, oltre alle uve provenienti da vigneti al primo anno di produzione. A seguire sono attesi Serprino e altre uve destinate alle basi spumante. Le varietà rosse bordolesi coltivate per i vini Colli Euganei DOC dovrebbero invece attendere fino a fine agosto o ai primi giorni di settembre.
I produttori descrivono un quadro in vigneto favorevole. La pressione delle malattie è stata bassa, la sanità delle uve è buona e le quantità attese sono in linea con i limiti produttivi della denominazione. Ma caldo e vento hanno anche spinto in avanti la maturazione, soprattutto nei vigneti in collina che non possono essere irrigati. Questo ha aumentato la concentrazione zuccherina e accelerato la riduzione dell’acido malico, rendendo il momento della raccolta più delicato per i produttori che vogliono preservare l’equilibrio dell’uva.
“Siamo molto soddisfatti della stagione finora”, ha detto Gianluca Carraro, presidente del consorzio Colli Euganei, in dichiarazioni diffuse questa settimana. Ha aggiunto che l’annata si presenta positiva sia per quantità sia per qualità, e che il caldo ha aiutato a tenere lontane malattie della vite come peronospora e oidio.
Questo ottimismo è però accompagnato dalla prudenza. I produttori affermano che il giudizio finale dipenderà dalle uve a maturazione più tardiva, soprattutto le rosse, che devono ancora affrontare la parte più calda della stagione. Nell’area, i viticoltori stanno inoltre continuando a fare i conti con i danni causati dai cinghiali, un problema ricorrente che può aggravarsi proprio alla vigilia della vendemmia.
Più a sud, in Maremma Toscana, il ritmo è ancora più veloce. Secondo il locale consorzio di tutela, la vendemmia è in anticipo fino a 15 giorni rispetto alla media storica. Le prime uve bianche e quelle destinate alle basi spumante sono già state raccolte. A breve l’attenzione si sposterà su alcune varietà rosse, a cominciare dal Ciliegiolo, e alcune aziende stanno valutando anche una raccolta anticipata del Sangiovese nei siti collinari più poveri d’acqua.
Anche qui lo stato sanitario delle uve viene descritto come molto buono, ma il lavoro in vigneto è diventato centrale per preservare la qualità. Le piogge tra inverno e primavera hanno ricostituito le riserve idriche dei suoli, offrendo ai produttori un cuscinetto dopo annate più secche. Ma una lunga fase di temperature elevate sta ora aumentando lo stress delle viti, soprattutto nei terreni più sciolti e nei siti con accesso più limitato all’acqua.
Per gestire questa pressione, le aziende stanno puntando su pratiche mirate in vigneto invece di attendere che sul calendario compaia una data ideale unica per la raccolta. Stanno modulando la crescita della chioma, ombreggiando i grappoli e calibrando i carichi produttivi per guidare la maturazione e proteggere l’uva dal calore eccessivo. L’obiettivo è mantenere le viti in equilibrio abbastanza a lungo da vendemmiare uve fresche ma anche pienamente aromatiche.
Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, ha detto che i produttori stanno affrontando la stagione con “competenza e una forte capacità di adattamento”, ricorrendo a pratiche agronomiche per preservare l’equilibrio della pianta e la qualità delle uve. Ha spiegato che gli interventi vanno dalla gestione del carico produttivo all’ombreggiamento dei grappoli, con l’obiettivo di ridurre l’effetto delle alte temperature.
Mazzei ha detto che le uve sono in condizioni molto sane e che le prospettive qualitative restano incoraggianti. Ma ha anche indicato un rischio per la produzione finale della zona. I grappoli pesano meno e, se nelle prossime settimane non arriverà una pioggia significativa, la produzione totale potrebbe risultare inferiore alla media anche se la qualità dell’uva resterà elevata.
Lo stesso equilibrio tra prospettive e pressione sta caratterizzando la vendemmia nel Delle Venezie DOC, la grande denominazione del Pinot Grigio che si estende tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento. La campagna 2026 si apre con date di raccolta diverse da un’area all’altra, ma i temi comuni sono uno sviluppo avanzato della vite, temperature elevate e la necessità di decidere il momento della vendemmia vigneto per vigneto.
