08-03-2024

Il percorso delle donne nell'industria enologica è una storia di resilienza, innovazione e trasformazione. Per secoli il mondo del vino è stato dominato dagli uomini, dai vigneti ai consigli di amministrazione. Tuttavia, la narrazione è cambiata e oggi le donne non solo partecipano, ma guidano e plasmano il futuro dell'enologia. Questa evoluzione non è avvenuta da un giorno all'altro e vale la pena esplorare come le donne hanno lasciato il segno in questo settore tradizionalmente dominato dagli uomini.
Nelle prime testimonianze della storia della viticoltura, il ruolo delle donne era spesso limitato a compiti di supporto, nonostante il loro significativo contributo. Testi e manufatti antichi suggeriscono che le donne erano coinvolte nella coltivazione dell'uva e nella produzione del vino, ma il loro lavoro era raramente riconosciuto allo stesso modo delle loro controparti maschili. Le norme di genere delle società millenarie dettavano i ruoli che le donne potevano svolgere, relegandole spesso nell'ombra della storia.
Con il Medioevo e il Rinascimento, le donne, in particolare nei monasteri europei, iniziarono ad assumere un ruolo più marcato nella produzione del vino. Le monache di queste comunità religiose erano responsabili della produzione di vino per le cerimonie religiose e per il consumo quotidiano. La loro esperienza era fondamentale per la manutenzione dei vigneti e per garantire la qualità del vino. Questo periodo segna uno dei primi casi di riconoscimento del contributo delle donne alla produzione di vino, anche se all'interno di istituzioni religiose.
La rivoluzione industriale e l'era moderna hanno portato cambiamenti significativi nell'industria del vino, con progressi tecnologici e approcci scientifici alla viticoltura e all'enologia. Tuttavia, è stato solo alla fine del XX secolo che le donne hanno iniziato a rompere seriamente il soffitto di vetro, entrando in ruoli prima inaccessibili per loro. Donne pioniere come Barbe-Nicole Clicquot Ponsardin, la "Grande Dame dello Champagne", e l'enologa americana Helen Turley, hanno dimostrato al mondo che non solo le donne potevano produrre vino, ma anche guidare aziende di successo e produrre annate premiate.
Oggi il panorama è radicalmente diverso. Le donne sono enologi, sommelier, amministratori delegati di aziende vinicole e ricoprono numerose altre posizioni critiche all'interno del settore. Esse apportano diverse prospettive e innovazioni alla viticoltura, dalle pratiche sostenibili alle tecniche sperimentali. Anche le opportunità di formazione si sono ampliate, con istituzioni che offrono borse di studio e programmi specifici per le donne che desiderano intraprendere una carriera nella viticoltura e nell'enologia.
L'impatto delle donne nell'enologia va oltre il processo di produzione. Le sommelier e i critici enologici hanno influenzato i gusti e le tendenze dei consumatori, promuovendo i vini di regioni meno conosciute o quelli prodotti con varietà d'uva sconosciute. Inoltre, le campagne di marketing e di social media condotte da donne hanno ampliato il fascino del vino, rendendolo più accessibile alle giovani generazioni e a diversi gruppi demografici.
Tuttavia, il viaggio è tutt'altro che concluso. Nonostante i progressi, le donne nel settore vinicolo devono ancora affrontare delle sfide, dai pregiudizi di genere alla disparità di retribuzione, fino alla mancanza di rappresentanza nelle posizioni di leadership. Ma, come dimostra la storia, le donne nel settore vitivinicolo non sono estranee al superamento degli ostacoli. La comunità delle donne del vino è più forte e più solidale che mai, e fa da mentore alle nuove generazioni e si batte per l'uguaglianza e la sostenibilità del settore.
La storia delle donne nell'enologia è una testimonianza della loro perseveranza, creatività e leadership. Mentre il settore continua a evolversi, l'influenza delle donne è innegabile, e non solo modella i vini che beviamo, ma anche la cultura e i valori del mondo del vino. La storia delle donne nell'enologia è ancora in fase di scrittura e promette di essere ricca e complessa come i vini che producono.
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