La Cina ha venduto alla Russia quasi 10 volte più birra di quanta ne abbia acquistata

Le esportazioni cinesi di birra verso la Russia sono salite del 34,4%, a 44,9 milioni di dollari, ben oltre i 4,7 milioni di vendite russe in Cina

giovedì 22 ottobre 2026

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La Cina ha venduto alla Russia quasi 10 volte più birra di quanta ne abbia acquistata

Nei primi nove mesi del 2026 la Cina ha venduto alla Russia quasi 10 volte più birra di quanta ne abbia acquistata dalla Russia, secondo i dati doganali cinesi riportati dall’agenzia russa di notizie finanziarie Finmarket.

I dati dell’Amministrazione generale delle dogane della Cina mostrano che, da gennaio a settembre, le esportazioni cinesi di birra verso la Russia hanno raggiunto 44,9 milioni di dollari, in aumento del 34,4% rispetto ai 33,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Nei medesimi nove mesi, le esportazioni russe di birra verso la Cina sono scese a 4,7 milioni di dollari dai 9,1 milioni, con un calo del 48,3%.

I dati indicano un divario crescente nel commercio bilaterale di birra. In valore, nel periodo le vendite cinesi alla Russia sono state 9,55 volte superiori a quelle russe alla Cina. Il saldo commerciale bilaterale è stato quindi di 40,2 milioni di dollari a favore della Cina.

I dati di settembre mostrano un miglioramento nel breve periodo per gli esportatori russi, sebbene la tendenza complessiva dell’anno resti negativa. A settembre la Russia ha spedito birra in Cina per un valore di 620.300 dollari, 3,6 volte i 169.800 dollari dello stesso mese del 2025 e il 26,7% in più rispetto ai 489.500 dollari registrati ad agosto 2026.

Anche a settembre le spedizioni cinesi di birra verso la Russia sono rimaste sostenute, pur diminuendo rispetto al mese precedente. Le esportazioni cinesi hanno totalizzato 5,9 milioni di dollari, in aumento del 43,9% rispetto ai 4,1 milioni dell’anno precedente, ma in calo del 7,8% rispetto ai 6,4 milioni di agosto.

I dati doganali suggeriscono che nel corso dell’anno la Russia abbia perso terreno sul mercato cinese, mentre la birra cinese ha continuato a guadagnare spazio in Russia. Il contrasto è significativo: la ripresa delle esportazioni russe a settembre non è bastata a compensare il forte calo registrato nell’intero periodo gennaio-settembre.

I dati doganali cinesi mostrano inoltre che nei primi nove mesi dell’anno il Paese ha importato birra da 57 Paesi. La Germania è stata il principale fornitore, con 82,3 milioni di dollari, seguita da Giappone, con 74,7 milioni, Spagna, con 69,6 milioni, e Paesi Bassi, con 69,1 milioni. Con un totale di 4,7 milioni di dollari, la Russia si è collocata molto al di sotto dei principali esportatori in termini di valore.

Sul fronte delle esportazioni, quest’anno la Cina ha venduto birra a oltre 100 Paesi, secondo i dati doganali citati da Finmarket. La Russia è diventata una destinazione molto più importante per la birra cinese di quanto la Cina lo sia per quella russa, almeno in base al valore doganale.

Le cifre si riferiscono ai valori commerciali in dollari correnti, non ai volumi fisici: non indicano quindi se le variazioni siano dovute alla quantità delle spedizioni, ai prezzi, alla composizione dei prodotti, agli effetti dei tassi di cambio o a una combinazione di questi fattori. I dati doganali possono inoltre essere rivisti dopo la pubblicazione.

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