In tutta la denominazione, la sanità delle uve è segnalata come buona e le prospettive qualitative come positive. Ciononostante, viticoltori e tecnici affermano che le decisioni di raccolta devono essere strettamente legate alle condizioni locali, con particolare attenzione ad acidità, pH e maturità aromatica. Un’area vasta come il Delle Venezie non matura in modo uniforme, soprattutto in una stagione calda in cui disponibilità idrica, tipo di suolo e gestione del vigneto possono determinare differenze marcate da una zona all’altra.
Nel Veneto occidentale, il caldo più intenso e la minore disponibilità d’acqua hanno accelerato la maturazione, soprattutto nei suoli più leggeri e nei vigneti senza irrigazione. Dove i produttori hanno mantenuto un buon equilibrio tra sviluppo vegetativo e carico produttivo, le prospettive restano positive. In Trentino, il ciclo vegetativo è stato particolarmente rapido e il Pinot Grigio è tra le prime varietà a essere raccolte, con uve sane e un rapporto favorevole tra zuccheri e acidità. Nel Veneto centrale e orientale, così come in Friuli-Venezia Giulia, le condizioni sono considerate favorevoli, anche se i produttori affermano che le alte temperature potrebbero lasciare l’acidità leggermente sotto la media in alcune zone.
Luca Rigotti, presidente del consorzio Delle Venezie, ha detto che la denominazione si avvicina alla vendemmia con indicatori di sanità e qualità nel complesso positivi, pur riconoscendo le differenze all’interno di un’area produttiva così ampia. In questo contesto, ha spiegato, il momento della raccolta viene definito in ciascuna zona produttiva con l’obiettivo di trovare il miglior equilibrio possibile per esprimere il carattere del Delle Venezie Pinot Grigio.
Il consorzio sta inoltre intervenendo oltre il vigneto per regolare l’offerta nel 2026. Ha ridotto la resa massima per il Pinot Grigio destinato alla DOC da 180 a 160 quintali per ettaro. Le uve prodotte oltre i 130 quintali per ettaro saranno soggette a stoccaggio amministrativo, il che significa che una parte del raccolto potrà essere trattenuta invece di entrare immediatamente sul mercato sotto la denominazione. Le misure mirano ad allineare l’offerta alla domanda e a tutelare il valore della denominazione in un anno in cui le condizioni in vigneto stanno cambiando rapidamente.
Nel loro insieme, gli aggiornamenti dalle tre aree mostrano come il momento della vendemmia in Italia stia diventando sempre meno un rito stagionale fisso e sempre più una serie di scelte precise, parcella per parcella. In tutte e tre le regioni, i produttori descrivono l’uva come sana e le prospettive qualitative come buone. Ma devono anche affrontare una stagione in cui il caldo può migliorare le condizioni sanitarie e allo stesso tempo anticipare gli zuccheri rispetto all’acidità, ridurre il peso dei grappoli e aumentare la necessità di interventi in vigneto.
Per i produttori dei Colli Euganei, questo significa monitorare l’equilibrio tra zuccheri e freschezza mentre arrivano le varietà precoci e le uve rosse si avvicinano alla fase finale della maturazione. In Maremma, significa proteggere le viti dal caldo e decidere se varietà come il Sangiovese debbano essere raccolte prima nei siti collinari più secchi. Nel Delle Venezie, significa leggere con attenzione un paesaggio ampio e variegato, così che il Pinot Grigio venga raccolto nel punto giusto in ciascuna zona e non secondo un unico calendario regionale.
La vendemmia 2026 è appena iniziata e i giorni più decisivi per molte uve a maturazione tardiva devono ancora arrivare. Per ora, il messaggio dei produttori è chiaro: la sola sanità dell’uva non definirà l’annata. L’esito dipenderà da quanto attentamente i produttori gestiranno la maturazione in vigneto e da quanto rapidamente sapranno reagire quando l’equilibrio delle uve comincerà a cambiare.