Le spedizioni di Champagne in Italia sono scese del 7% a 7,8 milioni di bottiglie nel 2025

Il calo riflette ordini più piccoli e frequenti, con lo Champagne a dosaggio inferiore e il brut millesimato in crescita.

06-08-2026

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Le spedizioni di Champagne in Italia sono scese del 7% a 7,8 milioni di bottiglie nel 2025

Nel 2025 l’Italia ha ricevuto 7,8 milioni di bottiglie di Champagne, in calo del 7% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di settore citati da AdnKronos-ONStyle. Il calo equivale a circa 590.000 bottiglie in meno spedite sul mercato italiano rispetto al 2024, quando i volumi erano di circa 8,39 milioni di bottiglie.

I dati, pubblicati il 2 agosto nell’ambito di un aggiornamento di settore, si riferiscono all’intero anno civile 2025 e non rappresentano una nuova lettura delle vendite del 2026. Mostrano un mercato che si contrae nel volume complessivo ma cambia forma all’interno della categoria. Due segmenti si sono mossi in controtendenza rispetto al trend generale: lo Champagne a dosaggio inferiore è salito dell’1%, e il brut millésimé, ovvero lo Champagne brut millesimato, è aumentato del 3,4%.

Questa divergenza indica un cambiamento nei modelli di acquisto in Italia, dove importatori, distributori e acquirenti della ristorazione sembrano ridurre le scorte complessive mostrando però più interesse per gli stili più secchi e per i vini legati a un’annata dichiarata. In termini pratici, entrano sul mercato meno bottiglie, ma parte della domanda residua si sta spostando verso profili più specifici, non solo verso i blend standard.

L’Italia si è distinta anche all’interno dell’Unione europea per lo Champagne a dosaggio inferiore. Il Paese ha rappresentato il 32% di queste spedizioni all’interno del blocco, secondo i dati citati da AdnKronos-ONStyle. Quella quota suggerisce che l’Italia sta giocando un ruolo importante nella crescita di uno stile che ha guadagnato visibilità tra i consumatori e nelle carte dei vini alla ricerca di espressioni più secche.

Lo Champagne a dosaggio inferiore comprende stili prodotti con poco zucchero aggiunto dopo la sboccatura, una scelta che tende a dare un profilo gustativo più asciutto e diretto. Sebbene il mercato complessivo dello Champagne abbia dovuto affrontare pressioni in diversi Paesi a causa di una spesa prudente e di una gestione più rigida delle scorte, queste bottiglie hanno continuato ad attirare acquirenti alla ricerca di spumanti più freschi e meno dolci. L’aumento del brut millésimé va in una direzione simile. I vini d’annata spesso piacciono ai consumatori che cercano distintività, provenienza e un legame più chiaro con un anno specifico, anche se rappresentano una quota minore del volume totale.

Il calo del 7% delle spedizioni verso l’Italia non mostra, da solo, un crollo dei consumi finali. I dati sulle spedizioni registrano le bottiglie inviate in un mercato, non necessariamente quelle stappate dai consumatori nello stesso periodo. Nel commercio del vino, importatori e distributori spesso adeguano gli ordini per allinearli alle scorte già presenti nei magazzini e nelle cantine dei ristoranti. In questo caso, questo sembra essere una parte importante del quadro italiano.

La spiegazione di mercato citata insieme ai dati è che il canale horeca e i distributori hanno ridotto i livelli di inventario ordinando più spesso in quantità minori. Questo tipo di schema di riassortimento può abbassare i totali annuali delle spedizioni anche quando la domanda in ristoranti, hotel e retail rimane attiva. Offre inoltre maggiore flessibilità agli acquirenti in un mercato in cui costi, flussi di cassa e spesa dei consumatori sono tenuti sotto stretta osservazione.

Per i produttori di Champagne e i proprietari dei marchi, questo comportamento conta perché l’Italia è da tempo una delle destinazioni europee più visibili della categoria, soprattutto nei ristoranti urbani, nei locali fine dining, negli hotel e nelle occasioni celebrative. Una riduzione di quasi 590.000 bottiglie è significativa in termini di volume, ma i guadagni della categoria nello Champagne a dosaggio inferiore e nel brut millesimato suggeriscono che il mercato non si stia semplicemente restringendo in modo uniforme. Piuttosto, alcuni acquirenti stanno diventando più selettivi.

Questa selettività si inserisce in cambiamenti più ampi nel modo in cui lo spumante viene venduto e consumato. I programmi delle carte dei vini hanno ampliato sempre più la gamma di stili offerti, e i consumatori più esperti prestano spesso più attenzione al dosaggio, all’origine e ai dettagli di vinificazione rispetto a dieci anni fa. In questo contesto, i vini più secchi possono guadagnare terreno anche quando il dato complessivo di mercato è in calo. Le etichette d’annata possono beneficiarne per ragioni simili, soprattutto quando gli acquirenti vogliono una bottiglia con un elemento distintivo più marcato.

I dati diffusi tramite AdnKronos-ONStyle non includono il valore totale del mercato, il prezzo medio per bottiglia né un dettaglio mensile. Questo limita ciò che si può dire sul fatto che il calo dei volumi sia stato concentrato in una particolare stagione o compensato da un aumento della quota di bottiglie più costose. Senza dati sui prezzi, non è inoltre possibile dire se gli esportatori abbiano ricavato di più o di meno dall’Italia nel 2025 rispetto all’anno precedente. I dati sulle spedizioni mostrano la direzione dei volumi, ma non il quadro commerciale completo.

Anche con questi limiti, i numeri offrono un’istantanea utile di come lo Champagne abbia attraversato l’Italia nel 2025. La linea principale è chiara: nel complesso sono state spedite meno bottiglie, ma due categorie legate a profili di gusto più secchi e all’identità vintage sono riuscite a crescere. Per produttori, importatori e sommelier, questa combinazione è più informativa del solo calo complessivo perché indica dove la domanda potrebbe tenere.

I dati sottolineano anche una questione più ampia per il commercio dello spumante in Europa. Il volume non è più l’unico parametro che conta. In un mercato plasmato da scorte più ridotte, ordini più frequenti e preferenze dei consumatori più definite, la performance di categoria può dividersi tra debolezza diffusa e sacche di resilienza. Le spedizioni di Champagne in Italia nel 2025 sembrano essere uno di questi casi.

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