Il Regno Unito aumenterà le accise sugli alcolici dal 1° febbraio 2027: fino a 15 pence in più su una bottiglia di vino
Una bottiglia standard di gin o Scotch whisky al 40% subirà un aumento dell’accisa di circa 43 pence, a cui potrebbe aggiungersi l’IVA
martedì 3 novembre 2026

Con l’ultima legge di bilancio, il Regno Unito aumenterà ancora le accise sugli alcolici dal 1° febbraio 2027, con un incremento tra 11 e 15 pence per una bottiglia standard di vino, a seconda della gradazione, mentre una tipica bottiglia di gin o Scotch whisky sarà gravata da circa 43 pence in più di accisa.
Le nuove aliquote sono state pubblicate da HM Revenue & Customs dopo la manovra d’autunno di lunedì 2 novembre. Riguardano vino, birra e distillati e rientrano nel sistema britannico di tassazione degli alcolici in base alla gradazione, che applica le imposte in funzione della quantità di alcol puro contenuta nelle bevande. Ciò significa che i prodotti più alcolici subiranno aumenti maggiori anche se venduti in bottiglie dello stesso formato.
Per i vini tra l’8,5% e il 22% vol., l’accisa salirà da £30,62 a £32,01 per litro di alcol puro, con un aumento di circa il 4,5%. Per una bottiglia standard da 75 cl, le aliquote di HMRC portano l’accisa su un vino all’11% da £2,53 a £2,64, con un aumento di 11 pence. Per una bottiglia al 12,5%, si passerà da £2,87 a £3,00, con un incremento di 13 pence. Una bottiglia al 13,5% salirà da £3,10 a £3,24, cioè 14 pence in più. Per una bottiglia al 14,5%, l’aumento sarà da £3,33 a £3,48, pari a 15 pence.
Le cifre del governo si riferiscono all’accisa, non al prezzo finale sugli scaffali. Rivenditori, importatori e produttori possono assorbire parte dell’aumento oppure trasferirlo sui consumatori. Il prezzo finale può inoltre aumentare più dell’accisa, perché l’IVA si applica al prezzo di vendita, accisa inclusa. Se l’intero aumento viene trasferito sul prezzo e si aggiunge l’IVA al 20%, una bottiglia di vino al 12,5% potrebbe costare circa 16 pence in più.
L’aumento ha conseguenze anche al di là dei consumatori britannici. Il Regno Unito è un mercato importante per il vino importato e la nuova accisa mette sotto pressione prezzi, margini e domanda per i produttori e gli esportatori che vendono nel Paese. Poiché gli aumenti sono maggiori per i vini più alcolici, il sistema potrebbe pesare maggiormente sulle bottiglie delle regioni vinicole più calde, che tendono naturalmente a raggiungere gradazioni alcoliche più elevate.
Saranno interessati anche i distillati. L’accisa sui prodotti sopra il 22% vol. salirà da £33,99 a £35,54 per litro di alcol puro. Per una bottiglia standard da 70 cl di gin o Scotch whisky al 40% vol., l’aumento equivale a 43,4 pence di accisa, portando il carico complessivo da circa £9,52 a £9,95. Un distillato al 43% nello stesso formato sarà soggetto a un aumento di 46,7 pence.
Se l’intero aumento dell’accisa su una bottiglia al 40% viene trasferito ai consumatori e si applica l’IVA, il prezzo finale potrebbe salire di circa 52 pence. L’incremento si sommerebbe a eventuali rincari legati a produzione, energia, trasporti, salari o distribuzione.
L’aumento sarà più contenuto in termini assoluti per la birra, ma si farà sentire comunque nei pub e tra i birrifici. L’accisa standard sulla birra tra il 3,5% e l’8,5% vol. salirà da £22,58 a £23,61 per litro di alcol puro. Per una pinta da 568 ml al 4,5% vol., l’aumento dell’accisa sarà di 2,63 pence, pari a circa 3 pence.
La birra alla spina che soddisfa i requisiti continuerà a beneficiare di un’aliquota ridotta rispetto ai prodotti confezionati. L’accisa agevolata salirà da £19,45 a £20,34 per litro di alcol puro, con un aumento di circa 2,27 pence per una pinta al 4,5%. La differenza è importante per i pub: i prodotti in cask e fusto che rientrano nell’agevolazione per la birra alla spina sono tassati meno della stessa birra venduta in lattina o in bottiglia.
Le associazioni di categoria del settore delle bevande hanno criticato l’aumento. La Scotch Whisky Association ha dichiarato che si tratta del quarto incremento consecutivo dell’accisa sui distillati. Il suo amministratore delegato, Mark Kent, ha affermato che la modifica porterà il carico fiscale su una bottiglia media di Scotch whisky al 74%.
La Wine and Spirit Trade Association aveva chiesto il congelamento delle accise prima della manovra e ha contestato la decisione. Il suo amministratore delegato, Miles Beale, ha dichiarato che il governo ha introdotto un altro aumento in un momento in cui le aziende devono già fare i conti con l’inflazione e la pressione sui bilanci delle famiglie.
La manovra ha previsto anche misure di sostegno per il settore dell’ospitalità. Il governo ha annunciato ulteriori agevolazioni sulle business rates per pub, circoli sociali e locali di musica dal vivo idonei in Inghilterra e ha inoltre illustrato modifiche allo Small Producer Relief. Ciononostante, con le nuove aliquote i venditori di alcolici entreranno nel 2027 con un carico fiscale più elevato in gran parte del mercato.
Per i commercianti di vino, in particolare, la struttura dell’aumento aggrava un problema emerso con il passaggio del Regno Unito a un sistema più articolato, basato sulla gradazione: due bottiglie di vino dello stesso formato possono ora essere soggette a imposte sensibilmente diverse in base al solo contenuto alcolico. Ciò può complicare la definizione dei prezzi, le decisioni sulle scorte e la pianificazione delle promozioni per supermercati, rivenditori indipendenti, ristoranti e importatori, soprattutto in un mercato in cui anche piccoli rincari possono influire sulla domanda dei consumatori.