L’Australia ha esportato 590 milioni di litri di vino, il volume annuo più basso dal 2004
Il calo del 22% delle spedizioni negli Stati Uniti ha superato la crescita nel Sud-est asiatico e in Canada, facendo scendere il valore delle esportazioni del 7%
giovedì 22 ottobre 2026

Nei 12 mesi terminati a settembre 2026, l’Australia ha esportato 590 milioni di litri di vino, il volume annuo più basso dal 2004. Il forte calo delle spedizioni negli Stati Uniti ha superato la crescita delle vendite nel Sud-est asiatico e in Canada.
Wine Australia, l’ente pubblico che disciplina le esportazioni di vino e sostiene lo sviluppo dei mercati, ha dichiarato che il volume esportato è diminuito del 5% rispetto ai 12 mesi precedenti. Il valore delle esportazioni è sceso del 7%, a 2,25 miliardi di dollari australiani su base nominale FOB (franco a bordo), un criterio che misura il valore alla frontiera dell’esportatore, prima dei costi di spedizione e assicurazione. Poiché il valore è calato più del volume, il valore medio per litro è diminuito di circa il 2,1%; il dato riflette tuttavia una combinazione di prezzi, composizione dei prodotti ed effetti dei tassi di cambio, e non costituisce una misura diretta dei prezzi.
I dati, pubblicati nel bollettino di mercato di Wine Australia il 21 ottobre, mostrano un ampio cambiamento nella geografia delle esportazioni del Paese. La perdita di volume più consistente si è registrata negli Stati Uniti, dove le esportazioni australiane di vino sono diminuite di 27 milioni di litri, pari al 22%, scendendo a 93 milioni di litri. Il valore delle esportazioni verso gli Stati Uniti è calato del 28%, a 219 milioni di dollari australiani.
Secondo Wine Australia, il mercato statunitense resta sotto pressione per diversi fattori concomitanti. Il vino importato ha risentito dei dazi e il mercato vinicolo americano nel suo complesso è in contrazione. Citando Trade Data Monitor, il bollettino ha riferito che nei 12 mesi fino ad agosto 2026 il valore delle importazioni di vino negli Stati Uniti da tutti i Paesi è diminuito del 20%, mentre i volumi sono calati del 13%. Ha inoltre indicato il cambiamento delle abitudini di consumo: i giovani americani bevono meno alcolici in ogni occasione rispetto alle generazioni precedenti. A ciò si aggiunge la forte concorrenza dei produttori nazionali in un mercato caratterizzato da un eccesso di offerta.
Il calo negli Stati Uniti è stato tale da annullare la crescita registrata in diverse altre destinazioni. I volumi delle spedizioni sono aumentati verso la Cina continentale, il Canada, la Nuova Zelanda e il Giappone, ma la crescita non è bastata a compensare la flessione negli Stati Uniti. In termini di valore, i contributi negativi più rilevanti sono arrivati dalla Cina continentale, dagli Stati Uniti, da Hong Kong e dal Regno Unito.
Nel frattempo, il Sud-est asiatico è diventato una fonte più importante di ricavi da esportazione per i produttori australiani. Il valore delle importazioni nella regione è aumentato del 16%, raggiungendo 291 milioni di dollari australiani e superando così quello degli Stati Uniti. Il cambiamento è significativo perché il Sud-est asiatico rappresenta ancora solo il 4% dei volumi esportati dall’Australia: la crescita più rapida della regione non si è quindi ancora tradotta in un aumento rilevante dei litri spediti complessivamente.
La Thailandia ha trainato la crescita regionale. Nel periodo di 12 mesi, il valore delle esportazioni australiane di vino verso il Paese è aumentato del 57%, raggiungendo il record di 73 milioni di dollari australiani. Wine Australia ha attribuito l’incremento ai cambiamenti fiscali e normativi, al maggiore interesse dei consumatori per il vino e alla posizione consolidata dell’Australia sul mercato. Sono aumentate anche le esportazioni verso la Malaysia, l’Indonesia, le Filippine e il Vietnam.
Il Canada è stato il mercato con la crescita più forte sia in valore sia in volume. Le esportazioni verso il Paese sono aumentate del 12% in valore, a 185 milioni di dollari australiani, e del 14% in volume, a 70 milioni di litri. Secondo Wine Australia, l’Australia ha guadagnato quote di mercato dopo che alcuni vini americani sono stati ritirati dagli scaffali canadesi durante la disputa commerciale tra Canada e Stati Uniti. La crescita ha rallentato negli ultimi sei mesi del periodo, ma le spedizioni nei trimestri conclusi a giugno e settembre sono rimaste superiori ai livelli di un anno prima.
I progressi in Canada hanno riguardato diverse categorie e fasce di prezzo. I rossi fermi, soprattutto il Cabernet Sauvignon, sono rimasti il principale motore della crescita, ma sono aumentati anche i bianchi e i rosati. I volumi sono cresciuti sia per i vini con un prezzo inferiore a 5 dollari australiani al litro, sia per quelli con un valore medio pari o superiore a 5 dollari australiani al litro, segnalando una domanda sia nella fascia di massa sia in quella di maggior valore.
La Cina continentale è rimasta uno dei più importanti mercati premium per l’Australia, nonostante il cambiamento nella composizione delle importazioni. Il valore delle esportazioni verso la Cina continentale è diminuito del 10%, a 759 milioni di dollari australiani, mentre il volume è aumentato dell’8%, a 79 milioni di litri. Il valore medio è rimasto elevato, a 9,57 dollari australiani al litro. Wine Australia ha dichiarato che i livelli delle spedizioni sembrano ora stabilizzarsi dopo due anni di forte volatilità, seguiti alla rimozione, nel marzo 2024, dei dazi sul vino australiano imbottigliato. L’ente ha tuttavia avvertito che le prospettive restano incerte a causa delle difficoltà economiche e dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori.
Nel Regno Unito il calo è stato meno marcato che negli Stati Uniti, ma ha comunque rispecchiato le difficoltà del mercato. Il valore delle esportazioni verso il Regno Unito è diminuito del 3%, a 327 milioni di dollari australiani, mentre il volume è sceso del 2%, a 187 milioni di litri. Secondo Wine Australia, l’andamento è stato in linea, nel complesso, con le tendenze del mercato britannico al dettaglio, dove si sono indebolite anche le vendite totali di vino nei canali per il consumo domestico.
Nel mercato britannico, i rossi fermi hanno rappresentato una parte consistente del calo. I rosati, al contrario, si sono distinti in positivo. Mentre le vendite di rosato guadagnavano terreno in Gran Bretagna, nello stesso periodo le esportazioni australiane di rosato verso il Regno Unito sono aumentate del 27% in volume.