15-07-2026
Una nuova analisi NIQ del mercato degli alcolici on-premise mostra che la crescita negli Stati Uniti sta diventando più disomogenea tra le categorie, con gli spirits che ampliano il loro vantaggio mentre birra e vino continuano a subire pressioni nei bar e nei ristoranti.
Secondo il rapporto, gli spirits registrano crescita in valore e guadagnano quote negli account on-premise, anche se le condizioni complessive dei volumi restano difficili. I risultati indicano un mercato in cui i consumatori continuano a spendere, ma lo fanno in modo più selettivo, privilegiando alcune categorie, stili e formati rispetto ad altri.
All’interno degli spirits, NIQ ha affermato che la premiumization resta una forza importante, anche se la crescita sta diventando più concentrata. Tequila, vodka e cordials stanno sovraperformando il mercato più ampio, suggerendo che sia i prodotti classici sia quelli guidati dal gusto stanno attirando domanda. Il rapporto ha inoltre osservato che i segmenti più recenti della tequila e alcune sottocategorie del whiskey stanno tenendo bene, a indicare che i consumatori sono ancora aperti a provare nuovi prodotti pur restando vicini alle preferenze consolidate.
I cocktail ready-to-drink sono un altro ambito di rapida espansione nel canale on-premise, ha rilevato l’analisi. Il loro slancio aggiunge elementi a sostegno del fatto che comodità e innovazione nel gusto stanno assumendo un ruolo più ampio in ciò che i consumatori ordinano quando escono. Questo cambiamento è diventato sempre più importante per operatori e fornitori, che cercano prodotti in grado di muoversi rapidamente e di adattarsi a occasioni di consumo in evoluzione.
Birra e vino, al contrario, restano sotto pressione nello stesso canale. Il rapporto non ha descritto queste categorie come in caduta libera, ma ha delineato un mercato in cui stanno perdendo terreno rispetto agli spirits. Questa divergenza sta diventando una delle caratteristiche più evidenti delle vendite di bevande alcoliche nei locali on-premise.
NIQ ha affermato che la sua ultima analisi va oltre i risultati di categoria in prima battuta e prende in esame prezzi, distribuzione, performance dei punti vendita e tendenze regionali per individuare dove la crescita in valore continua a essere sostenuta. L’analisi esamina inoltre tequila, whiskey, vodka, rum e RTD in maggiore dettaglio per individuare quali segmenti stiano generando lo slancio più forte nonostante le tendenze dei volumi più deboli sul mercato.
Il quadro che emerge è quello di un percorso di ripresa frammentato per le bevande alcoliche vendute in bar, ristoranti e locali simili. I consumatori sembrano disposti a pagare per prodotti che percepiscono come distintivi o affidabili, ma questa disponibilità non sta sostenendo in egual misura ogni parte del mercato. I guadagni si stanno invece concentrando su specifiche categorie di spirits e su formati cocktail pratici.
Per le aziende beverage, i distributori e gli operatori dell’ospitalità, questo cambiamento potrebbe influenzare le decisioni di portafoglio nei prossimi mesi. Un mercato in cui tequila e cocktail RTD mostrano trazione mentre birra e vino restano sotto pressione potrebbe spingere i fornitori ad adeguare mix di prodotto, strategia di prezzo e priorità distributive. Potrebbe inoltre incidere sul modo in cui bar e ristoranti costruiscono i menu e assegnano spazio sugli scaffali e dietro il bancone, mentre cercano di intercettare una spesa che è ancora disponibile in un contesto di volumi più deboli.
I risultati NIQ arrivano in un momento in cui i produttori di tutte le categorie alcoliche cercano segnali più chiari su dove la domanda stia tenendo nei contesti on-premise. In questo quadro, il rapporto suggerisce che una presenza ampia nelle bevande alcoliche non è più sufficiente da sola. La performance è sempre più legata al fatto che i brand siano posizionati nelle aree del mercato in cui i consumatori continuano a fare trading up, a sperimentare in modo selettivo o a scegliere formati orientati alla comodità.