La Germania sostiene una revisione delle maggiori tutele UE per i fornitori alimentari
Berlino accoglie l’iniziativa di otto Stati membri per ampliare le tutele dei fornitori, rafforzare i controlli e rivedere la soglia di fatturato di 350 milioni di euro
venerdì 30 ottobre 2026

La Germania ha manifestato il proprio sostegno all’esame di maggiori tutele dell’Unione europea contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, dopo che otto Stati membri hanno chiesto regole più rigorose per i fornitori che trattano con grandi acquirenti.
La questione è stata discussa lunedì 26 ottobre, in occasione di una riunione dei ministri dell’Agricoltura dell’UE. In una dichiarazione pubblicata giovedì 29 ottobre, la Federazione tedesca delle industrie alimentari e delle bevande, nota come BVE, ha affermato che Berlino ha accolto positivamente l’iniziativa e valuterà attentamente le proposte mentre i colloqui proseguono a Bruxelles.
Al centro dell’iniziativa c’è la direttiva UE sulle pratiche commerciali sleali, nota come direttiva UTP, che stabilisce tutele minime per i fornitori di prodotti agricoli e alimentari. Secondo BVE, il dibattito più recente ha acquisito slancio dopo che Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria hanno pubblicato una dichiarazione congiunta chiedendo tutele più ampie e controlli più rigorosi.
Questi Paesi chiedono all’UE di eliminare le soglie di fatturato che limitano la platea dei fornitori tutelati, ampliare l’elenco delle pratiche vietate e applicare le norme in modo più uniforme in tutta l’Unione. Hanno inoltre chiesto alla Commissione europea di esaminare un divieto a livello UE di vendita di prodotti agricoli e alimentari a un prezzo inferiore ai costi di produzione.
La Germania non ha appoggiato tutte le proposte durante la riunione ministeriale, ma ha accolto con favore la dichiarazione e affermato che la esaminerà nell’ambito del più ampio processo di revisione. BVE ha definito questa risposta un segnale positivo, osservando che il dibattito aperto dimostra una crescente consapevolezza del fatto che una concorrenza leale richiede norme più chiare ed efficaci.
Secondo BVE, durante il dibattito Francia e Romania si sono spinte oltre, sostenendo la tutela dei fornitori indipendentemente dal loro fatturato annuo. Il punto è importante perché l’attuale quadro normativo tutela i fornitori solo fino a determinate soglie dimensionali. BVE ha chiesto più volte di abolire il limite di fatturato di 350 milioni di euro previsto per i fornitori tutelati, sostenendo che le pressioni sleali esercitate dai potenti acquirenti della grande distribuzione possono interessare i produttori anche oltre tale soglia.
La federazione chiede inoltre un elenco più ampio di pratiche vietate, controlli più rigorosi e uniformi in tutta l’UE, maggiori garanzie di anonimato per chi presenta denunce e più ampi diritti per le associazioni di categoria di agire per conto dei fornitori. Secondo BVE, i fornitori sono meno propensi a segnalare comportamenti abusivi se temono di perdere i rapporti commerciali.
Il dibattito è rilevante anche al di là dell’industria alimentare in senso stretto, perché un’eventuale estensione delle tutele per i fornitori potrebbe interessare anche i produttori di bevande che vendono attraverso le grandi catene di supermercati e discount in Germania. Cantine, birrifici, distillerie e altri fornitori di bevande potrebbero trovarsi ad affrontare condizioni diverse nelle trattative su prezzi, promozioni, termini di pagamento o modifiche degli ordini, qualora l’UE ampliasse la platea dei soggetti tutelati e rafforzasse i controlli. Si tratta tuttavia di un possibile effetto, poiché non è stata approvata alcuna riforma.
Uno dei punti più controversi riguarda l’eventuale divieto UE di vendere a un prezzo inferiore ai costi di produzione. L’iniziativa degli otto Paesi ha chiesto alla Commissione di valutare una misura di questo tipo, ma il ministro tedesco dell’Agricoltura, Alois Rainer, ha avvertito che i divieti legati ai costi di produzione potrebbero comportare un aumento della burocrazia. Anche BVE si oppone a questo approccio, pur sostenendo altri aspetti dell’iniziativa. La federazione ha precisato che appoggiare le principali richieste degli Stati non significa concordare con tutte le proposte in discussione.
La Commissione europea sta preparando una revisione mirata della direttiva, ha dichiarato il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, secondo quanto riferito da BVE. La revisione dovrebbe concentrarsi sul miglioramento dei controlli e sul chiarimento o sull’ampliamento delle norme vigenti. Una proposta della Commissione è attesa a dicembre o all’inizio del 2027.
Nella riunione del Consiglio del 26 ottobre non è stata adottata alcuna modifica. Per ora, il cambiamento sul piano politico consiste nel fatto che diversi Stati membri, con la Germania disponibile ad aprire il confronto, chiedono un sistema più efficace per proteggere i fornitori da pratiche commerciali che, a loro avviso, possono lasciarli esposti nei rapporti con clienti della grande distribuzione molto più grandi.