La Cina introduce uno standard per il baijiu: più alcol non significa più qualità
Il nuovo riferimento nazionale stabilisce un unico parametro raccomandato per tutti i profili aromatici, con gradazioni dal 18% al 72% vol.
martedì 3 novembre 2026

La Cina ha introdotto un nuovo standard nazionale di qualità per il baijiu che, per la prima volta, offre un riferimento comune per valutare la qualità delle numerose tipologie aromatiche di questo distillato di cereali.
Lo standard, denominato GB/T 48009-2026, è entrato in vigore il 1° novembre, dopo essere stato pubblicato il 30 aprile dall’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato e dall’Amministrazione per la standardizzazione della Cina. Secondo la scheda ufficiale dello standard, l’attuazione tecnica è affidata al comitato nazionale per gli standard del baijiu.
Il baijiu è il principale distillato cinese: è prodotto a partire dai cereali e commercializzato in un’ampia varietà di stili, gradazioni alcoliche e fasce di prezzo. Finora i riferimenti di qualità erano più frammentati e i prodotti con gradazioni diverse venivano spesso valutati secondo criteri distinti. Il nuovo standard introduce un quadro comune per tutti gli stili: un cambiamento che le pubblicazioni di settore e i media cinesi hanno descritto come una svolta significativa per produttori, distributori e acquirenti.
Al centro della nuova norma c’è un ampio intervallo di gradazione alcolica, dal 18% al 72% vol. All’interno di questo intervallo, lo standard non distingue più tra prodotti ad alta e bassa gradazione nella valutazione degli indicatori fisico-chimici. Ciò significa che, secondo il riferimento nazionale, una gradazione più elevata non è più considerata di per sé un segno di maggiore qualità.
Il cambiamento è rilevante in un mercato in cui il baijiu comprende prodotti che vanno dalle espressioni più leggere e meno alcoliche ai distillati molto forti, e in cui la gradazione ha spesso influenzato la percezione del mercato. Con il nuovo approccio, distributori e altri acquirenti commerciali possono confrontare le specifiche tecniche di prodotti con gradazioni diverse senza usare il contenuto alcolico come indicatore indiretto della qualità.
Il quotidiano cinese The Beijing News ha riferito il 30 ottobre che lo standard stabilisce criteri tecnici comuni per i diversi profili aromatici, facilitando la valutazione dei prodotti sulla base dello stesso riferimento nazionale. Secondo il giornale, la norma è pensata per misurare la qualità attraverso indicatori oggettivi, anziché basarsi soltanto sulla gradazione.
Lo standard definisce inoltre con maggiore chiarezza quali prodotti possono essere venduti come baijiu ottenuto tramite fermentazione tradizionale allo stato solido o semisolido. Secondo la descrizione tecnica citata dai media cinesi e i documenti ufficiali, il baijiu appartenente a queste categorie non prevede l’aggiunta di alcol alimentare. Il chiarimento potrebbe avere ricadute in un settore in cui i metodi di produzione sono strettamente legati al posizionamento del marchio, all’identità regionale e ai prezzi.
Il baijiu cinese non è un prodotto unico, ma una categoria che comprende diverse famiglie aromatiche riconosciute, ciascuna con le proprie tradizioni produttive e il proprio pubblico. Da tempo i produttori valorizzano le differenze di profumo, materie prime, metodi di fermentazione e invecchiamento. Introducendo un riferimento di qualità comune a tutti questi stili, le autorità sembrano voler rendere la categoria più facile da valutare a livello nazionale, senza cancellarne le specificità.
Lo standard è classificato come raccomandato, non obbligatorio: costituisce quindi un parametro tecnico, anziché un requisito giuridico vincolante per ogni transazione o produttore. In Cina, tuttavia, gli standard nazionali raccomandati possono comunque avere un peso considerevole, perché influenzano gli acquisti, l’etichettatura, il controllo della qualità e le aspettative commerciali di un intero settore.
La piattaforma ufficiale cinese dedicata alle informazioni sugli standard distingue chiaramente tra la data di pubblicazione, il 30 aprile, e quella di entrata in vigore, il 1° novembre. Anche la testata di settore Maijiuwang ha riferito che lo standard è entrato in vigore il 1° novembre, sottolineandone la data di effettiva applicazione per il settore del baijiu.
La misura si inserisce nel percorso con cui la Cina continua a perfezionare le norme tecniche per le principali categorie di alimenti e bevande, puntando maggiormente sulla standardizzazione, sulla chiarezza dei prodotti e su indicatori di qualità misurabili. Nel caso del baijiu, il compito è particolarmente delicato perché si tratta sia di un prodotto di largo consumo sia di un distillato di grande rilevanza culturale, legato ai metodi di produzione locali e al mercato dei regali di fascia alta.
Il nuovo quadro normativo non chiarisce ancora quali saranno le ricadute economiche. Né la comunicazione ufficiale sullo standard né le notizie diffuse dai media cinesi citano effetti quantificati sui costi di produzione, sui prezzi al dettaglio o sui volumi di vendita. Non è ancora chiaro se il riferimento comune porterà a modifiche nelle formulazioni dei prodotti, nelle dichiarazioni di marketing o nel posizionamento sugli scaffali, soprattutto per i marchi che hanno fatto leva sull’elevata gradazione nella propria immagine premium.
La rilevanza normativa della misura è comunque chiara. Un riferimento nazionale valido per tutti gli stili di baijiu offre a produttori e venditori un parametro più uniforme per i test e il confronto tra prodotti. Per gli acquirenti, soprattutto i distributori che gestiscono più marchi e gradazioni, lo standard riduce il rischio di associare un distillato più forte a un distillato migliore.
La misura rientra inoltre in una tendenza più ampia della regolamentazione alimentare e delle bevande, in cui i governi cercano spesso di ridurre l’ambiguità delle dichiarazioni sulla qualità senza intervenire direttamente sui prezzi o sulle scelte dei consumatori. In questo caso, le autorità non stanno definendo una strategia di vendita per i produttori né dicendo ai consumatori quale tipo di baijiu preferire. Stanno invece stabilendo come descrivere e confrontare la qualità all’interno di una categoria che occupa un posto centrale nel mercato cinese dei distillati.
Per i produttori, le conseguenze pratiche dipenderanno probabilmente da quanto lo standard verrà adottato nei contratti, nei protocolli di analisi e nelle trattative commerciali. Per ora, il cambiamento più immediato è che il settore cinese del baijiu dispone di un unico riferimento nazionale di qualità, valido per l’intera gamma degli stili riconosciuti: le gradazioni dal 18% al 72% sono considerate un unico intervallo, anziché essere suddivise in fasce di qualità distinte.