Le vendite di vino al dettaglio negli Stati Uniti calano del 3,8% nelle quattro settimane concluse il 24 ottobre

I volumi calano del 5,3%: la crescita di spumanti e vini dealcolati non compensa il calo dei vini fermi

martedì 3 novembre 2026

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Le vendite di vino al dettaglio negli Stati Uniti calano del 3,8% nelle quattro settimane concluse il 24 ottobre

Le vendite di vino al dettaglio negli Stati Uniti hanno continuato a diminuire nelle quattro settimane concluse il 24 ottobre, sebbene una ripresa stagionale a fine mese abbia contribuito a migliorare le vendite settimanali, secondo i dati NielsenIQ diffusi lunedì 2 novembre.

NielsenIQ ha riferito che le vendite a valore del vino sono diminuite del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i volumi sono calati del 5,3%. I dati indicano un mercato in cui i consumatori acquistano meno vino nel complesso, anche se alcuni segmenti in crescita e caratterizzati da prezzi più elevati offrono un sostegno limitato.

Secondo la società di ricerca, il principale fattore alla base delle perdite della categoria è stato il minore coinvolgimento dei consumatori, responsabile del 73% del calo nel periodo, rispetto al 47% della rilevazione precedente. La minore disponibilità dei prodotti ha contribuito per il 16% alla flessione, mentre la riduzione delle promozioni ha inciso per l’11%.

Su base settimanale, le vendite a valore hanno raggiunto 372,5 milioni di dollari, in aumento dell’1,0% rispetto alla settimana precedente. NielsenIQ ha precisato che la crescita è in linea con la ripresa stagionale che tende a manifestarsi più avanti nel mese di ottobre. Nel complesso, tuttavia, la tendenza è rimasta negativa sull’intero periodo di quattro settimane.

Si è ampliato anche il divario tra l’andamento a valore e quello dei volumi, segno che i consumatori hanno continuato a ridurre il numero di bottiglie acquistate più della spesa complessiva. Secondo NielsenIQ, questa dinamica evidenzia la necessità di offrire sia prodotti premium sia fasce di prezzo più accessibili, mentre i produttori cercano di preservare il valore e contrastare la pressione sulla domanda dei consumatori.

I vini fermi sono rimasti la parte più debole del mercato. NielsenIQ ha rilevato che nelle quattro settimane concluse il 24 ottobre le vendite di vini fermi sono diminuite del 4,6% a valore e del 5,8% in casse. Poiché rappresentano la quota maggiore della categoria, il loro persistente calo ha pesato in misura significativa sui risultati complessivi.

Gli spumanti hanno invece registrato un miglioramento. Le vendite a valore sono aumentate dell’1,5% rispetto all’anno precedente, mentre i volumi sono cresciuti dello 0,1%, dopo ripetuti cali. Anche il segmento dei vini dealcolati ha continuato a crescere, seppure a un ritmo più lento rispetto al passato. NielsenIQ ha riferito che le vendite di vini dealcolati sono aumentate del 18,4% a valore e del 14,6% in volume.

Questi incrementi, tuttavia, non sono bastati a compensare la debolezza dei vini fermi. I dati suggeriscono che la crescita dei segmenti più piccoli contribuisce a contenere il calo della categoria, ma non è ancora sufficiente a invertire la tendenza generale del mercato del vino al dettaglio negli Stati Uniti.

Tra le maggiori aziende vinicole per vendite a valore, Gallo ha mantenuto il primo posto nonostante un calo dell’1,2% a valore e una flessione di 68.300 casse. The Wine Group si è classificata seconda, con una contrazione più marcata del 9,4% delle vendite a valore e una diminuzione dei volumi di 260.000 casse. Deutsch Family si è piazzata al terzo posto ed è risultata la migliore tra le prime cinque, con vendite a valore in aumento del 3,4% e vendite in casse cresciute di 9.800 unità. Le vendite a valore di Trinchero Family sono diminuite del 4,5%, mentre quelle di Delicato Family Wines sono calate del 6,8%.

Nella classifica NielsenIQ dei cinque maggiori produttori per crescita delle vendite a valore, Deutsch Family è in testa, seguita da Vineyard Brands, in aumento dell’8,7%, Wagner Family Wines, in crescita del 3,8%, Delegat USA, in rialzo del 7,6%, e Constellation, che ha registrato un incremento del 2,2%.

Per vendite a valore, Josh è stato il primo marchio di vino e anche uno dei più dinamici, con un aumento delle vendite del 7,9% e dei volumi di 38.200 casse. Barefoot ha seguito con vendite a valore in crescita dell’1,0% e volumi aumentati di 37.300 casse. Le vendite a valore di Bota sono diminuite del 3,8%, mentre quelle di Sutter Home sono calate del 4,0%. La Marca ha registrato uno degli incrementi più evidenti tra i principali marchi, con vendite a valore in crescita del 15,2% e volumi aumentati di 22.600 casse.

Tra i marchi con la crescita più rapida delle vendite a valore, NielsenIQ ha indicato Josh, La Marca, Whitehaven, Matua e Made by James. Made by James ha segnato l’aumento percentuale più marcato, con vendite a valore in crescita del 1.078,5%, partendo tuttavia da una base molto più ridotta rispetto ai maggiori marchi nazionali.

I dati NielsenIQ riguardano il vino nel suo complesso, esclusi i cocktail a base di vino. Per produttori, importatori, grossisti e rivenditori di vino, offrono un quadro aggiornato della domanda negli Stati Uniti, uno dei mercati delle bevande più importanti al mondo. Il persistente calo dei volumi, insieme a singoli segnali di crescita negli spumanti e nei vini dealcolati, potrebbe incidere sulla pianificazione delle scorte, sulle decisioni distributive e sulle strategie di categoria dell’intero comparto delle bevande, mentre le aziende si addentrano nella stagione delle vendite natalizie.

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