Un giudice di Seattle respinge una class action sulle etichette del tequila Kirkland «100% agave» di Costco

La decisione alimenta i dubbi sui test isotopici che, secondo i querelanti, avrebbero rilevato zuccheri non derivati dall’agave nelle bottiglie di tequila del rivenditore

giovedì 22 ottobre 2026

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Un giudice federale di Seattle ha respinto una proposta di class action contro Costco, che accusava il rivenditore di indurre in errore i consumatori etichettando diversi tequila Kirkland Signature come «100% de agave» e «100% agave azul».

La causa è stata intentata presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto occidentale di Washington, a Seattle, dallo studio legale specializzato in tutela dei consumatori Hagens Berman per conto di 14 querelanti. La denuncia, presentata nel novembre 2025, sosteneva che Costco avesse venduto consapevolmente tequila contenenti una quantità significativa di zuccheri non derivati dall’agave, commercializzando i prodotti come interamente a base di agave.

I prodotti contestati erano Kirkland Blanco Tequila, Reposado Tequila, Añejo Tequila, Añejo Cristalino Tequila ed Extra Añejo Tequila. Secondo la denuncia, i consumatori avevano pagato prezzi premium per quelle bottiglie perché ritenevano che il tequila fosse prodotto esclusivamente con agave blu. La causa sosteneva che gli acquirenti non avrebbero acquistato i prodotti, o avrebbero pagato meno, se avessero saputo che il contenuto, secondo quanto contestato, non corrispondeva a quanto indicato in etichetta. Le bottiglie in questione erano vendute a prezzi compresi tra circa $18.69 e $48.99.

A sostegno delle proprie accuse, i querelanti si sono basati sui risultati dei test SNIF-NMR (frazionamento isotopico naturale specifico per sito mediante risonanza magnetica nucleare). Alcuni enti governativi e organismi di regolamentazione utilizzano questo metodo per verificare la composizione e l’autenticità dei prodotti nell’ambito dei controlli di conformità nel settore alimentare e delle bevande. Secondo i querelanti, i test avevano rilevato la presenza di zuccheri provenienti da fonti diverse dall’agave.

La causa sosteneva inoltre che Costco avesse ottenuto una falsa certificazione «100% de agave», che aveva consentito all’azienda di commercializzare e vendere il tequila negli Stati Uniti a prezzi più elevati. Costco ha respinto le accuse e difeso le etichette facendo riferimento a test sui prodotti condotti in Messico, che, secondo l’azienda, avevano dato risultati diversi dall’analisi SNIF-NMR dei querelanti.

Costco ha inoltre sostenuto che cause analoghe avevano già evidenziato i limiti dell’uso dei soli risultati SNIF-NMR per contestare in un tribunale statunitense le dichiarazioni «100% agave». La decisione di Seattle si aggiunge a un numero crescente di controversie su come verificare e dimostrare la fondatezza di dichiarazioni di questo tipo quando il tequila viene venduto ai consumatori statunitensi con indicazioni di qualità premium.

La decisione arriva dopo un’altra recente sconfitta giudiziaria per i querelanti che avevano mosso accuse analoghe contro grandi marchi di tequila. Il mese scorso, un giudice di New York ha respinto una causa contro Diageo relativa a Casamigos e Don Julio, ritenendo insufficienti i test presentati in quel caso. È ancora pendente una class action distinta contro 818 Tequila per l’etichettatura «100% agave»; l’azienda ha chiesto più volte che la causa venga respinta.

La causa contro Costco ha rilevanza anche al di là del singolo rivenditore, perché riguarda una questione più ampia nel mercato statunitense dei distillati: il modo in cui i tribunali valutano i test scientifici nelle controversie su autenticità ed etichettatura. Per produttori, importatori, distributori e rivenditori di tequila, l’esito potrebbe influire sulla determinazione con cui le aziende difendono le dichiarazioni «100% agave» e sulla difficoltà per i consumatori o i concorrenti di contestarle in tribunale. Potrebbe inoltre incidere sull’impiego della documentazione di conformità e delle prove di laboratorio in future controversie riguardanti il tequila e altre categorie di bevande premium.

Il resoconto della fonte non riportava né il nome del giudice né ulteriori dettagli sull’ordinanza di archiviazione. La decisione rappresenta comunque una vittoria significativa per Costco in una causa che prendeva di mira una delle più importanti indicazioni di qualità utilizzate nel marketing del tequila negli Stati Uniti.

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