L’Italia rinnova all’Omniadue Lab di Orvieto l’autorizzazione a rilasciare certificati di analisi per il vino

Il decreto del 24 luglio mantiene Omniadue Lab nel sistema dei controlli sul vino dopo che il laboratorio ha ottenuto l’accreditamento ISO/IEC 17025.

06-08-2026

Il Ministero dell’Agricoltura italiano ha rinnovato la designazione di Omniadue Lab, un laboratorio privato di Orvieto, per il rilascio dei certificati di analisi per il settore vitivinicolo, estendendo un ruolo centrale nei controlli regolamentari sulla produzione, sulla circolazione e sul commercio del vino.

Il rinnovo è stato stabilito in un decreto datato 24 luglio e pubblicato mercoledì nella gazzetta ufficiale italiana, la Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento riguarda Omniadue Lab di Dalmonte S. e Picciolini C., con sede in Via dei Vasari a Orvieto, in Umbria. In base al decreto, il laboratorio resta autorizzato a rilasciare certificati di analisi per i prodotti del settore vitivinicolo, ma solo per le specifiche prove elencate nell’allegato al decreto.

La decisione è rilevante perché i certificati di analisi fanno parte del sistema di controllo a sostegno della conformità normativa nel vino. Aiutano a verificare la composizione e le condizioni dei prodotti, supportano le regole su etichettatura e commercializzazione e favoriscono la tracciabilità lungo la filiera. In un Paese in cui il vino è sia un settore economico sia un prodotto agricolo tutelato, la designazione di laboratori accreditati è una componente tecnica ma importante della vigilanza di mercato.

Il ministero ha spiegato che il rinnovo è seguito a un’ulteriore richiesta presentata dal laboratorio l’8 giugno. Ha inoltre riferito che il laboratorio ha dimostrato di aver ottenuto il 22 maggio l’accreditamento per le prove pertinenti e per il proprio sistema di qualità secondo lo standard UNI CEI EN ISO/IEC 17025, il riferimento usato per valutare la competenza dei laboratori di prova. In Italia, l’accreditamento è gestito da ACCREDIA, unico organismo nazionale di accreditamento del Paese.

Il decreto è stato firmato dal dirigente dell’ufficio PQA I all’interno della Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del ministero. Cita un ampio insieme di norme dell’Unione Europea e italiane che disciplinano i controlli ufficiali nel commercio del vino e la designazione dei laboratori autorizzati a svolgere tali analisi.

Tra i principali riferimenti normativi figura il Regolamento (UE) n. 1308/2013, il quadro europeo per l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Quel regolamento prevede che gli Stati membri designino laboratori autorizzati a eseguire analisi ufficiali nel settore vitivinicolo. Il decreto italiano richiama anche norme UE che impongono che i metodi analitici si basino, ove opportuno, su quelli raccomandati e pubblicati dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nota con l’acronimo francese OIV.

Il ministero ha affermato che i metodi analitici coperti dal rinnovo si basano sulle procedure raccomandate dall’OIV per le prove elencate. Per un gruppo più ristretto di analisi, tra cui litio, prove di stabilità, umidità, prolina, sostanze fenoliche ed esame microscopico del vino e di eventuali sedimenti, il decreto precisa che sono stati usati metodi di un decreto ministeriale italiano del 12 marzo 1986, poiché per quei parametri non erano disponibili metodi raccomandati dall’OIV.

Il rinnovo conferma una designazione che Omniadue Lab già deteneva. Lo stesso laboratorio aveva ricevuto un precedente rinnovo con un decreto datato 30 giugno 2022, pubblicato nella gazzetta ufficiale il 9 luglio di quell’anno. Il nuovo provvedimento è quindi un ulteriore rinnovo e non una prima autorizzazione.

Per cantine ed esportatori, la decisione aiuta a preservare la continuità nell’accesso a servizi analitici riconosciuti. I certificati per il settore vitivinicolo possono essere richiesti in una serie di situazioni commerciali e regolamentari, tra cui la verifica della qualità, i controlli ufficiali e la documentazione collegata alla circolazione del prodotto. In pratica, avere un laboratorio designato in una zona vitivinicola nota come Orvieto supporta i produttori che necessitano di risultati analitici certificati da una struttura operante nell’ambito del quadro ufficiale dei controlli.

Il decreto si inserisce anche in un sistema più ampio di vigilanza alimentare e agricola in Europa. Richiama il Regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali, la principale normativa UE che disciplina ispezioni e altre attività ufficiali destinate a far rispettare la legislazione su alimenti e mangimi, nonché le norme correlate sulla salute delle piante e degli animali. L’Italia ha adattato la propria legislazione interna a quel regolamento con il decreto legislativo n. 27 del 2 febbraio 2021, un altro atto citato nel provvedimento ministeriale.

Il testo riflette quanto la regolamentazione del vino si basi sulla verifica tecnica. Le analisi chimiche e fisiche possono essere usate per confermare il titolo alcolometrico, l’acidità, la stabilità e altre caratteristiche rilevanti per la conformità alle pratiche enologiche e agli standard di commercializzazione. Questi controlli fanno anche parte di un più ampio sforzo per tutelare le denominazioni, prevenire le frodi e mantenere la fiducia nell’identità dei prodotti venduti nei mercati domestici ed esteri.

Il settore vitivinicolo italiano opera sotto una fitta rete di norme nazionali ed europee, dalle pratiche in vigneto ai trattamenti in cantina fino all’etichettatura. Il decreto richiama in modo specifico le disposizioni UE sulle pratiche enologiche autorizzate, sulle restrizioni di produzione e sulla pubblicazione delle schede tecniche dell’OIV. Questo quadro giuridico è pensato per garantire che i vini venduti sotto categorie protette o regolamentate rispettino standard comuni e possano essere verificati con metodi riconosciuti.

Il rinnovo disposto dal ministero non introduce nuove regole di analisi. Conferma invece che Omniadue Lab continua a soddisfare le condizioni richieste per eseguire e certificare un insieme definito di analisi nel settore vitivinicolo. L’accreditamento del laboratorio secondo la norma ISO/IEC 17025 è stato una condizione chiave per questo esito, poiché lo standard riguarda sia la competenza tecnica del personale e dei metodi di laboratorio sia l’affidabilità del sistema di qualità utilizzato per produrre i risultati.

Il provvedimento è stato firmato nell’ambito dell’attuale assetto amministrativo del ministero, oggi formalmente denominato Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il decreto cita la catena interna di direttive e incarichi che ha attribuito all’ufficio il potere di emanare l’atto, comprese le direttive di gestione 2026 del ministero e la delega dei poteri di firma agli uffici dirigenziali non generali.

Per produttori, imbottigliatori e operatori commerciali, l’impatto pratico è semplice: Omniadue Lab resta parte della rete di laboratori riconosciuti dallo Stato italiano per i certificati di analisi del settore vitivinicolo. Per i regolatori, il rinnovo rafforza un modello di controllo fondato su analisi accreditate, metodi armonizzati e tracciabilità documentata, tutti elementi che restano centrali nel modo in cui l’Italia monitora uno dei suoi comparti agroalimentari più importanti.