La Commissione europea pubblica la prima roadmap per le nuove norme UE sugli imballaggi

17-06-2026

Le indicazioni chiariscono i limiti PFAS, gli obblighi dei produttori, gli standard di riciclabilità e le modifiche all’etichettatura prima dell’avvio dell’applicazione l’12 agosto 2026.

La Commissione europea ha pubblicato la sua prima guida su come applicare il nuovo regolamento dell’Unione europea sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, offrendo alle aziende e alle autorità nazionali una roadmap preliminare prima che le norme inizino ad applicarsi l’12 agosto 2026.

Il documento di 58 pagine risponde a 33 quesiti interpretativi che, secondo la Commissione, erano stati sollevati dagli Stati membri e dagli operatori economici. L’obiettivo è ridurre l’incertezza e favorire un’applicazione più uniforme in tutto il blocco. Il regolamento è in vigore dal 11 febbraio 2025, ma la maggior parte degli obblighi pratici scatterà il prossimo agosto.

La Commissione ha affermato che la guida serve ad aiutare imprese, autorità e altri operatori del mercato a comprendere il nuovo quadro normativo, ma ha anche sottolineato che il testo non introduce nuova legge. L’interpretazione giuridica vincolante resta alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Tra i punti principali figurano chiarimenti su cosa rientri nella definizione di imballaggio, su chi sia responsabile della conformità, su come debba funzionare la responsabilità estesa del produttore e su come verranno applicate le nuove restrizioni sui PFAS.

Per quanto riguarda le definizioni, la Commissione ha detto che i vasi per piante utilizzati solo per la vendita e il trasporto possono essere considerati imballaggi, mentre i contenitori di produzione usati in orticoltura in generale non rientrano in tale definizione. La distinzione è importante perché i prodotti classificati come imballaggi sono soggetti alle norme del regolamento in materia di sostenibilità, etichettatura e gestione dei rifiuti.

La guida traccia inoltre una linea più netta tra fabbricanti e produttori. I fabbricanti sono responsabili del rispetto dei requisiti di sostenibilità ed etichettatura. I produttori, al contrario, hanno obblighi di responsabilità estesa del produttore nello Stato membro in cui l’imballaggio è immesso per la prima volta sul mercato ed è destinato a diventare rifiuto.

Una delle parti del documento seguite con maggiore attenzione riguarda i PFAS, un ampio gruppo di sostanze chimiche spesso definite “sostanze chimiche eterne”. La Commissione ha detto che non ci sarà alcun periodo di smaltimento per gli imballaggi a contatto con alimenti contenenti PFAS che non rispettano i nuovi limiti. Gli imballaggi immessi per la prima volta sul mercato dopo l’12 agosto 2026 dovranno essere conformi immediatamente. Allo stesso tempo, gli imballaggi già immessi sul mercato prima di quella data potranno continuare a restare sul mercato.

La guida affronta anche il tema della riciclabilità. La regola di base secondo cui solo gli imballaggi riciclabili possono essere immessi sul mercato si applicherà dall’12 agosto 2026. Ma i criteri più dettagliati di “progettazione per il riciclo” arriveranno più avanti tramite atti delegati. Una volta adottate tali norme tecniche, le aziende avranno un periodo di transizione di 24 mesi per adeguarvisi.

L’etichettatura è un altro tema centrale per le aziende di beni di consumo. La Commissione ha detto che le future etichette armonizzate dell’UE dovrebbero sostituire le istruzioni nazionali per la raccolta differenziata. Alla scadenza dei periodi transitori, in generale gli Stati membri non potranno più imporre ulteriori sistemi nazionali di etichettatura.

Questo punto potrebbe avere ampia rilevanza nel settore delle bevande, dove bottiglie, lattine, multipack e altri contenitori per bevande circolano oltre frontiera e spesso riportano istruzioni di smaltimento specifiche per Paese. I produttori di vino, birra e spirits che vendono in diversi mercati UE potrebbero in futuro trovarsi davanti a un sistema di etichettatura più semplice, ma dovranno anche adeguare i piani di conformità degli imballaggi prima della prossima estate.

La tempistica è particolarmente importante per le aziende beverage che utilizzano materiali a contatto con alimenti, compresi componenti delle bottiglie o altri formati di imballaggio che potrebbero rientrare nelle restrizioni sui PFAS. Per gli esportatori verso l’UE così come per i produttori stabiliti al suo interno, l’assenza di un periodo di smaltimento per gli imballaggi non conformi immessi sul mercato da poco aumenta il rischio di interruzioni se scorte e contratti con i fornitori non saranno allineati prima dell’entrata in vigore delle norme.

La Commissione ha detto che nei prossimi due o tre anni arriveranno ancora altre misure, tra cui atti di esecuzione, atti delegati, mandati di standardizzazione e ulteriori orientamenti. Ha inoltre affermato che il documento pubblicato ora potrà essere aggiornato man mano che si sviluppa l’esperienza pratica ed emergono nuove domande da parte delle imprese e delle autorità nazionali.