I birrai tedeschi avvertono: probabili altri fallimenti nonostante l’aumento delle vendite di birra
Inflazione, costi energetici e materie prime crescono più della capacità dei birrifici di aumentare i prezzi, soprattutto per i produttori più piccoli
giovedì 5 novembre 2026
I birrai tedeschi avvertono che potrebbero verificarsi altri fallimenti: l’inflazione, gli elevati costi di produzione e la limitata capacità di aumentare i prezzi continuano a mettere sotto pressione il settore, nonostante la modesta crescita delle vendite di birra registrata quest’anno.
In un’intervista pubblicata mercoledì 4 novembre da Getränke News, Holger Eichele, direttore generale dell’Associazione dei birrai tedeschi, ha dichiarato che il comparto birrario continua a risentire dell’inflazione e dei conseguenti rincari più di molti altri settori. Nel complesso, ha detto, nei primi otto mesi dell’anno il settore ha registrato un aumento delle vendite di poco inferiore all’1%, ma questa crescita non ha alleviato la pressione sulle finanze dei birrifici.
Eichele ha affermato che i costi dei materiali sono aumentati sensibilmente e che i birrifici devono fare i conti con una forte concorrenza per l’approvvigionamento di energia e materie prime. Queste pressioni si ripercuotono direttamente sui costi di produzione. Allo stesso tempo, ha aggiunto, molti birrifici non sono riusciti a trasferire per intero gli aumenti dei prezzi ai rivenditori e al settore della ristorazione, con pesanti ripercussioni sui margini.
Le conseguenze si fanno sempre più evidenti nei bilanci delle aziende. Eichele ha detto che per i birrifici è diventato più difficile coprire i costi di produzione e che il numero di insolvenze è già aumentato. Ha aggiunto che il rischio di ulteriori insolvenze è in crescita.
Secondo Eichele, i birrifici di piccole e medie dimensioni devono affrontare difficoltà particolarmente gravi. I produttori più grandi potrebbero essere in una posizione migliore per reagire alle condizioni di mercato, ha osservato, ma il peso dei costi riguarda l’intero settore.
L’allarme richiama l’attenzione su rischi più ampi per il comparto delle bevande. Se altri birrifici saranno costretti a chiudere o a ridimensionare l’attività, le conseguenze potrebbero estendersi ai fornitori di malto, luppolo, vetro, lattine e altri imballaggi, oltre che ai distributori, ai bar e ai ristoranti che fanno affidamento su assortimenti di birre locali e regionali. Ciò potrebbe inoltre mettere ulteriormente sotto pressione i margini e la continuità operativa in alcune parti della filiera delle bevande.
Eichele ha detto che l’andamento dei prezzi di alimenti e bevande è influenzato da diversi fattori e che, nel settore della birra, il contesto attuale sta determinando rincari costanti. Nel tempo, ha aggiunto, questo potrebbe modificare anche la domanda dei consumatori. Sebbene il settore sia riuscito a registrare un lieve aumento delle vendite, dalle dichiarazioni dell’associazione emerge che i birrai non considerano questo dato una prova di una ripresa stabile.
Ha inoltre affermato che consumatori e rivenditori devono comprendere che i costi di produzione elevati non possono essere assorbiti all’infinito. Se la situazione resterà difficile, ha avvertito, la qualità e la varietà delle birre disponibili sul mercato potrebbero essere a rischio.
Il settore birrario tedesco è da tempo caratterizzato da un gran numero di produttori regionali e a conduzione familiare, molti dei quali operano con margini più ridotti rispetto ai grandi gruppi nazionali. Per loro è quindi più difficile assorbire gli shock dei costi, soprattutto quando supermercati e acquirenti del settore della ristorazione si oppongono agli aumenti dei prezzi e i bilanci familiari restano sotto pressione.
Eichele ha dichiarato che l’associazione è preoccupata per le prospettive e ha definito grave la situazione. Ha detto che il settore ha bisogno di stabilità e sostegno per preservare il tessuto dei birrifici e, con esso, la diversità e la qualità dei prodotti. Ha invocato un impegno congiunto di decisori politici, rivenditori e consumatori per aiutare il comparto a superare la crisi attuale.
Le sue dichiarazioni evidenziano un problema centrale per i birrai tedeschi: anche quando i volumi tengono, seppure di poco, l’aumento dei ricavi potrebbe non bastare a compensare il balzo dei costi energetici, delle materie prime e degli altri costi operativi. In particolare per i birrifici più piccoli, diventa sempre più difficile gestire il divario tra il costo di produzione della birra e il prezzo che il mercato è disposto a sostenere.