Il settore vitivinicolo francese è a un punto critico dopo una vendemmia 2026 più scarsa

Un’azienda vitivinicola francese su due segnala gravi tensioni di liquidità tra perdite dovute al maltempo, calo della domanda, dazi più alti ed espianti.

giovedì 15 ottobre 2026

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Il settore vitivinicolo francese si trova, secondo i suoi rappresentanti, a un punto critico dopo cinque anni consecutivi di pressioni climatiche, di mercato e finanziarie che si sono sovrapposte. Una vendemmia 2026 più scarsa alimenta ulteriormente le preoccupazioni per una delle attività agricole più importanti del Paese.

L’ultima battuta d’arresto è arrivata nell’estate del 2026, quando le condizioni meteorologiche hanno ridotto nuovamente le rese. Jérôme Despey, presidente del consiglio vitivinicolo dell’ente pubblico FranceAgriMer e viticoltore nel dipartimento dell’Hérault, ha dichiarato che i produttori non devono più affrontare episodi isolati, ma perturbazioni ricorrenti ormai entrate a far parte della normale attività produttiva. In Occitania, ha spiegato, i viticoltori sono passati dalla siccità a una violenta ondata di maltempo mediterraneo, che ha portato oltre 200 millimetri di pioggia in 12 ore. La difficoltà principale, ha aggiunto, è ormai riuscire semplicemente a portare il raccolto fino alla vendemmia.

La pressione si è accumulata nel corso di diverse annate. Nel 2025, il caldo e la siccità di agosto hanno ridotto i raccolti dalla Charente a Bordeaux, fino alla Linguadoca-Rossiglione. Nel 2024, altre regioni sono state colpite da piogge intense, gelate tardive o siccità. Al tempo stesso, l’aumento delle temperature impone cambiamenti nella vinificazione: i produttori cercano di preservare equilibrio e stile delle uve esposte a un caldo sempre più intenso.

I problemi produttivi si manifestano mentre la domanda si indebolisce. Secondo l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, nel 2025 il consumo interno di vino in Francia, che resta il maggiore mercato vinicolo dell’Unione europea e il principale acquirente della propria produzione nazionale, è calato di un ulteriore 3,2% rispetto all’anno precedente. La flessione si inserisce in una tendenza di lungo periodo, ma il settore afferma che è ora accelerata dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, dalla minore domanda di vino rosso e dal ricambio generazionale.

Despey ha indicato anche il potere d’acquisto delle famiglie come un fattore determinante: nelle decisioni di spesa, il vino perde terreno più rapidamente di alcuni altri prodotti. Secondo Despey, i produttori devono accelerare l’offerta di vini in linea con l’evoluzione della domanda, compresi stili più leggeri e freschi e prodotti senza alcol. La questione, sostiene, non è più se il settore debba adattarsi, ma con quale rapidità possa farlo per rallentare il calo.

Le esportazioni non hanno compensato la debolezza delle vendite interne. Nel 2025 le spedizioni di vino francese all’estero sono diminuite di un ulteriore 3%, nonostante la crescita del 3% dei vini spumanti. I produttori hanno risentito della debolezza economica nei principali Paesi di destinazione e dell’aumento dei dazi negli Stati Uniti, che restano il primo mercato estero per il vino francese. Ciò ha limitato la capacità degli esportatori di compensare il calo dei consumi interni.

La contrazione ha già ridisegnato la mappa dei vigneti francesi. Sono stati avviati diversi programmi di espianto finanziati con fondi pubblici per ridurre la sovrapproduzione e aiutare i produttori in difficoltà a uscire dal mercato o a cambiare orientamento. L’ultimo piano, attuato quest’anno, ha riguardato 27.000 ettari e ha portato la superficie vitata nazionale a 740.000 ettari, contro quasi 800.000 ettari di cinque anni fa. Gli espianti si sono concentrati soprattutto a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia e in Occitania, mentre altre regioni hanno subito pressioni minori e, in alcuni casi, continuano a espandersi.

Non tutti gli espianti comportano una chiusura definitiva. Secondo i rappresentanti del settore, circa due terzi degli ultimi espianti sono destinati a favorire una riconversione dell’attività, anziché un’uscita completa dalla produzione vinicola. A Bordeaux il cambiamento è già evidente nelle scelte di impianto. Nel 2025 i vini bianchi, esclusi quelli dolci, rappresentavano il 13% della superficie vitata, rispetto al 9,3% del 2016; tra le categorie in crescita figurano i crémant.

Anche il numero delle aziende vitivinicole è in calo. Nel 2020 la Francia ne contava 59.000, ma secondo il Ministero dell’Agricoltura il dato era sceso a 53.000 nel 2023. Il settore del vino e dei distillati afferma di sostenere ancora quasi 500.000 posti di lavoro; per questo le organizzazioni dei viticoltori chiedono un intervento politico più ampio, che non si limiti agli aiuti d’emergenza dopo ogni annata difficile.

Secondo un osservatorio gestito dalla federazione dei Vignerons Indépendants, oggi un’azienda su due dichiara di trovarsi in grave difficoltà di liquidità. Jean-Marie Fabre, presidente dell’organizzazione sindacale, ha affermato che il fattore più destabilizzante è il rischio climatico e che quest’anno sono state colpite tutte le regioni. Chiede un vasto programma di investimenti per proteggere i vigneti con reti antigrandine, fili o torri antibrina e sistemi di stoccaggio dell’acqua. La spesa prevista è di 4 miliardi di euro in cinque anni: metà sarebbe finanziata attraverso la Politica agricola comune dell’Unione europea e il resto con fondi pubblici nazionali e regionali.

Fabre ha dichiarato che il settore sta affrontando una serie di crisi accumulatesi nell’arco di cinque anni e che ora ne minacciano la struttura. A suo avviso, le politiche pubbliche dovrebbero destinare meno risorse agli interventi dopo le calamità e investire di più nella prevenzione. Ha inoltre chiesto al governo francese di tutelare gli interessi commerciali di quello che il settore considera un comparto strategico, mentre i viticoltori cercano di gestire una produzione più bassa, una domanda più debole e un cambiamento più rapido del previsto nelle condizioni di produzione e vendita del vino francese.

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