Le autorità esaminano i QR code sulle etichette alimentari

Le pagine digitali stanno sostituendo alcune informazioni riportate sul packaging, sollevando dubbi sull’accesso dei consumatori ai valori nutrizionali e alle dichiarazioni di marketing.

24-04-2026

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Regulators Scrutinize QR Codes on Food Labels

Le autorità di regolamentazione stanno iniziando a guardare con maggiore attenzione ai QR code sulle confezioni di alimenti e bevande, mentre l’etichettatura digitale va oltre il marketing ed entra in ambiti che incidono sulla trasparenza, sull’accesso dei consumatori alle informazioni e sul modo in cui vengono presentate le dichiarazioni su salute e sostenibilità.

Il cambiamento è rilevante per vino, spirits e altre bevande confezionate, perché i QR code vengono usati sempre più spesso per veicolare dettagli sugli ingredienti, informazioni nutrizionali, dati di tracciabilità e messaggi di marca. Quello che era nato come uno strumento promozionale e narrativo sta ora attirando l’attenzione dei decisori politici, che vogliono capire se i consumatori riescano davvero a trovare le informazioni di cui hanno bisogno e se le aziende stiano usando le pagine digitali per formulare dichiarazioni che sull’etichetta fisica sarebbero sottoposte a controlli più stringenti.

Uno studio pubblicato su Health Promotion International e segnalato da Bakery&Snacks ha esaminato 483 prodotti di cereali per la colazione in Australia. I ricercatori hanno trovato QR code sul 16% delle confezioni. Ogni codice rimandava a un sito web del marchio, ma nessuno forniva un pannello completo con le informazioni nutrizionali. La maggior parte delle pagine di destinazione era incentrata su ricette, storie di prodotto, messaggi sulla sostenibilità e contenuti positivi sul brand, più che sui dati essenziali del prodotto.

Questa evidenza ha implicazioni più ampie per le bevande confezionate, dove i QR code sono già comuni in alcuni mercati e sono destinati a diventare ancora più importanti man mano che le etichette si riempiono di indicazioni obbligatorie. Nel settore del vino, ad esempio, i produttori hanno utilizzato i QR code per soddisfare i requisiti su ingredienti e valori nutrizionali, preservando spazio sulla bottiglia. Ma lo stesso formato digitale può anche essere impiegato per veicolare dichiarazioni di marketing che potrebbero risultare più difficili da monitorare per i regolatori una volta spostate fuori dall’etichetta.

La preoccupazione non riguarda solo quali informazioni compaiano dietro il codice, ma anche il modo in cui i consumatori vi accedono. Gli acquirenti non sempre scansionano i QR code se non vengono invitati chiaramente a farlo, e molti preferiscono ancora informazioni visibili a colpo d’occhio. Se i dettagli chiave migrano dalla confezione a una pagina digitale, i regolatori temono che le informazioni possano restare tecnicamente disponibili ma, nella pratica, fuori vista.

Questo crea un problema per le categorie in cui allergeni, valori nutrizionali e metodi di lavorazione incidono sulle decisioni d’acquisto. Solleva anche interrogativi sull’equità delle regole di etichettatura se alcuni marchi usano le pagine collegate ai QR soprattutto per promuovere la sostenibilità o i benefici per la salute senza offrire ai consumatori lo stesso livello di accesso diretto che ci si aspetterebbe dalle indicazioni riportate sul packaging.

Lo studio ha inoltre rilevato che oltre la metà delle pagine collegate ai QR includeva riferimenti alla sostenibilità, mentre molte contenevano messaggi su salute o nutrizione. Poiché queste dichiarazioni si trovano su siti controllati dal marchio anziché direttamente sulla confezione, possono ricadere in un’area di controllo meno visibile. Ciò ha alimentato timori di greenwashing e healthwashing digitali, soprattutto se le aziende usano online un linguaggio più morbido rispetto a quello consentito sull’etichetta stessa.

Per i produttori di bevande, la questione sta diventando più di una semplice scelta di design. Con l’espansione dell’etichettatura digitale, è probabile che i regolatori si chiedano se i QR code migliorino davvero la trasparenza o se si limitino a spostare la persuasione fuori dalla confezione. La risposta potrebbe influenzare il modo in cui produttori di vino, birra e spirits presenteranno ingredienti, dati nutrizionali e dichiarazioni ambientali negli anni a venire.

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