Un sondaggio: negli ultimi sei mesi circa il 18% degli adulti statunitensi ha consumato alternative all’alcol

Dry Atlas rileva che il 93% degli acquirenti beve anche alcolici: il mercato cresce più per sovrapposizione che per sostituzione

mercoledì 28 ottobre 2026

Condividilo!

Secondo un nuovo rapporto pubblicato martedì da Dry Atlas, società di intelligence di mercato che monitora il settore, negli ultimi sei mesi circa un adulto statunitense su cinque dai 21 anni in su ha consumato un’alternativa all’alcol.

Il rapporto afferma che il 18% degli adulti dai 21 anni in su ha consumato birra, vino o distillati analcolici, cocktail pronti da bere o bevande con infusione di THC nel periodo considerato. Dry Atlas ha precisato che il dato proviene da un sondaggio nazionale YouGov condotto su 1.149 adulti statunitensi il 14 e 15 ottobre. La società ha inoltre utilizzato un sondaggio online su 1.003 acquirenti di alternative all’alcol, realizzato da Prodege Insights dall’8 al 16 ottobre, oltre al proprio database di prodotti. Dry Atlas ha spiegato che i risultati YouGov sono stati ponderati per rispecchiare la popolazione statunitense adulta dai 21 anni in su, mentre il sondaggio di Prodege sugli acquirenti non è stato ponderato e descrive i consumatori del settore, non l’intera popolazione.

I risultati indicano che il mercato sembra crescere soprattutto grazie alla sovrapposizione con il consumo tradizionale di alcolici, più che alla loro sola sostituzione. Dry Atlas ha rilevato che il 93% degli acquirenti di alternative all’alcol ha bevuto anche alcolici nello stesso periodo di sei mesi. Tra questi acquirenti, il 49% ha dichiarato di consumare le alternative insieme agli alcolici, contro il 41% che le usa al loro posto. Un altro 46% ha affermato di non avere l’obiettivo di ridurre il proprio consumo.

Il dato è rilevante per il settore delle bevande nel suo complesso, perché suggerisce che i prodotti analcolici e affini possano ampliare le occasioni di consumo, anziché sottrarre semplicemente volumi a birra, vino o distillati. Per produttori, rivenditori e bar, questo potrebbe influire sulla composizione dell’offerta, sui prezzi e sulle scelte di assortimento per scaffali e menu, soprattutto nelle occasioni conviviali in cui i consumatori desiderano avere più di un’opzione.

Il rapporto ha inoltre rilevato che il gusto è il principale motivo indicato dagli acquirenti per la scelta di questi prodotti. Dry Atlas ha riferito che il 35% ha citato il gusto come prima ragione, seguito dal 31% che vuole evitare i postumi della sbornia. La salute fisica si è collocata più in basso, al 26%. Il risultato mette in discussione l’idea diffusa che il settore sia trainato soprattutto da obiettivi legati al benessere. Quasi due terzi degli acquirenti continuano a descrivere le alternative all’alcol come prodotti destinati principalmente a chi non vuole bere alcolici, anche se i dati del sondaggio mostrano che la maggior parte dei consumatori del segmento beve anche alcolici tradizionali.

La partecipazione è risultata nettamente più alta tra i giovani adulti e i residenti in città. Dry Atlas ha rilevato che il 33% degli adulti tra i 21 e i 34 anni ha consumato un’alternativa all’alcol negli ultimi sei mesi, contro l’8% degli adulti dai 55 anni in su. La quota era del 28% tra chi vive in città e del 9% tra i residenti nelle aree rurali. La società ha inoltre segnalato una partecipazione significativa tra i genitori: il 30% degli adulti con un figlio minore di 18 anni in casa ha dichiarato di aver consumato uno di questi prodotti, contro il 18% del totale degli adulti dai 21 anni in su.

Secondo il rapporto, il settore ha ancora margini per raggiungere nuovi consumatori, ma incontra anche una chiara resistenza. Dry Atlas ha rilevato che la metà degli adulti statunitensi dai 21 anni in su ha già consumato un’alternativa all’alcol oppure si dice disposta a provarla. Al tempo stesso, circa un terzo ha dichiarato che non prenderebbe in considerazione questi prodotti. Tra gli adulti che conoscono le alternative all’alcol ma non le hanno acquistate, il 33% ha affermato di non vederne l’utilità e il 38% ha detto di preferire l’acqua o una bibita analcolica.

Il prezzo è emerso come un problema rilevante tra gli acquirenti abituali. Nel sondaggio Prodege, il 46% ha indicato il prezzo come motivo principale per cui non consuma più spesso alternative all’alcol. Il dato potrebbe essere importante per le aziende del settore che puntano a raggiungere un pubblico più ampio rispetto ai primi consumatori, soprattutto se questi prodotti continueranno a essere considerati un acquisto aggiuntivo anziché un sostituto diretto degli alcolici.

Dry Atlas ha inoltre segnalato una discrepanza tra l’offerta sugli scaffali e le preferenze apparenti degli acquirenti. Secondo il database di prodotti della società, al 30 settembre il vino analcolico rappresentava il 28% dei prodotti sul mercato, risultando il sottosegmento più ampio per numero di prodotti. Nel sondaggio tra gli acquirenti, tuttavia, si è classificato all’ultimo posto per tutti gli indicatori di coinvolgimento tra i cinque sottosegmenti. I distillati analcolici rappresentavano il 18% dei prodotti e guidavano le categorie che imitano gli alcolici per consumo previsto, gusto e spesa.

La notorietà dei marchi nel settore sembra favorire i grandi gruppi di bevande già affermati. Dry Atlas ha riferito che, quando è stato chiesto loro di indicare spontaneamente dei marchi, gli acquirenti hanno citato Heineken con una frequenza circa doppia rispetto a qualsiasi altro marchio. Secondo il rapporto, Athletic Brewing era l’unica azienda indipendente con una visibilità simile. Ritual, di Diageo, è stato citato dal 4% degli acquirenti e Ghia dal 3%.

Il rapporto arriva mentre le aziende del settore si preparano alle festività di fine anno e all’appuntamento annuale con il Dry January. Dry Atlas ha rilevato che il 53% degli acquirenti prevede di portare o servire alternative all’alcol a un incontro festivo prima della fine dell’anno. Ha inoltre constatato che il 19% degli adulti statunitensi dai 21 anni in su intende evitare gli alcolici nel gennaio 2027 e che il 41% di queste persone prevede di consumare alternative all’alcol durante il mese.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo!