Il Veneto blocca la vendita come DOC Delle Venezie del Pinot grigio 2025 stoccato

Il vino dovrà essere riclassificato per altri usi, così da evitare che altra offerta confluisca in un mercato debole

sabato 31 ottobre 2026

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Il Veneto blocca la vendita come DOC Delle Venezie del Pinot grigio 2025 stoccato

Il Veneto ha stabilito che il Pinot grigio della vendemmia 2025 ancora in stoccaggio non potrà essere venduto con la denominazione DOC «Delle Venezie» Pinot grigio, con l’obiettivo di evitare che altra offerta confluisca in un mercato debole.

La misura è stata definita dal decreto n. 20022 del direttore del dipartimento agroalimentare del Veneto, datato 16 ottobre e pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale il 23 ottobre. Secondo quanto riferito da Confagricoltura Vicenza, il vino interessato dalla misura di stoccaggio dovrà invece passare attraverso il sistema di certificazione dopo essere stato riclassificato per altri usi.

Il prodotto stoccato non potrà quindi essere immesso sul mercato come Pinot grigio DOC «Delle Venezie». Dovrà essere riclassificato entro i limiti previsti dall’articolo 38, commi 1 e 2, della legge italiana sul vino, la legge 238/2016. Tra le possibili destinazioni figurano il Pinot grigio commercializzato come vino con o senza indicazione geografica oppure un’altra denominazione di origine, se il prodotto soddisfa i requisiti richiesti.

La decisione riguarda vino già sottoposto a blocco nell’ambito di una precedente misura di controllo dell’offerta. Il Veneto aveva introdotto l’obbligo di stoccaggio con il decreto del direttore n. 123 del 1° luglio 2025. Insieme alla riduzione dei limiti di resa, il provvedimento aveva trattenuto una parte delle uve, dei mosti e dei vini prodotti nelle superfici vitate idonee alla denominazione Delle Venezie, con l’obiettivo dichiarato di riequilibrare l’offerta.

Il nuovo decreto fa seguito a una richiesta del Consorzio tutela vini DOC «Delle Venezie», l’organismo che tutela la denominazione. Confagricoltura Vicenza ha riferito che la richiesta è stata condivisa con le organizzazioni della filiera nel corso di un incontro il 28 settembre. La decisione è stata inoltre presa d’intesa con la Provincia autonoma di Trento e la Regione Friuli Venezia Giulia, a conferma della natura interregionale dell’area di produzione Delle Venezie.

Le autorità regionali e il consorzio hanno motivato la misura richiamando le attuali condizioni di mercato. Secondo la loro posizione, consentire l’immissione sul mercato di altro vino con la denominazione DOC rischierebbe di spingere i prezzi al ribasso e di indebolire il posizionamento della denominazione. Obbligando a destinare i volumi stoccati ad altre categorie, le autorità cercano di tutelare il valore commerciale associato al nome Delle Venezie per viticoltori, cantine e imbottigliatori.

Triveneta Certificazioni, l’organismo di controllo responsabile della denominazione, si occuperà degli aspetti tecnici necessari per applicare il decreto. Tra questi rientrano la gestione della riclassificazione e l’assegnazione dei lotti interessati alle nuove categorie di commercializzazione.

Per il commercio del vino, la decisione potrebbe avere effetti che vanno oltre la denominazione stessa. Riduce i volumi che possono essere venduti legalmente come Pinot grigio DOC Delle Venezie e potrebbe indurre produttori e commercianti a rivedere i piani di certificazione, il valore delle scorte e i canali di vendita del vino ancora stoccato. Potrebbe inoltre spostare una quota maggiore di prodotto verso categorie di livello inferiore o altre denominazioni ammissibili, con possibili conseguenze sui prezzi e sull’offerta in alcune aree del mercato dei bianchi italiani.

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