L'industria vinicola francese investe il 60% in meno dell'Italia nella promozione in un contesto di crisi storica

I produttori si uniscono per la prima campagna nazionale rivolta ai consumatori più giovani, mentre si moltiplicano gli appelli a incrementare il marketing e la collaborazione.

27-11-2025

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French Wine Industry Invests 60% Less Than Italy in Promotion Amid Historic Crisis

I produttori di vino francesi stanno affrontando una crisi storica che ha spinto i leader del settore a chiedere nuove strategie e una maggiore collaborazione. Martedì 25 novembre, la Confédération Nationale des producteurs de vins et eaux de vie de vin à Appellations d'Origine Contrôlées (CNAOC) ha organizzato un evento senza precedenti chiamato "Le Grand Direct des AOC". L'incontro ha riunito 600 viticoltori e ha generato oltre 1.000 domande su come gestire la crisi in atto nel settore vinicolo, rilanciare i consumi, ridurre gli oneri amministrativi e incoraggiare l'innovazione.

Jérôme Bauer, presidente della CNAOC - ora ribattezzata "Maison des Vignerons" - ha sottolineato che il tempo della semplice osservazione dei problemi è finito. Ha affermato che le decisioni future si baseranno sui contributi dei viticoltori stessi. Bauer ha sottolineato che solo un'azione collettiva potrà aiutare l'industria vinicola francese a risollevarsi dalle attuali difficoltà. Ha sottolineato che il commercio è ora il principale campo di battaglia e ha suggerito di cambiare il modo in cui viene assegnato il budget annuale di 270 milioni di euro del Piano Strategico Nazionale (PSN). Questo fondo sostiene la ristrutturazione dei vigneti, gli investimenti, la promozione sui mercati esteri e nazionali e la distillazione dei sottoprodotti.

Bauer ha osservato che la distribuzione di questi fondi europei è rimasta sostanzialmente invariata per anni. Ha sostenuto che gli aggiustamenti di bilancio sono necessari perché sono emerse nuove opportunità. Secondo Bauer, i risparmi dovrebbero essere realizzati nella ristrutturazione e negli investimenti a causa delle attuali sfide economiche che le aziende vinicole devono affrontare. Ritiene invece che maggiori risorse dovrebbero essere destinate alla promozione interna e al marketing all'estero.

Una delle principali preoccupazioni emerse durante l'evento è stato il ritardo della Francia negli investimenti in comunicazione sul vino rispetto all'Italia. I produttori italiani spendono 100 milioni di euro all'anno in attività di comunicazione, mentre la Francia investe solo 40 milioni di euro. Bauer ha chiesto un approccio collettivo più forte sotto la bandiera unificata del "Vin de France", simile a quello che i produttori italiani hanno ottenuto attraverso campagne di marketing congiunte.

Bernard Farges, presidente del Consiglio del Vino di Bordeaux (CIVB) e del Comitato Nazionale delle Interprofessioni del Vino (CNIV), ha riferito dei progressi su questo fronte. Nell'ultimo anno, i direttori marketing di varie organizzazioni interprofessionali hanno lavorato insieme a una campagna condivisa rivolta ai consumatori più giovani. Questa campagna nazionale è stata recentemente presentata all'assemblea generale del CNIV. Diversi gruppi interprofessionali, tra cui quelli che rappresentano i vini di Bordeaux, della Valle del Rodano, del Languedoc e della Provenza, hanno già accettato di partecipare. Farges ha detto che altre organizzazioni dovrebbero aderire presto.

Farges ha spiegato che l'obiettivo non è che regioni come Bordeaux o la Borgogna competano tra loro per la quota di mercato all'interno della Francia. Vuole invece che i produttori francesi si rivolgano ai bevitori di birra e alle persone che attualmente non consumano vino. Ritiene che unire una piccola parte del budget di marketing di ogni regione possa aiutare a raggiungere un nuovo pubblico e a presentare il vino in modo diverso ai consumatori che non lo conoscono.

L'approccio collaborativo segna un cambiamento significativo nel modo in cui i produttori di vino francesi affrontano le loro sfide. I leader del settore sperano che, lavorando insieme e aumentando gli investimenti nella comunicazione, possano attrarre le generazioni più giovani e riguadagnare slancio nei mercati nazionali e internazionali.

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