La famiglia Maccan inaugura il Wine Garden nella cantina Le Monde, in Friuli
Il nuovo spazio dedicato all’accoglienza a Prata di Pordenone propone degustazioni, eventi e cucina locale con Le Monde e La Ponca.
martedì 20 ottobre 2026

Martedì la famiglia Maccan ha inaugurato un nuovo spazio dedicato al vino e all’accoglienza presso la cantina Le Monde, a Prata di Pordenone, in Friuli, ampliando le attività rivolte al pubblico oltre la produzione vinicola con una struttura pensata per degustazioni, eventi e visite legati a due etichette della famiglia, Le Monde e La Ponca.
Il progetto, chiamato Wine Garden, è stato presentato come una nuova destinazione in cui i visitatori possono degustare i vini delle due cantine, assaggiare prodotti locali e trascorrere del tempo all’aperto, in uno spazio concepito per mettere in relazione vino, paesaggio e architettura. La famiglia ha dichiarato che l’inaugurazione segna una nuova fase per l’attività, che comprende già Le Monde a Prata di Pordenone e La Ponca sulle colline di Scrió.
Secondo l’azienda, lo spazio vuole superare il formato tradizionale dell’enoteca, proponendosi come un luogo in cui il vino è parte di un’esperienza più ampia, legata al Friuli, alla sua identità agricola e agli incontri conviviali. La struttura ospiterà degustazioni, eventi e altre attività volte a far conoscere ai visitatori i vini e il territorio in cui vengono prodotti.
Nell’annuncio, Alex Maccan e Marta Paladin Furlan hanno dichiarato di aver voluto creare uno spazio accogliente e informale, incentrato sulla condivisione del vino e del tempo trascorso insieme. La famiglia ha descritto il progetto come un modo per rafforzare il legame con il territorio e, al contempo, aprire più regolarmente al pubblico gli spazi della cantina.
Il Wine Garden è stato progettato dall’architetto Alessandro Isola, fondatore di uno studio multidisciplinare con sede a Londra. Nei materiali diffusi per l’inaugurazione, Isola ha spiegato che l’obiettivo era trasformare l’area esterna della cantina in un luogo incentrato sulla relazione, anziché in una semplice vetrina commerciale. Il progetto, ha aggiunto, si basa sull’idea che il vino debba essere vissuto insieme e in relazione con ciò che lo circonda.
La disposizione ruota attorno a due vasche specchianti rettangolari sovrapposte, che organizzano il giardino e introducono un forte elemento geometrico nel paesaggio. L’architetto ha spiegato che l’acqua è stata scelta come elemento di equilibrio e per introdurre una dimensione di quiete e riflessione nella visita, prima dell’inizio della degustazione. Secondo l’azienda, le vasche riflettono il cielo, modellano la luce nello spazio e aggiungono all’esperienza un discreto elemento sonoro.
Intorno all’acqua, il giardino ospita graminacee ornamentali e altre piante selezionate tenendo conto dei cambiamenti stagionali. Il progetto evita un aspetto immutabile e sempreverde, lasciando invece che lo spazio cambi colore, densità e forma nel corso dell’anno. Il gruppo di progettazione ha spiegato che questa scelta intende sottolineare il tempo e la trasformazione, temi che la cantina associa strettamente alla produzione vinicola.
Una lunga tavola comune attraversa lo spazio ed è uno dei suoi principali elementi visivi e conviviali. Secondo il comunicato, è pensata sia come luogo per degustazioni e incontri sia come percorso che collega le diverse aree del giardino. La famiglia e l’architetto l’hanno descritta come l’elemento centrale per la convivialità, capace di trasformare una visita individuale in un’esperienza di gruppo.
L’architetto ha inoltre descritto il progetto complessivo come un dialogo tra crescita naturale e ordine imposto dall’uomo, collegando questa idea alla coltivazione stessa della vite. Nella sua interpretazione, la tavola lineare e le vasche specchianti rappresentano struttura e controllo, mentre le graminacee e gli arbusti introducono una presenza più libera e organica. Ha spiegato che questa tensione rispecchia il rapporto tra tecnica e istinto nella vinificazione.
Uno degli elementi architettonici più distintivi è una schermatura in rete metallica, che definisce i confini dello spazio e lo separa dalla strada senza chiuderlo completamente. Isola ha spiegato di aver voluto evitare una parete piena e di aver preferito creare una soglia che protegga l’interno lasciandolo al tempo stesso visivamente aperto. La rete è pensata per filtrare la luce, offrire ombra e segnare il passaggio dallo spazio pubblico a un ambiente più intimo, legato alla degustazione del vino.
Il progetto comprende anche un’area lounge coperta, pensata per l’attesa, gli aperitivi e la conversazione. Al suo interno, lo spazio di vendita e degustazione riprende alcuni dei temi visivi presenti all’esterno. L’azienda ha spiegato che dal soffitto pendono piante, mentre una lunga parete composta da elementi verticali richiama le file regolari dei vigneti.
L’inaugurazione riflette una tendenza più ampia nelle regioni vinicole europee, dove i produttori investono sempre più in accoglienza, design ed esperienze dirette per i visitatori, integrandoli nel proprio modello di business. In questo caso, la famiglia Maccan presenta il Wine Garden non solo come destinazione commerciale, ma anche culturale, con l’obiettivo dichiarato di esprimere l’identità friulana attraverso cibo, vino e paesaggio.
La famiglia ha dichiarato che il progetto vuole anche valorizzare quella che considera l’eccellenza del Friuli e contribuire a preservarne l’autenticità culturale. Nel comunicato, Marta Paladin Furlan ha affermato che il paesaggio è centrale nel lavoro della famiglia e che il nuovo spazio è stato creato per portare questo valore in primo piano, sia per i residenti sia per gli ospiti.
Le Monde e La Ponca restano i marchi vinicoli al centro dell’iniziativa. Riunendoli in un’unica sede, la famiglia sembra voler creare uno spazio in cui i visitatori possano conoscere le diverse identità delle due cantine e, al contempo, il territorio più ampio che le caratterizza. I materiali diffusi per l’inaugurazione indicano che le future iniziative del Wine Garden saranno incentrate su degustazioni guidate ed eventi dedicati al legame con il territorio.
Il nuovo spazio ha aperto martedì a Prata di Pordenone, comune dell’ex provincia di Pordenone, nel nord-est dell’Italia, dove ha sede Le Monde. La Ponca, l’altra cantina della famiglia, si trova nella zona collinare di Scrió. La famiglia ha dichiarato che il Wine Garden sarà un luogo in cui queste due storie del vino si incontrano, in un ambiente aperto al pubblico dove architettura e paesaggio sono pensati per avere nella visita un ruolo importante quanto i vini stessi.