Prosecco DOC chiede limiti all’offerta per la vendemmia 2026

Il consorzio ha chiesto al Veneto di autorizzare un aumento straordinario della produzione di Glera e di imporre lo stoccaggio del vino eccedente prima che la vendemmia 2026 arrivi sul mercato.

17-07-2026

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Prosecco DOC chiede limiti all’offerta per la vendemmia 2026

Il Consorzio di tutela del Prosecco DOC ha chiesto alla giunta regionale del Veneto di approvare misure straordinarie di gestione dell’offerta per la vendemmia 2026, tra cui un aumento temporaneo della produzione di Glera ammessa e lo stoccaggio obbligatorio di parte della produzione oltre le soglie di resa stabilite.

Secondo un avviso pubblicato venerdì da Confagricoltura Rovigo, la richiesta è stata presentata ai sensi dell’articolo 39 della legge italiana 238/2016, che consente strumenti straordinari di gestione del mercato per le denominazioni del vino. Il Veneto ha disposto la pubblicazione dell’avviso nel proprio bollettino ufficiale, aprendo il periodo per le osservazioni dei soggetti interessati.

Al centro della proposta c’è un “attingimento” temporaneo e straordinario per la Glera, il vitigno utilizzato per il Prosecco. La misura amplierebbe il potenziale viticolo ammissibile al Prosecco DOC in misura tale da consentire fino a 300.000 ettolitri aggiuntivi di produzione, quantità che l’avviso indica come corrispondente a circa 2.000 ettari. La proposta esclude le aree Asolo DOCG e Conegliano Valdobbiadene DOCG.

La richiesta stabilisce anche le condizioni per i vigneti che potrebbero essere inclusi. I terreni dovrebbero soddisfare specifici requisiti storici legati alla gestione aziendale e alla registrazione nei registri ufficiali dei vigneti. La superficie massima consentita sarebbe di 7.000 metri quadrati per produttore.

Un secondo pilastro della proposta è lo stoccaggio del vino eccedente. La produzione di Prosecco DOC oltre 150 quintali per ettaro per i vigneti dal terzo anno in poi, e oltre 90 quintali per ettaro per i vigneti al secondo anno, dovrebbe essere trattenuta dal produttore o da terzi fino all’emissione di un ordine di svincolo. Tale svincolo è atteso entro il 31 dicembre 2027, anche se la misura potrebbe essere prorogata. I volumi stoccati dovrebbero rimanere tracciabili secondo le norme di sostenibilità e non potrebbero essere trasferiti a terzi durante il periodo di restrizione.

La proposta affronta anche gli sforamenti in vigneto e in cantina. Per la Glera coltivata in campo, fino al 20% della resa massima rivendicabile dovrebbe essere destinato a prodotti diversi dal vino. A livello di cantina, non sarebbero consentiti sforamenti di cantina per la vendemmia 2026 e il massimo tasso di conversione da uva a vino sarebbe fissato al 75%.

Secondo l’avviso, anche le riclassificazioni tardive delle vendemmie 2025 e 2026 confluiranno nei volumi stoccati e saranno gestite secondo le stesse regole.

La mossa mostra come una delle più grandi denominazioni italiane degli spumanti stia cercando di calibrare l’offerta prima della raccolta delle uve. Se approvate, le misure potrebbero incidere su quanto Prosecco DOC arriverà sul mercato nei prossimi due anni e contribuire a limitare gli squilibri tra produzione, prezzi e domanda in una categoria che resta centrale per l’export vinicolo italiano e per il più ampio commercio delle bevande.

La richiesta non rende di per sé operative le misure. Avvia un iter regolatorio in Veneto nel quale i soggetti interessati possono presentare osservazioni prima che le autorità regionali decidano se e come adottare le regole proposte per la vendemmia 2026.

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