Secondo i grossisti, le vendite di vino e distillati negli Stati Uniti si avvicinano alle festività su basi più solide
SipSource prevede che un confronto annuo meno sfavorevole attenui il calo di distillati e vino, ma non vede una ripresa generalizzata della domanda nel 2027
mercoledì 28 ottobre 2026

Le vendite di vino e distillati negli Stati Uniti entrano nella stagione delle festività su basi più solide rispetto all’inizio dell’anno, ma i grossisti non prevedono una ripresa generalizzata della domanda. Martedì, la Wine & Spirits Wholesalers of America ha dichiarato che le previsioni festive di SipSource indicano un rallentamento del calo, non un ritorno alla crescita: un segnale che potrebbe influenzare il modo in cui le aziende di bevande definiscono gli ordini per le festività, gestiscono le scorte e pianificano lo spazio sugli scaffali in vista del 2027.
Le previsioni, presentate dagli analisti di SipSource a Washington, si basano sui dati dei volumi venduti dai grossisti, che li comunicano direttamente. I dati mostrano che nei tre mesi più recenti i volumi dei distillati hanno perso il 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un miglioramento rispetto al calo del 4,1% registrato negli ultimi 12 mesi. Il vino ha continuato a subire una pressione maggiore, con volumi in calo dell’8,0% nell’arco di 12 mesi.
SipSource ha dichiarato che entrambi i comparti stanno entrando in un periodo in cui il confronto annuo risulta meno sfavorevole, dopo una debole stagione delle festività nel 2025, quando i volumi dei distillati erano diminuiti del 5,5% e quelli del vino del 9,4%. Questa base di confronto più debole potrebbe far apparire i risultati del quarto trimestre migliori rispetto a quelli registrati all’inizio dell’anno, anche in assenza di una ripresa della crescita complessiva dei comparti.
«Le festività saranno positive per alcune aree del settore e più difficili per altre», ha dichiarato l’analista di SipSource Danny Brager nei commenti diffusi insieme alle previsioni. «Vediamo segnali concreti di stabilizzazione e il confronto meno favorevole con un anno fa dovrebbe giocare a nostro favore in questo trimestre. Ma i consumatori sono molto più selettivi nelle spese e, finché le condizioni economiche non miglioreranno, non ci aspettiamo che questo cambi».
Il rapporto delinea un mercato sempre più diviso per segmento, fascia di prezzo e formato delle confezioni. Nel comparto dei distillati, diverse categorie hanno registrato guadagni recenti. Nei tre mesi più recenti, i volumi di Irish whiskey sono cresciuti del 6,6%, quelli della tequila del 2,5% e quelli di cordiali e liquori dell’1,4%. Whiskey statunitense, rum e gin sono rimasti in calo, ma le flessioni sono state meno marcate rispetto all’andamento degli ultimi 12 mesi.
Nel vino, i segnali positivi sono stati più circoscritti. Secondo SipSource, Champagne, Prosecco e sauvignon blanc hanno continuato a guidare il comparto. Tra i vini con un prezzo pari o superiore a 9 dollari, negli ultimi 12 mesi il fatturato è aumentato dell’8,1% per i blend bianchi, del 6,4% per il malbec e del 4,5% per il sauvignon blanc. All’altro estremo del mercato, il fatturato del merlot è diminuito del 12,4%, quello dello zinfandel dell’8,7% e quello dei blend rossi dell’8,2%.
Anche la composizione delle vendite per fascia di prezzo continua a cambiare. SipSource ha riferito che i vini da 16 dollari in su resistono meglio delle bottiglie più economiche, mentre quelli sotto i 13 dollari restano il principale fattore di debolezza del comparto. Secondo gli analisti, lo scarto tra l’andamento dei volumi e quello del fatturato nelle fasce di prezzo più alte probabilmente riflette un maggiore ricorso agli sconti: i consumatori continuano ad acquistare, ma cercano con più attenzione le offerte.
Cambia anche il luogo in cui i consumatori acquistano. Bar e ristoranti continuano a fare meglio dei negozi al dettaglio, sebbene il fatturato sia in calo in entrambi i canali. Nei 12 mesi fino a settembre, il fatturato di vino e distillati nel canale horeca è diminuito del 2,5%, contro il calo del 5,6% registrato nel canale retail. Nel canale horeca, le attività ricettive, ricreative e di trasporto hanno ottenuto i risultati migliori; nel retail, a guidare il comparto sono stati i negozi di convenienza.
