Gallup: gli americani meno religiosi bevono meno rispetto al passato
Il calo tra cattolici, persone senza affiliazione religiosa e chi frequenta raramente le funzioni smentisce l’idea che un minore legame religioso porti a bere di più
martedì 27 ottobre 2026

Gli americani che dichiarano di non avere una religione, i cattolici e le persone che frequentano le funzioni religiose meno di una volta alla settimana bevono meno alcol rispetto al passato. È quanto emerge da una nuova analisi di Gallup, che segnala un ampio cambiamento nelle abitudini di consumo negli Stati Uniti e mette in discussione l’ipotesi, sostenuta a lungo, secondo cui un minore coinvolgimento religioso avrebbe portato a un maggiore consumo di alcol.
Dall’analisi di Gallup emerge che il consumo di alcol è diminuito in diversi gruppi religiosi e non religiosi, mentre negli Stati Uniti sono calate sia l’appartenenza religiosa sia la frequenza delle funzioni. In passato, le persone meno religiose erano generalmente più propense a bere rispetto a chi partecipava regolarmente alle funzioni. I dati più recenti mostrano che questa tendenza si è attenuata: il consumo è diminuito in molti degli stessi gruppi che un tempo si distinguevano per livelli più elevati.
Secondo Gallup, una parte consistente del calo complessivo a livello nazionale è riconducibile agli adulti che frequentano le funzioni religiose meno di una volta alla settimana. Questo gruppo rappresenta una quota crescente della popolazione e il suo consumo di alcol è sceso al livello più basso mai registrato da Gallup. Anche tra chi frequenta le funzioni ogni settimana il consumo è diminuito rispetto al picco raggiunto tra il 2017 e il 2022, sebbene il livello attuale sia simile a quello di alcuni periodi precedenti.
Il cambiamento è legato in parte alla trasformazione della composizione religiosa del Paese. Secondo l’analisi, oggi chi frequenta le funzioni religiose ogni settimana rappresenta circa il 20% degli adulti statunitensi, contro il 30% circa di 15 anni fa. I protestanti costituiscono circa il 44% degli adulti, i cattolici circa il 20% e le persone senza identità religiosa circa il 25%.
Nel tempo, queste quote si sono modificate nettamente. Gallup ha rilevato che negli ultimi 15 anni la percentuale di adulti senza affiliazione religiosa è quasi raddoppiata, mentre quella dei cattolici è diminuita e la quota dei protestanti è scesa da un livello che un tempo superava la metà della popolazione. Considerato isolatamente, questo cambiamento demografico avrebbe potuto far pensare a consumi di alcol stabili o persino in crescita a livello nazionale, poiché storicamente le persone senza identità religiosa erano più propense a bere rispetto ai protestanti. Il consumo è invece diminuito anche all’interno del gruppo senza affiliazione religiosa.
Secondo Gallup, si è ridotto il divario storico tra protestanti, cattolici e adulti senza identità religiosa. Tradizionalmente, i protestanti erano meno propensi a bere rispetto ai cattolici e alle persone senza affiliazione religiosa. La differenza si è notevolmente attenuata con il calo dei consumi tra i cattolici e tra chi dichiara di non avere una religione. Oggi protestanti e cattolici riferiscono livelli di consumo simili, mentre le persone senza affiliazione religiosa sono ancora un po’ più propense a bere rispetto a entrambi i gruppi.
I risultati sono rilevanti perché contraddicono una teoria diffusa sul rapporto tra religione e consumo di alcol negli Stati Uniti. Se diminuiscono gli americani che appartengono a una Chiesa o frequentano regolarmente le funzioni, ci si potrebbe aspettare che il consumo di alcol aumenti con l’indebolirsi dei vincoli religiosi. I dati di Gallup indicano che negli ultimi anni è accaduto il contrario: il calo si è esteso a gruppi che un tempo erano considerati più propensi a consumare alcol.
Secondo Gallup, una possibile spiegazione è il cambiamento nella percezione del rapporto tra alcol e salute. L’istituto di sondaggi ha rilevato che sempre più americani ritengono che anche un consumo moderato sia dannoso per la salute. Questa opinione è diventata più diffusa tra protestanti, cattolici e adulti senza affiliazione religiosa.
Tra questi tre gruppi, le persone senza identità religiosa sono oggi quelle più propense a considerare dannoso il consumo moderato, seguite dai cattolici e poi dai protestanti, secondo Gallup. In passato, chi frequentava le funzioni ogni settimana era più propenso a ritenere dannoso un consumo moderato rispetto a chi partecipava raramente o non vi partecipava mai. Più di recente, queste differenze si sono attenuate, mentre le preoccupazioni per la salute sono aumentate al di là delle appartenenze religiose.
Gallup avverte che i dati non dimostrano che il cambiamento delle convinzioni sulla salute abbia causato la riduzione dei consumi. L’analisi indica una correlazione, non un nesso causale accertato. Tuttavia, la concomitanza tra una maggiore preoccupazione per gli effetti dell’alcol sulla salute e un minore consumo dichiarato si aggiunge a un insieme più ampio di evidenze sul cambiamento degli atteggiamenti dei consumatori nei confronti dell’alcol, anche tra persone che un tempo si riteneva fossero meno condizionate dalle pratiche religiose.
La tendenza potrebbe avere ripercussioni ben oltre la ricerca sull’opinione pubblica. Per birrifici, cantine, distillerie e altre aziende del settore delle bevande, i dati più recenti suggeriscono che la debolezza della domanda di alcol potrebbe non riguardare soltanto una fascia d’età, una fede o un segmento culturale. Se il calo dei consumi si sta estendendo a cattolici, persone che frequentano raramente le funzioni e americani senza affiliazione religiosa, le aziende potrebbero trovarsi di fronte a una domanda più debole in più categorie, anziché in una nicchia del mercato. Ciò potrebbe influire sulle previsioni di vendita, sulla pianificazione dei prodotti e sull’equilibrio tra proposte alcoliche e analcoliche.
L’analisi aggiunge inoltre nuovi elementi a una tendenza nazionale più ampia, nella quale la riduzione dei consumi non è più riconducibile soltanto a norme religiose più rigide o alle abitudini di una singola confessione. I dati di Gallup suggeriscono invece che il calo interessa gruppi il cui peso relativo è cambiato significativamente negli ultimi 15 anni, in particolare la quota in rapida crescita degli adulti senza affiliazione religiosa. Per questo è più difficile liquidare la tendenza come un semplice effetto della sostituzione demografica.
I dati mostrano chiaramente che la vecchia distinzione tra americani più religiosi e meno religiosi non è più altrettanto utile per prevedere chi beve. La pratica religiosa continua a essere rilevante sotto alcuni aspetti, ma le differenze sono meno marcate rispetto al passato e la preoccupazione per la salute sembra ormai trasversale. Secondo Gallup, il calo tra i cattolici, le persone senza identità religiosa e gli adulti che frequentano le funzioni meno di una volta alla settimana rappresenta oggi una componente importante della riduzione dei consumi di alcol a livello nazionale.