Le esportazioni di vino dell’UE sono diminuite del 2% fino ad agosto, a 10,6 miliardi di euro

La Commissione europea segnala un calo più contenuto rispetto a luglio, con i primi segnali di stabilizzazione dopo un primo semestre debole

giovedì 5 novembre 2026

Condividilo!

Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni di vino dell’Unione europea hanno registrato un lieve miglioramento, pur restando al di sotto dei livelli dello stesso periodo dell’anno precedente, secondo l’ultimo rapporto di monitoraggio della Commissione europea sul commercio agroalimentare.

Il rapporto indica che nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni di vino dell’UE hanno raggiunto 10,6 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il vino si è confermato la quarta categoria di prodotti agroalimentari più esportata dal blocco. La flessione è stata inferiore al 3% registrato fino a luglio, segnalando una certa stabilizzazione dopo un primo semestre più debole.

I dati sul vino si inseriscono in un quadro di relativa stabilità delle esportazioni agricole e alimentari dell’UE. Tra gennaio e agosto 2026, il valore complessivo delle esportazioni agroalimentari del blocco è stato di quasi 157,7 miliardi di euro, contro circa 158 miliardi nello stesso periodo del 2025. Sebbene il totale sia stato leggermente inferiore a quello di un anno prima, il saldo commerciale complessivo è migliorato.

La Commissione europea ha dichiarato che nei primi otto mesi del 2026 l’avanzo commerciale agroalimentare cumulato dell’UE ha raggiunto 34,7 miliardi di euro, 4,1 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alla stabilità delle esportazioni e alla riduzione delle importazioni.

All’interno del paniere delle esportazioni, alcune categorie hanno registrato risultati migliori del vino. I liquori e le bevande spiritose sono stati tra i prodotti con i maggiori incrementi: le esportazioni hanno superato i 6 miliardi di euro, in aumento dell’11% rispetto al periodo da gennaio ad agosto 2025. La crescita ha contribuito a compensare l’andamento più debole di altri segmenti e ha confermato la tenuta delle esportazioni di bevande di maggior valore del blocco.

Il Regno Unito è rimasto di gran lunga il principale mercato di destinazione delle esportazioni agroalimentari dell’UE. Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni verso il Regno Unito sono ammontate a 36 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto a un anno prima. Gli Stati Uniti sono stati il secondo mercato, con 18,3 miliardi di euro, il 6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato segna comunque un miglioramento rispetto alla flessione del 9% registrata fino a luglio.

Nonostante la parziale ripresa, tra gennaio e agosto 2026 le spedizioni verso gli Stati Uniti sono rimaste inferiori di 1,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. La Svizzera si è classificata al terzo posto tra le destinazioni dell’export, con 8,9 miliardi di euro, in aumento del 2%, mentre le esportazioni verso la Cina hanno raggiunto 8,3 miliardi di euro, in calo del 3%.

Il rapporto segnala una crescita più marcata anche in alcuni mercati minori. Le esportazioni verso la Turchia sono aumentate di 320 milioni di euro, pari all’8%, soprattutto grazie all’incremento delle spedizioni di carne bovina. Quelle verso l’India sono cresciute di 253 milioni di euro, pari al 29%, principalmente per effetto dell’olio di girasole. La Commissione ha inoltre riferito che nell’agosto 2026 le esportazioni verso i Paesi del Golfo sono tornate sui livelli medi dopo le precedenti interruzioni.

Sul fronte delle importazioni, tra gennaio e agosto 2026 l’UE ha acquistato dall’estero prodotti agroalimentari per un valore di 122,9 miliardi di euro. Si tratta di 4,5 miliardi in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, con un calo del 4%. Secondo la Commissione, la flessione è dovuta in larga misura alla diminuzione del valore delle importazioni dai principali Paesi produttori di cacao, soprattutto a causa della riduzione dei prezzi.

Il Brasile è rimasto il principale fornitore di prodotti agroalimentari dell’UE, con acquisti complessivi pari a 12,7 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026.

I dati indicano che per gran parte del 2026 le esportazioni di vino dell’UE sono rimaste sotto pressione, ma ad agosto il ritmo della flessione ha rallentato. Nel più ampio comparto agroalimentare, le esportazioni sono rimaste vicine ai livelli dell’anno precedente, mentre la riduzione dei costi delle importazioni ha contribuito a far crescere l’avanzo commerciale del blocco.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo!