Le vendite di vino rosso in Borgogna calano del 4,9% e rivelano la debolezza anche delle bottiglie più prestigiose
Il calo ha interessato anche le etichette grand cru: il prestigio della Borgogna non basta più a proteggerla dai cambiamenti nei consumi
sabato 31 ottobre 2026

La Borgogna, una delle regioni vinicole francesi più osservate, non è più al riparo dalla crisi che interessa il mercato del vino nel suo complesso. I dati diffusi venerdì 30 ottobre dal Burgundy Wine Board, o CVB, mostrano che nei 12 mesi da luglio 2025 a luglio 2026 le vendite di vini fermi nella regione sono diminuite dell’1,3%, per un totale di 166 milioni di bottiglie.
A pesare è stato soprattutto il vino rosso, sotto pressione in tutta la Francia a causa dei cambiamenti nelle abitudini di consumo. In Borgogna, secondo il CVB, le vendite di vino rosso sono calate del 4,9% nel periodo considerato. L’organismo ha segnalato flessioni in tutte le fasce di prezzo, compresi i vini grand cru della Côte-d’Or: un segnale che anche le etichette solitamente protette dalla scarsità e dalla reputazione stanno registrando una domanda più debole.
È un cambiamento significativo per una regione spesso considerata più protetta rispetto ad aree con volumi di produzione maggiori, come Bordeaux o Languedoc. La Borgogna produce alcuni dei vini più costosi e ricercati a livello internazionale, ma i nuovi dati indicano che il posizionamento premium, da solo, non basta a compensare la più ampia debolezza dei consumi di vino rosso.
La tendenza si inserisce in un quadro nazionale più ampio. Tra il 2018 e il 2023, le vendite di vino rosso in Francia sono diminuite del 26% in volume in tutte le regioni produttrici, contro un calo del 10% per i vini bianchi, secondo i dati citati da Le Figaro. Il quotidiano ha inoltre riportato le osservazioni di Hervé Remaud, professore di marketing alla KEDGE Wine School, secondo cui i consumatori di vino rosso tendono a essere più anziani e più spesso uomini, mettendo in luce la sfida demografica che la categoria deve affrontare.
In Borgogna, i vini bianchi hanno tenuto molto meglio. Nello stesso periodo di 12 mesi le vendite sono cresciute dello 0,4%, sostenute dalle denominazioni regionali e dai vini del Mâconnais e di Chablis. Ancora migliori i risultati degli spumanti: le vendite di Crémant de Bourgogne sono aumentate del 6,5%, proseguendo la più ampia crescita globale degli spumanti. Il CVB ha dichiarato che la denominazione rappresenta ormai il 17% dei volumi di vendita di vino imbottigliato nella regione, contro il 12% del 2021.
Questi dati aiutano a spiegare perché la composizione dell’offerta regionale sia importante. Il vino rosso non rappresenta la maggior parte della produzione della Borgogna e questo equilibrio è sempre più considerato un vantaggio, mentre la domanda si sposta verso i bianchi e gli spumanti. Il contrasto è osservato anche nel più ampio settore delle bevande, perché suggerisce che la pressione sui vini rossi di fascia alta non riguarda più soltanto le fasce di prezzo inferiori. Se la tendenza proseguirà, potrebbe incidere su produttori, esportatori, importatori e distributori che dipendono dai vini francesi premium.
Il calo delle vendite si è fatto sentire soprattutto sul mercato interno francese. Nello stesso periodo, invece, la Borgogna ha registrato una crescita del 2,3% dei volumi esportati. L’aumento è però stato accompagnato da prezzi più bassi o da un mix di vendita meno favorevole, dato che il valore delle esportazioni è sceso del 2,4%. La divergenza tra l’aumento dei volumi e il calo del valore indica un mercato in cui gli acquirenti continuano a ricevere le spedizioni, ma a prezzi inferiori o con una domanda più concentrata sui vini meno costosi.
Gli Stati Uniti sono l’esempio più evidente di questa pressione. Tra luglio 2025 e luglio 2026, il valore dei vini della Borgogna importati negli Stati Uniti è sceso del 21,2%, secondo il CVB, nonostante il volume importato dal Paese sia aumentato rispetto all’anno precedente. L’organismo ha collegato questa battuta d’arresto alle perturbazioni causate dai dazi americani. Gli Stati Uniti restano uno dei mercati esteri più importanti per il vino francese: un forte calo del valore delle esportazioni è quindi destinato ad attirare l’attenzione dell’intero settore delle bevande, soprattutto delle aziende esposte alle bottiglie premium.
La regione è ora alla ricerca di nuovi sbocchi per cercare di ridurre questo rischio. Il CVB ha dichiarato che la Borgogna sta rivolgendo l’attenzione all’India e alla sua classe media in crescita. Ha citato l’accordo commerciale firmato con l’Unione europea nel gennaio 2026, in base al quale i dazi indiani sui vini e gli alcolici europei dovrebbero scendere gradualmente dal 150% al 20%. In India è in corso una missione esplorativa, con la partecipazione di circa una dozzina di aziende della Borgogna, per valutare se il mercato possa diventare una fonte significativa di crescita futura.