29-05-2026
Gli Stati Uniti hanno ridotto nettamente le importazioni di vino nel primo trimestre del 2026, con acquisti complessivi in calo del 38,9% in valore e del 20,6% in volume rispetto a un anno prima, secondo i dati doganali statunitensi analizzati dall’Organizzazione interprofessionale del vino spagnola, nota come OIVE.
Da gennaio a marzo, gli Stati Uniti hanno importato vino per 1,069 miliardi di euro e 260,9 milioni di litri, portando il prezzo medio all’importazione a scendere del 23% a 4,1 euro al litro. Il calo è stato generalizzato e ha riguardato sia i vini confezionati sia le spedizioni di sfuso, segnalando un mercato più debole dopo diversi anni di prezzi più alti e domanda sostenuta.
I vini confezionati, categoria che comprende spumanti, vini in bottiglia e formati bag-in-box, hanno rappresentato la quota maggiore del valore di mercato e hanno registrato il ribasso più marcato. Le importazioni di questo segmento sono diminuite del 39,6% in valore e del 19,9% in volume, attestandosi a 1,007 miliardi di euro e 183,3 milioni di litri. Il prezzo medio dei vini confezionati è sceso del 24,5% a 5,5 euro al litro.
Anche il vino sfuso ha perso terreno, seppure a un ritmo più contenuto. Le importazioni sono calate del 24% in valore e del 22% in volume, raggiungendo 61,3 milioni di euro e 77,6 milioni di litri. Il prezzo medio è sceso del 2,5% a 0,79 euro al litro.
La Francia è rimasta il principale fornitore degli Stati Uniti per valore nel primo trimestre, con esportazioni pari a 404,9 milioni di euro, in calo del 44,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Italia si è piazzata al secondo posto con 337,2 milioni di euro, in diminuzione del 38,46%. In termini di volume, l’Italia ha guidato la classifica con 71,9 milioni di litri, in calo del 22,8%, seguita dalla Francia con 44,5 milioni di litri, in flessione del 15,1%. Il Canada è terzo per volume con 34,7 milioni di litri, in calo del 19%.
La Spagna ha mantenuto il quarto posto tra i fornitori di vino confezionato per valore, con esportazioni verso gli Stati Uniti pari a 56,4 milioni di euro, in calo del 35,9%. Anche per volume la Spagna si è classificata quarta con 12,6 milioni di litri, in diminuzione del 26,2%. Nel vino sfuso, la Spagna aveva un peso molto più ridotto sul mercato: ottava posizione sia per valore sia per volume, con 0,16 milioni di euro e 0,2 milioni di litri.
Tra gli altri principali fornitori per valore nel trimestre figurano Nuova Zelanda, Australia, Argentina, Cile, Portogallo e Israele.
I dati indicano che gli acquirenti statunitensi hanno ridotto gli acquisti in tutte le categorie pagando anche meno per litro rispetto a un anno prima: un segnale che gli importatori potrebbero stare smaltendo le scorte o orientandosi verso vini a prezzo più basso mentre i consumatori diventano più prudenti nella spesa per bottiglie importate.
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