La Francia chiede agli Stati Uniti di revocare i dazi sullo Champagne dopo l’allentamento delle tariffe sul whiskey irlandese

Parigi sostiene che i vini e i distillati francesi meritino lo stesso trattamento riservato al whiskey irlandese, ma Washington non ha ancora risposto

martedì 27 ottobre 2026

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La Francia chiede agli Stati Uniti di revocare i dazi sullo Champagne dopo l’allentamento delle tariffe sul whiskey irlandese

La Francia chiede agli Stati Uniti di revocare i dazi sui suoi vini e distillati, Champagne compreso, dopo che il mese scorso l’amministrazione Trump ha abolito le tariffe sul whiskey irlandese, secondo un articolo pubblicato lunedì da The Daily Pour, che cita MLex.

La richiesta è stata avanzata dal ministro francese Nicolas Forissier prima di una riunione informale dei ministri del Commercio dell’Unione europea a Dublino. Secondo l’articolo, Forissier ha dichiarato di aver sollevato di recente la questione direttamente con il rappresentante degli Stati Uniti per il Commercio, Jamieson Greer, sostenendo che le esportazioni francesi di bevande alcoliche dovrebbero ricevere un trattamento analogo a quello riservato al whiskey irlandese, anziché essere soggette a un regime tariffario meno favorevole.

A settembre il presidente Donald Trump ha revocato i dazi sul whiskey irlandese. La Francia chiede ora a Washington di estendere un’analoga agevolazione a una più ampia gamma di prodotti francesi, tra cui vini fermi, spumanti e distillati. Lo Champagne è un elemento centrale della richiesta, che tuttavia non riguarda una sola categoria.

L’articolo non specificava l’intera portata dei dazi statunitensi in questione né indicava se gli Stati Uniti avessero risposto formalmente alla richiesta francese. Non vi erano inoltre segnali che Washington avesse accettato di avviare colloqui su un’esenzione più ampia per i prodotti francesi.

La posizione della Francia si fonda tanto sulla parità di trattamento quanto sull’accesso al mercato. Parigi sostiene che, se gli Stati Uniti sono disposti ad allentare la pressione commerciale su una categoria di bevande alcoliche europee, dovrebbero valutare di fare altrettanto per un’altra. La questione ha attirato l’attenzione all’interno dell’UE, perché le decisioni sui dazi possono modificare la posizione relativa degli esportatori che competono sullo stesso mercato.

Per i produttori francesi, il mercato statunitense è importante perché i dazi aumentano i costi di ingresso nel Paese e possono incidere sul prezzo finale pagato dai consumatori. Questi costi aggiuntivi possono anche ridurre i margini di importatori e distributori, influenzando a loro volta la scelta dei marchi che i rivenditori decidono di tenere a scaffale e promuovere. Un’esenzione per i vini e i distillati francesi potrebbe modificare prezzi e concorrenza nelle principali categorie di bevande importate negli Stati Uniti, in particolare nei segmenti del vino, degli spumanti e dei distillati premium.

La questione è rilevante per il settore delle bevande ben oltre i confini francesi. Importatori, distributori e rivenditori rivedono spesso i piani di approvvigionamento e di prezzo quando cambiano i costi commerciali, e un’esenzione dai dazi per i prodotti francesi potrebbe modificare i margini e le condizioni concorrenziali tra i principali fornitori sul mercato statunitense. Potrebbe inoltre influire sulla competitività dei prodotti francesi rispetto ai marchi nazionali e agli altri produttori stranieri che non beneficiano di un trattamento analogo.

Lo Champagne ha un peso particolare nel dibattito, perché è una delle esportazioni francesi più conosciute e occupa una posizione di rilievo nel mercato statunitense delle bevande premium. Includendo esplicitamente lo Champagne insieme ai vini fermi e agli altri distillati, la Francia chiede agevolazioni per un’ampia gamma di esportazioni di bevande alcoliche, anziché una soluzione circoscritta a un singolo prodotto.

La richiesta arriva mentre i governi europei continuano a monitorare gli effetti della politica commerciale statunitense sugli esportatori di tutta l’Unione. Sebbene l’iniziativa francese riguardi le bevande alcoliche, riflette anche una più ampia preoccupazione in Europa: che modifiche selettive dei dazi possano avvantaggiare alcuni produttori rispetto ad altri.

Non è ancora chiaro se altri Stati membri dell’UE sosterranno formalmente la posizione francese. L’articolo riferiva soltanto che la richiesta è stata presentata prima della riunione dei ministri del Commercio dell’UE a Dublino, senza precisare se vi fosse una risposta comune europea. Non è inoltre chiaro se l’amministrazione Trump consideri la decisione sul whiskey irlandese una misura una tantum o un precedente estendibile ad altre bevande importate.

Per ora, la Francia chiede a Washington di evitare che il whiskey irlandese goda di un vantaggio tariffario rispetto ai vini, allo Champagne e ai distillati francesi sul mercato statunitense. Nell’articolo pubblicato lunedì non si riportava alcuna risposta pubblica della Casa Bianca o dell’Ufficio del rappresentante degli Stati Uniti per il Commercio.

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