La Bielorussia blocca due brandy armeni e georgiani per il basso contenuto di tannini
Dal 31 ottobre il divieto bielorusso riguarda solo Arame e Pogreb Shio, risultati sotto il minimo di 0,30 g/l.
martedì 3 novembre 2026
La Bielorussia ha vietato l’importazione e la vendita di due specifici brandy provenienti da Armenia e Georgia, dopo che l’autorità nazionale di controllo degli standard ha dichiarato che i prodotti non rispettavano i requisiti previsti. Lo riferiscono la testata bielorussa ProInfo e il sito armeno AveNews, entrambi citando le conclusioni dell’autorità.
La restrizione è entrata in vigore il 31 ottobre e riguarda Arame, un brandy armeno invecchiato sette anni, e Pogreb Shio, un brandy georgiano invecchiato otto anni. La misura non equivale a un divieto generalizzato per tutti i brandy provenienti dall’Armenia o dalla Georgia: interessa soltanto i due prodotti.
La decisione è stata attribuita a Gosstandart, il Comitato statale bielorusso per la standardizzazione, che vigila sul rispetto degli standard di prodotto nel Paese. ProInfo ha riferito che il prodotto armeno è realizzato da MAP, mentre quello georgiano è prodotto da Kvarelsky Pogreb.
Secondo quanto riportato, l’autorità ha rilevato nel brandy armeno una concentrazione di tannini pari a 0,16 grammi per litro, inferiore al minimo richiesto di 0,30 g/l. Al prodotto mancavano quindi 0,14 g/l per raggiungere la soglia. Le fonti concordano sul fatto che anche il brandy georgiano non rispettasse lo stesso requisito minimo di tannini, ma non indicano un valore esatto concordante.
Le notizie pubblicate non specificano quante bottiglie siano state importate in Bielorussia, quanto abbia venduto ciascun prodotto sul mercato né il valore degli scambi interessati dalla decisione. Non riportano neppure il volume di eventuali ritiri. Dall’intervento dell’autorità emerge chiaramente che, dal 31 ottobre, i due prodotti indicati hanno perso accesso al mercato bielorusso perché ritenuti non conformi alle caratteristiche richieste in relazione a quanto dichiarato in etichetta.
La Bielorussia è una destinazione consolidata per le bevande spiritose importate da tutta l’ex Unione Sovietica e le misure di controllo adottate nel Paese possono incidere sulle vendite dei produttori che dipendono dai mercati esteri. In questo caso, tuttavia, le informazioni rese pubbliche sono circoscritte e riferite a prodotti specifici. Né ProInfo né AveNews hanno descritto interventi più ampi nei confronti del produttore armeno MAP o di quello georgiano Kvarelsky Pogreb, oltre al divieto relativo ai due brandy indicati.
La misura sembra basarsi su una questione di conformità tecnica, piuttosto che su una controversia commerciale. Le notizie collegano il divieto alla valutazione della composizione dei prodotti da parte dell’autorità, in particolare al contenuto di tannini richiesto dagli standard bielorussi per la categoria in cui i brandy erano commercializzati. I tannini sono tra i composti associati alla maturazione e all’invecchiamento in botte delle bevande spiritose; le conclusioni dell’autorità suggeriscono che i prodotti non raggiungessero il livello previsto per le rispettive indicazioni di invecchiamento.
Le notizie evidenziano anche una piccola ma importante differenza nel modo in cui è stato presentato il caso. Per il brandy armeno è stato citato un valore preciso, che ha permesso di calcolare facilmente lo scarto rispetto al minimo previsto. Per quello georgiano, le fonti concordano sul fatto che fosse al di sotto della soglia di 0,30 g/l, ma riportano valori esatti diversi. La motivazione della restrizione per il prodotto georgiano è quindi chiara in linea di principio, ma meno dettagliata nella documentazione pubblica.
AveNews ha pubblicato la notizia il 31 ottobre, mentre la pagina di ProInfo riportava un aggiornamento del 1° novembre. Entrambe le testate hanno rimandato alle conclusioni di Gosstandart, senza presentare risultati di analisi distinti. La data di pubblicazione successiva non ha modificato la decorrenza del divieto, che secondo le notizie è entrato in vigore il 31 ottobre.
Per i produttori armeni e georgiani, il provvedimento ricorda che l’accesso ai mercati vicini può dipendere tanto dai controlli tecnici quanto dalla domanda. Sulla base delle informazioni rese pubbliche finora, tuttavia, il caso resta circoscritto. Non risulta che la Bielorussia abbia bloccato tutte le importazioni di brandy da uno dei due Paesi. Le notizie disponibili indicano che la decisione del 31 ottobre ha riguardato soltanto Arame, il brandy armeno di sette anni prodotto da MAP, e Pogreb Shio, il brandy georgiano di otto anni prodotto da Kvarelsky Pogreb.
Nel materiale esaminato non è stata inclusa alcuna risposta pubblica di Gosstandart, MAP o Kvarelsky Pogreb, oltre a quanto riportato dalle fonti citate. In assenza di dati sulle vendite o sulle spedizioni, non è ancora possibile quantificare l’impatto commerciale del divieto. L’esito normativo documentato è che la Bielorussia ha bloccato l’importazione e la vendita dei due brandy dopo aver rilevato che non raggiungevano il contenuto minimo di tannini richiesto per i prodotti così come dichiarati in etichetta.