24-08-2026
La vendemmia 2026 in Abruzzo procede sotto una forte pressione della siccità, e il gruppo agricolo CIA Chieti-Pescara stima che le perdite produttive nei vigneti più colpiti possano arrivare al 70%.
L’allarme riguarda aree specifiche e non l’intera regione. La CIA ha detto che i danni peggiori si registrano nelle zone viticole costiere e di mezza collina delle province di Chieti e Pescara, dove una lunga assenza di piogge e temperature elevate persistenti hanno sottoposto le viti a stress idrico e termico. I produttori segnalano grappoli appassiti, scottature sugli acini, peso medio degli acini più basso e una più rapida perdita di acidità.
La vendemmia è iniziata il 3 agosto, circa 10 giorni prima della media recente, un altro segnale di quanto le condizioni meteo abbiano alterato la stagione. Sono partite per prime le varietà bianche precoci, e Pecorino e Trebbiano vengono già raccolti in diverse aree. Le prospettive per il Montepulciano e per le altre varietà a maturazione medio-tardiva restano incerte e dipenderanno dalle condizioni delle prossime settimane.
CIA Chieti-Pescara ha detto che la cifra del 70% riflette perdite massime localizzate nei vigneti più colpiti e non dovrebbe essere considerata una misura valida per tutta la produzione vinicola abruzzese. Il gruppo sta ancora raccogliendo segnalazioni dal territorio per elaborare una stima più ampia dei danni.
Il presidente del gruppo, Domenico Bomba, ha detto che gli attuali problemi della vendemmia arrivano dopo diversi anni difficili per i produttori locali. Ha richiamato i gravi danni causati dalla peronospora nel 2023, seguiti da siccità e da altri contrattempi legati al meteo. A suo avviso, non si tratta più di una singola annata negativa ma di un andamento che sta diventando strutturale per molte aziende.
La preoccupazione va oltre il raccolto nei campi. L’Abruzzo è una delle principali regioni vinicole d’Italia e un forte calo delle consegne di uva incide su cooperative e cantine, che devono comunque sostenere gran parte delle stesse spese per impianti, lavorazione, manodopera ed energia. Con meno prodotto su cui ripartire questi costi fissi, i margini possono ridursi anche se i prezzi all’origine migliorano.
La CIA ha anche avvertito che una produzione più bassa non significa automaticamente un mercato migliore per i produttori. Al 31 luglio, le cantine abruzzesi detenevano 2,46 milioni di ettolitri di vino in giacenza, secondo il rapporto ICQRF Cantina Italia citato dal gruppo agricolo. Di questo totale, 1,96 milioni di ettolitri erano nella sola provincia di Chieti, cioè quasi l’80% delle scorte regionali. Questo eccesso di stock complica l’idea che un raccolto più piccolo si traduca rapidamente in prezzi più forti.
Per i produttori, il rischio è produrre meno, affrontare costi unitari più alti e comunque non riuscire a garantire ricavi sufficienti a compensare i danni. Per le cooperative, la pressione è simile. Un minore conferimento di uva può ridurre la produzione lasciando però in gran parte intatte le strutture operative, con effetti negativi sulla redditività lungo tutta la filiera.
La CIA ha detto che alcune aziende stanno raggiungendo il limite della propria capacità di assorbire perdite ripetute dopo diverse campagne negative. Bomba ha affermato che le emergenze ricorrenti stanno erodendo la capacità finanziaria di imprese che potrebbero reggere un’annata storta, o persino due, ma che faticano quando gli shock si ripetono stagione dopo stagione. Ha avvertito che alcune attività rischiano di chiudere, con conseguenze per l’occupazione, la produzione locale e l’economia rurale.
L’organizzazione ha detto che attiverà immediatamente la propria rete di centri di assistenza agricola per aiutare le aziende colpite a presentare le denunce dei danni e ad avviare le procedure previste da AGRICAT, il quadro italiano di gestione del rischio agricolo. Contestualmente, intende raccogliere dichiarazioni di dettaglio dal territorio per sostenere una valutazione precisa delle perdite e fare pressione sulle autorità regionali e nazionali affinché intervengano.
La CIA chiede un accertamento immediato dei danni, sostegno alla liquidità per le imprese più colpite e una strategia di lungo periodo per la gestione dell’acqua. Il gruppo sostiene che le risposte d’emergenza dopo ogni shock meteorologico non sono più sufficienti in una regione in cui le pressioni climatiche stanno incidendo sempre di più sui bilanci aziendali e sui risultati della vendemmia.
La prossima fase della stagione sarà particolarmente importante per i vigneti che non sono ancora stati raccolti. Mentre Pecorino e Trebbiano vengono già conferiti, il Montepulciano, uno dei principali vitigni rossi dell’Abruzzo, ha ancora una parte della sua resa da definire in vigna. Produttori e cooperative stanno osservando con attenzione se eventuali cambiamenti tardivi del meteo possano limitare ulteriori perdite prima che la vendemmia si estenda.