I creditori di BrewDog recupereranno meno di 1 penny per sterlina
Gli amministratori dicono che restano circa £190 milioni di crediti chirografari dopo che Tilray ha comprato gli asset principali del birrificio per £33 milioni.
lunedì 21 settembre 2026

I creditori chirografari di BrewDog PLC dovrebbero perdere oltre il 99% di quanto è loro dovuto, secondo un aggiornamento di settembre 2026 sulla procedura di insolvenza della società riportato da The Scottish Sun e basato su materiale degli amministratori di AlixPartners. L'aggiornamento indica che BrewDog PLC deve circa £190 milioni ai creditori chirografari e che tali creditori probabilmente recupereranno meno di 1 penny per ogni £1 richiesto, portando il tasso di recupero atteso sotto l'1%.
Le cifre rappresentano una delle misure più chiare finora del danno finanziario lasciato dal crollo di un'azienda che un tempo era uno dei nomi più noti della birra artigianale britannica. La stessa procedura ha anche azzerato il valore delle azioni detenute da circa 200.000 piccoli investitori che avevano sostenuto la società attraverso il programma di raccolta Equity for Punks. Nel tempo quella campagna ha raccolto circa £75 milioni, ma tale denaro non va considerato parte dello stesso bacino delle richieste dei creditori chirografari perché si trattava di capitale investito dagli investitori, non di debito.
L'aggiornamento sull'insolvenza, come descritto nel resoconto secondario, mostra che le perdite vanno oltre i normali creditori commerciali. La divisione retail di BrewDog deve inoltre £489.000 in salari non pagati e ferie maturate, oltre a £2,4 milioni di imposta sul valore aggiunto dovuta a HM Revenue & Customs. Gli amministratori hanno affermato che non ci sono fondi distribuibili disponibili per tali richieste, lasciando lavoratori e autorità fiscale a fronteggiare deficit separati. Complessivamente, queste due passività del retail ammontano a £2,889 milioni, ma non sono la stessa cosa dei circa £190 milioni dovuti da BrewDog PLC ai creditori chirografari e non dovrebbero essere sommate come se fossero un'unica classe di debito.
L'insolvenza è seguita alla vendita di asset chiave di BrewDog a Tilray, il gruppo del settore cannabis e bevande, per £33 milioni. L'operazione comprendeva il marchio BrewDog, la proprietà intellettuale, i birrifici britannici della società e 11 bar. Il divario tra il valore realizzato in quella vendita e l'entità delle richieste insolute aiuta a spiegare perché i creditori si aspettino ora di ricevere così poco.
Il fallimento ha colpito anche la rete di punti vendita fisici della società. A seconda della fonte, tra 36 e 38 sedi BrewDog hanno chiuso dopo l'insolvenza. I resoconti secondari divergono sul totale esatto. Le chiusure hanno interessato quasi 500 dipendenti. Il lavoro degli amministratori ha incluso anche la gestione di ex locali dei bar, e alcuni resoconti hanno detto che il costo per sgomberare gli occupanti da determinati siti è arrivato a decine di migliaia di sterline per singola sede, anche se non è stato pubblicato alcun totale complessivo verificato.
Per molti piccoli investitori, le perdite sono particolarmente rilevanti perché per anni BrewDog ha presentato Equity for Punks come un modo per clienti e sostenitori di diventare comproprietari dell'azienda. Il programma è diventato uno degli esempi più visibili nel Regno Unito di raccolta di capitale azionario rivolta ai consumatori. Secondo la procedura di insolvenza, tali azioni oggi non valgono nulla, lasciando un ampio gruppo di investitori al dettaglio senza alcun valore residuo nelle proprie partecipazioni.
I nuovi numeri aggiungono dettagli a quello che era già stato un grave fallimento aziendale. BrewDog si era costruita un profilo internazionale attraverso un'espansione aggressiva, una forte identità di marca e un ampio patrimonio di bar, ma la procedura di insolvenza mostra ora quanto poco resti per molte delle parti ancora in attesa di essere pagate. In termini pratici, un recupero atteso inferiore a 1 penny per sterlina significa che un creditore con una richiesta chirografaria di £100.000 recupererebbe meno di £1.000.
Il resoconto disponibile non fornisce la data esatta di chiusura contabile utilizzata per gli ultimi dati degli amministratori. Ma l'aggiornamento è stato divulgato a settembre 2026 e riflette la situazione dopo l'acquisto degli asset principali da parte di Tilray. Nei casi di insolvenza britannici, i creditori chirografari di norma si collocano dietro i creditori garantiti e alcune richieste privilegiate, cosa che spesso li espone quando il valore degli asset residui è limitato. Sembra essere questo il caso qui, con gli amministratori che segnalano come i fondi disponibili non siano sufficienti a produrre alcun recupero significativo per quel gruppo.
Il caso sottolinea anche la differenza tra preservare parti di un'azienda e preservare valore per tutti coloro che vi sono legati. L'acquisizione da £33 milioni da parte di Tilray ha mantenuto il marchio, la proprietà intellettuale, le attività birrarie britanniche e una piccola parte del patrimonio di bar, ma è stata ben lontana dal coprire le richieste lasciate nell'insolvenza. Di conseguenza, i pezzi più noti dell'azienda sono stati salvati mentre gran parte dei creditori, dei crediti fiscali, delle passività legate ai dipendenti e del capitale degli azionisti resta in larga misura o del tutto irrecuperata.
Le cifre riportate nel materiale di AlixPartners rendono più concreta questa divisione. Circa £190 milioni sono collegati a crediti chirografari presso BrewDog PLC, con un recupero atteso inferiore all'1% e perdite superiori al 99%. Le passività separate nel ramo retail comprendono £489.000 dovuti in salari arretrati e ferie maturate non pagate e £2,4 milioni dovuti per l'IVA, con gli amministratori che affermano che non esistono fondi distribuibili per tali importi. Nello stesso tempo, circa 200.000 piccoli investitori hanno perso il valore delle azioni legate ai £75 milioni raccolti tramite Equity for Punks.
BrewDog era stata a lungo presentata come una storia di successo della birra indipendente britannica, e il suo crollo ha attirato l'attenzione per le dimensioni della sua base di clienti-investitori e per l'entità della sua espansione in bar e branding. Le ultime cifre sull'insolvenza mostrano ora in termini monetari quanto profonde siano le perdite per coloro che restano fuori dagli asset salvati, in particolare per i creditori chirografari che sembrano destinati a recuperare quasi nulla.