La Commissione europea prevede un forte aumento delle esportazioni verso il Mercosur

L’accordo commerciale potrebbe far crescere fino al 50% le vendite comunitarie al blocco sudamericano, con il vino tra i principali beneficiari

07-05-2026

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La Commissione europea prevede un forte aumento delle esportazioni verso il Mercosur

Madrid, 5 mag.- La Commissione europea stima che la graduale eliminazione dei dazi nel Mercosur potrebbe far aumentare fino al 50% le esportazioni comunitarie verso quel blocco sudamericano, in un cambiamento che avvantaggerebbe in modo particolare il vino europeo, oggi gravato da un dazio del 35%.

La portavoce della Rappresentanza della Commissione europea in Spagna, María Canal Fontcuberta, ha formulato questa previsione martedì nel corso di una tavola rotonda su accordi commerciali e dazi tenutasi nell’ambito del III Agroforum, organizzato da Alianza Rural e IESE Business School. Come ha spiegato, le vendite dell’Unione europea a Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay rappresentano attualmente circa il 6% del totale delle esportazioni comunitarie.

Fontcuberta ha sottolineato che l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo UE-Mercosur il 1° maggio apre una fase in cui prodotti come il vino e l’olio d’oliva vedranno ridursi gradualmente i dazi che ne rendono più costoso l’accesso al mercato regionale. Nel caso dell’olio d’oliva, l’imposizione attuale è del 10%.

La portavoce ha sostenuto che l’intesa può rafforzare la posizione commerciale europea in un momento in cui Bruxelles cerca di migliorare la propria competitività nei confronti di Stati Uniti e Cina. Ha aggiunto che, quando l’intero accordo sarà pienamente in vigore, la Commissione si aspetta un impatto economico limitato ma positivo: un aumento del PIL dell’Unione europea dello 0,05% e dello 0,25% sul versante latinoamericano.

L’accordo con il Mercosur si aggiunge ad altri recenti accordi commerciali con India e Australia che, secondo Fontcuberta, aprono nuove opportunità per l’Europa. Ha riconosciuto tuttavia che parte del settore agroalimentare europeo mantiene riserve per l’effetto che una maggiore apertura può avere su alcuni mercati sensibili.

Per rispondere a queste preoccupazioni, ha ricordato che il testo include contingenti tariffari molto limitati per prodotti come il pollame e salvaguardie bilaterali attivabili rapidamente in caso di distorsioni. Ha aggiunto che i prodotti immessi sul mercato europeo dovranno rispettare le norme sanitarie e fitosanitarie vigenti e che, per la prima volta, l’accordo incorpora regole sul benessere animale per le galline ovaiole e disposizioni sul trasporto del bestiame.

Fontcuberta ha inoltre affermato che la Commissione ha rafforzato del 50% gli audit nei paesi terzi per verificare che i prodotti destinati all’esportazione rispettino tali requisiti e del 33% i controlli ai valichi di frontiera europei nei prossimi due anni.

Nello stesso forum, Javier Serra, consigliere per Agricoltura, Pesca e Alimentazione presso l’Ambasciata di Spagna a Washington, ha sostenuto che il settore alimentare continuerà a essere essenziale nonostante l’instabilità geopolitica. Ha detto che serve “un nuovo ordine mondiale” con regole commerciali affidabili tra gli operatori.

L’ambasciatore dell’Argentina in Spagna, Wenceslao Bunge, ha evidenziato a sua volta le opportunità che l’intesa può aprire per settori argentini come farina di soia, carni, vini, pesca, agrumi, miele e riso. Ha inoltre incoraggiato gli investitori agroalimentari a guardare all’Argentina come piattaforma per produrre ed esportare in un quadro più chiaro.

Ernesto Talvi, ricercatore principale del Real Instituto Elcano, ha infine prospettato la possibilità di una futura area economica integrata tra America Latina ed Europa con 1.100 milioni di abitanti e un PIL paragonabile a quello degli Stati Uniti.

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