Nals Margreid presenta sette annate di Nama al Merano WineFestival
La degustazione ripercorre il passaggio di Nama al 100% Chardonnay dal 2019 e ne sottolinea il potenziale di lungo affinamento.
venerdì 6 novembre 2026
In occasione della 35ª edizione del Merano WineFestival, Nals Margreid ha presentato una degustazione verticale di sette annate di Nama, il Chardonnay di punta della cantina altoatesina, per mostrare come il vino sia cambiato nel tempo e come il suo stile produttivo si sia progressivamente definito.
Venerdì 6 novembre, a Nalles, in Alto Adige, la cantina ha riferito che la degustazione era incentrata sulle annate di Nama 2016, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023. L’evento si è svolto sotto forma di masterclass condotta da Cristina Mercuri, Master of Wine e fondatrice del Mercuri Wine Club, che ha guidato i partecipanti attraverso le diverse annate.
Oggi Nama è prodotto con il 100% di Chardonnay, ma non è sempre stato così. Secondo la cantina, l’annata 2016 era composta per l’85% da Chardonnay, per il 9% da Pinot Bianco e per il 6% da Sauvignon, mentre l’annata 2018 conteneva il 90% di Chardonnay, il 7% di Pinot Bianco e il 3% di Sauvignon. A partire dall’annata 2019, Nama è prodotto esclusivamente con Chardonnay.
Questo cambiamento è centrale nel percorso della cantina per definire Nama come vino simbolo, anziché come una semplice etichetta del proprio portafoglio. Nals Margreid ha spiegato che il progetto è stato sviluppato per esprimere il carattere dei suoi vigneti altoatesini attraverso un unico Chardonnay strutturato per evolvere nel tempo.
La degustazione ha messo in evidenza anche le modalità di produzione del vino. Nals Margreid ha riferito che ogni annata prende avvio da una vendemmia manuale con selezione delle uve. Fermentazione e affinamento proseguono poi per 18 mesi in piccole botti di rovere. Dopo l’assemblaggio, il vino riposa in vasche di acciaio inox fino all’imbottigliamento: per 12 mesi nel caso dell’annata 2016 e per 9 mesi per le annate successive. Segue un ulteriore anno di affinamento in bottiglia.
Questi dettagli produttivi sono importanti perché la cantina vuole posizionare Nama non solo come Chardonnay regionale, ma come vino pensato per durare nel tempo. Una degustazione verticale, in cui si assaggiano fianco a fianco diverse annate dello stesso vino, serve spesso a mostrare come questo risponda alle diverse stagioni di crescita e come evolva con l’affinamento. Scegliendo sette annate che coprono il periodo precedente e quello successivo al passaggio al 100% Chardonnay, Nals Margreid ha posto al centro della presentazione proprio questa evoluzione.
L’enologo Harald Schraffl, descritto dalla cantina come la forza trainante dello sviluppo del vino, ha detto che la degustazione intendeva mostrare come il tempo plasmi l’identità di Nama. «Nama è nato dal desiderio di dare voce alle montagne e alla profondità dei suoli dell’Alto Adige», ha dichiarato Schraffl. «Riscoprirlo attraverso sette annate ci permette di vedere come il tempo ne riveli l’eleganza e l’identità».
Il direttore commerciale Gottfried Pollinger ha detto che l’evento intendeva anche far conoscere il lavoro della cantina a un pubblico più ampio di operatori del settore, appassionati ed esperti presenti al festival. La degustazione verticale, ha spiegato, era stata concepita per condividere l’approccio di lungo periodo della cantina, sia in vigneto sia in cantina.
Nals Margreid ha sede in Alto Adige, regione vinicola dell’Italia settentrionale nota per i vini bianchi prodotti in siti d’alta quota dal clima fresco. La cantina ha spiegato che Nama vuole riflettere l’ambiente montano e i suoli locali di Nalles, nella Valle dell’Adige. Puntando sulla selezione delle uve, sull’origine dei vigneti e sui lunghi affinamenti in cantina, presenta il vino come un esempio di come identità territoriale e scelte tecniche di vinificazione possano incontrarsi in un bianco di fascia alta.
La cornice del festival ha offerto alla cantina l’occasione di raggiungere un pubblico già interessato ai vini di alta gamma. Giunto alla 35ª edizione, il Merano WineFestival è uno degli eventi enologici più noti d’Italia e richiama regolarmente produttori, acquirenti, giornalisti e collezionisti. Per Nals Margreid era quindi la sede ideale per una degustazione volta a presentare Nama come un vino con un percorso stilistico definito e capace di evolvere tra le diverse annate.
La formula della masterclass ha inoltre permesso alla cantina di sottolineare un aspetto che è più difficile comunicare con il lancio di una singola bottiglia: la continuità. Proponendo annate dal 2016 al 2023, ha mostrato sia l’impatto delle variazioni annuali sia la coerenza dell’approccio produttivo complessivo. Le prime annate basate su un assemblaggio e le successive versioni con il 100% di Chardonnay hanno consentito un confronto diretto su come il progetto abbia progressivamente circoscritto il proprio orientamento.
Nals Margreid ha definito Nama uno dei suoi vini di riferimento e ha spiegato che l’etichetta rappresenta un equilibrio tra precisione tecnica e identità territoriale. In concreto, si tratta di un vino plasmato da un affinamento prolungato, da un’attenta selezione e da una graduale messa a punto dello stile, con lo Chardonnay che oggi esprime appieno il progetto.
La cantina non ha annunciato modifiche ai volumi di produzione o alla distribuzione in occasione della degustazione, né ha comunicato i prezzi nella sua nota. L’attenzione si è concentrata sulla presentazione verticale e sul rafforzamento del ruolo di Nama nella gamma della tenuta, attraverso il confronto pubblico di annate comprese tra il 2016 e il 2023.