I consumatori si orientano anche verso formati più piccoli, soprattutto per i distillati. Nell’ultimo anno, nel canale retail il fatturato delle bottiglie e lattine sotto i 750 millilitri è aumentato dell’8,1%, mentre quello dei formati da 750 millilitri in su è diminuito del 6,1%. SipSource ha dichiarato che il cambiamento è dovuto in larga misura ai cocktail ready-to-drink e potrebbe incidere durante le festività, quando i formati più piccoli sono spesso apprezzati come regali meno costosi o acquisti d’impulso.
I prodotti ready-to-drink restano uno dei segmenti più dinamici delle bevande alcoliche, anche se la crescita ha rallentato rispetto ai forti aumenti degli ultimi anni. SipSource ha dichiarato che gli RTD rappresentano ormai un comparto da 14 miliardi di dollari nel canale retail e hanno raggiunto dimensioni tali da essere monitorati come quarta categoria, accanto a birra, vino e distillati. Secondo i dati NIQ citati nelle previsioni, le vendite di RTD a base di distillati hanno raggiunto i 4 miliardi di dollari nelle 52 settimane più recenti, rispetto a 1 miliardo nel 2021.
Nelle 52 settimane più recenti, le vendite in valore degli RTD a base di distillati sono aumentate del 23,1%, ma il ritmo è rallentato al 16,6% nelle ultime 13 settimane. Anche il panorama dei marchi del segmento sta cambiando rapidamente. SipSource ha dichiarato che 11 dei 30 principali marchi di distillati per volume sono ormai RTD e che il 60% dei 15 marchi RTD più venduti oggi non figurava in quella classifica nel 2021.
Per produttori, distributori e rivenditori, la stagione delle festività sarà probabilmente meno incentrata sulla ricerca di una crescita generalizzata della domanda e più sulla scelta mirata dei segmenti di mercato ancora in movimento. Le previsioni suggeriscono maggiore cautela sui formati grandi e sui vini di fascia bassa, confermando al contempo la domanda di segmenti premium del vino, alcune categorie di distillati e confezioni più piccole legate agli RTD.
Gli analisti di SipSource hanno dichiarato che questa dinamica sta già influenzando le decisioni anche oltre il trimestre delle festività. Prevedono che i rivenditori continueranno a ridurre lo spazio sugli scaffali e che le aziende di tutti e tre i livelli della filiera degli alcolici proseguiranno nel contenimento delle scorte. Le scorte dei grossisti erano inferiori del 4,5% rispetto a un anno prima, ma il rapporto tra scorte e vendite era pari a 1,63, ancora ben al di sopra dell’1,13 tipico del periodo dal 1992 al 2006.
«Le festività del 2026 ci diranno molto sul 2027», ha dichiarato l’analista di SipSource Dale Stratton. «L’economia è la principale incognita. Moderazione, benessere e consumatori più selettivi fanno tutti parte del quadro, e le aziende che sapranno comprendere le occasioni di consumo saranno nella posizione migliore per avere successo».
Francis Creighton, presidente e amministratore delegato di WSWA, ha dichiarato che il settore si affida ai dati aggiornati dei grossisti per prendere decisioni in un mercato difficile. «I numeri sono difficili, ma dati chiari aiutano il settore a prendere decisioni migliori su ciò che verrà», ha affermato.
SipSource ha dichiarato che i dati riflettono i volumi venduti dai grossisti nei canali horeca e retail fino a settembre, con l’esclusione degli stati in cui la distribuzione è controllata dalla National Alcohol Beverage Control Association. L’organizzazione ha precisato che la sua piattaforma copre circa il 70% dei volumi all’ingrosso in tutti e 50 gli stati. I dati sugli RTD e sui formati delle confezioni provengono dalle rilevazioni delle vendite nel canale retail per le 52 settimane concluse il 3 ottobre, mentre i dati sulle scorte sono tratti dal Monthly Wholesale Trade Report dello U.S. Census Bureau, aggiornato ad agosto.