Gabriella Favara assume la guida di Assovini Sicilia in un passaggio generazionale

Un consiglio under 40 guida ora una delle principali associazioni vinicole siciliane mentre i produttori affrontano pressioni su export, consumi e sostenibilità.

07-07-2026

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Gabriella Favara assume la guida di Assovini Sicilia in un passaggio generazionale

Gabriella Favara è stata eletta presidente di Assovini Sicilia, segnando un passaggio generazionale in una delle principali associazioni vinicole siciliane, mentre un nuovo consiglio composto interamente da membri under 40 prende il controllo.

La nomina è stata decisa lunedì dal nuovo consiglio eletto e l’associazione ha annunciato il cambiamento da Palermo martedì. Assovini Sicilia rappresenta 101 cantine siciliane e afferma che i suoi membri producono circa 900 etichette, conferendo al gruppo un ruolo importante nel definire il modo in cui il vino siciliano viene promosso in Italia e all’estero.

Favara, che ha meno di 30 anni ed è originaria di Marsala, lavora come international marketing manager presso Donnafugata, la cantina di proprietà familiare nota per la sua ampia presenza sui mercati esteri. Secondo l’associazione, è entrata in azienda quattro anni fa dopo aver conseguito una laurea in economia aziendale e un master in business management a Oxford. Dopo aver lavorato nel trade marketing, è tornata in Sicilia per seguire i mercati esteri di Donnafugata.

La sua elezione arriva mentre Assovini Sicilia colloca dirigenti più giovani al centro della propria leadership. L’associazione ha affermato che il nuovo consiglio proviene dal gruppo “Generazione Next”, segno che le cantine associate vogliono una generazione più giovane a guidare la strategia in un momento in cui i produttori di vino in tutta Europa stanno affrontando un consumo più lento in alcuni mercati, condizioni di export in evoluzione e una pressione crescente ad adeguarsi alle richieste di sostenibilità.

In una nota diffusa dall’associazione, Favara ha ringraziato la presidente uscente, Mariangela Cambria, e il precedente consiglio per il lavoro svolto. Ha detto di aver accettato l’incarico con “grande rispetto” e con la consapevolezza delle sfide che il settore deve affrontare. Ha inoltre affermato che Assovini Sicilia ha svolto un ruolo decisivo nel costruire l’identità e il prestigio del vino siciliano nel mondo e che la nuova leadership punterà a proseguire quel lavoro, unendo esperienza e innovazione e rispondendo ai cambiamenti del mercato.

Il nuovo consiglio comprende Pietro Pollara di Alessandro di Camporeale come vicepresidente, insieme a Cristina Madaudo di Camporè, Pierfilippo Marchello di Cantine Pellegrino, Totò Navarra di Tenute Navarra, Graziano Nicosia di Tenute Nicosia, Costante Planeta di Planeta, Enrica Spadafora di Dei Principi di Spadafora e Alessandro Tasca di Tasca d’Almerita. Diversi di questi cognomi sono strettamente legati ad alcune delle famiglie del vino più note della Sicilia, a conferma di come i produttori storici dell’isola stiano affidando maggiori responsabilità a una generazione più giovane.

Assovini Sicilia è stata fondata nel 1998 da Giacomo Rallo, Diego Planeta e Lucio Tasca. In quasi tre decenni è diventata una delle principali voci collettive del vino siciliano, contribuendo a promuovere l’immagine dell’isola oltre la produzione sfusa e verso un’identità più definita basata sul territorio, sui vitigni autoctoni e sulle aziende orientate alla qualità. La sua base associativa comprende produttori di diverse aree della Sicilia, da Marsala, a ovest, all’Etna, sul versante orientale dell’isola.

Il cambio di leadership riflette anche il modo in cui i gruppi del vino siciliano stanno cercando di coniugare continuità e rinnovamento. Molte cantine associate restano imprese familiari con una lunga storia, ma fanno sempre più affidamento su manager più giovani formati in business internazionale, marketing e sviluppo dell’export. Questo è importante in una regione in cui le vendite di vino dipendono fortemente dai mercati esteri e in cui i produttori devono bilanciare tradizione e pressioni commerciali.

Assovini Sicilia ha affermato di continuare inoltre a sostenere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la Fondazione SOStain Sicilia, che promuove pratiche più verdi in vigneto tra i produttori. Questo lavoro è diventato più centrale mentre le cantine affrontano stagioni di crescita più calde, stress idrico e un controllo più severo da parte di acquirenti e consumatori sugli standard ambientali.

Favara assume ora l’incarico in un momento in cui la Sicilia resta una delle regioni vinicole più grandi e più visibili d’Italia. Negli ultimi anni l’isola ha ampliato la propria reputazione attraverso categorie che vanno dai vini dell’Etna agli sforzi di rilancio del Marsala e ai vini bianchi freschi pensati per i mercati di esportazione. Per Assovini Sicilia, affidare la guida a un consiglio under 40 segnala che le aziende associate ritengono che la prossima fase di questa crescita dipenderà non solo dall’identità del vigneto, ma anche da una leadership più giovane capace di orientarsi tra branding, turismo, sostenibilità e vendite globali.

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