03-08-2026

Le esportazioni italiane di vini a denominazione di origine protetta sono diminuite nei primi quattro mesi del 2026, aggiungendo segnali di un anno più debole per i principali produttori vinicoli europei, mentre la domanda rallenta e i vini rossi restano sotto pressione.
I dati citati di Nomisma Wine Monitor mostrano che l’Italia ha esportato vini DOP per 1,5 miliardi di euro da gennaio ad aprile, in calo del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. I volumi esportati hanno totalizzato 318,9 milioni di litri, con una flessione del 3%. I dati indicano un mercato più debole in vista della nuova vendemmia e riflettono una fragilità più ampia tra i principali esportatori europei di vino.
L’Italia non è stata l’unica. La Francia ha registrato un calo del 3,4% nel valore delle esportazioni di vini DOP nello stesso periodo, mentre la Germania è scesa del 5,5% e la Spagna dell’8,5%. Il quadro suggerisce che il rallentamento non è limitato a un solo Paese o a una sola regione. Gli analisti affermano che il mercato è appesantito da consumi fiacchi e da un forte rallentamento negli Stati Uniti legato ai dazi, una delle principali pressioni sul commercio quest’anno.
I dati italiani mostrano anche un mercato diviso per categoria. Gli spumanti e alcuni vini bianchi hanno retto meglio dei rossi fermi, che continuano a scontare una domanda più debole dopo anni di cambiamenti nelle preferenze dei consumatori in molti mercati di esportazione. Questa divisione conta per l’intero settore delle bevande perché può influenzare i piani di produzione, i prezzi, la strategia dei distributori e lo spazio sugli scaffali, soprattutto per le aziende che vendono vino, spumante e altre categorie alcoliche.
Il Prosecco è rimasto di gran lunga il principale DOP esportato dall’Italia. Le esportazioni hanno raggiunto 506,7 milioni di euro e 120 milioni di litri nei primi quattro mesi dell’anno. Si tratta di un calo del 3,9% in valore e dello 0,8% in volume rispetto a un anno prima. Il prezzo medio all’esportazione è sceso del 3,1% a 4,22 euro al litro.
I rossi fermi toscani si sono classificati al secondo posto, con esportazioni per 202,9 milioni di euro, in calo del 10,2% in valore e del 5,1% in volume. I rossi fermi piemontesi hanno generato 123,9 milioni di euro. Il valore delle esportazioni è sceso del 2,5%, ma i volumi sono aumentati dell’8,8%, segnalando una pressione sui prezzi anche dove le spedizioni sono cresciute.
Tra i vini bianchi, i bianchi fermi del Veneto hanno raggiunto 103,2 milioni di euro, in calo del 4,7% in valore e del 3,5% in volume. I bianchi fermi dell’Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia hanno totalizzato 86,4 milioni di euro, con un calo del 16,5% in valore, mentre i volumi sono scesi del 5,2% a 16,7 milioni di litri.
I vini DOP frizzanti esportati dall’Italia hanno generato 65,1 milioni di euro, in calo dell’8,3% in valore e del 4,6% in volume.
Uno dei pochi segnali positivi è stato l’Asti Spumante, che ha recuperato dopo un difficile 2025. Le esportazioni sono salite a 42,1 milioni di euro, con un aumento del 19,6% in valore e dello 0,9% in volume. Il prezzo medio all’esportazione è cresciuto del 18,5% a 4,65 euro al litro. La ripresa è stata sostenuta dalla domanda cinese, dove lo spumante resta un segmento di nicchia ma i consumi sono in crescita.
Anche i risultati regionali in Italia hanno mostrato una domanda disomogenea. I rossi fermi siciliani sono scesi a 20,6 milioni di euro di esportazioni, in calo del 9,2%, mentre i volumi sono diminuiti dell’11,8% a 5,1 milioni di litri. I bianchi siciliani si sono mossi nella direzione opposta, salendo a 15,4 milioni di euro, con un aumento del 2,8% in valore e dello 0,4% in volume. Anche i bianchi toscani hanno registrato un progresso, raggiungendo 7,8 milioni di euro, in aumento del 3,3% in valore nonostante un calo del 4,9% in volume.
La Francia è rimasta il maggiore esportatore per valore tra i Paesi inclusi nel rapporto, con esportazioni di vini DOP pari a 2,8 miliardi di euro da gennaio ad aprile, in calo del 3,4%. È stato l’unico grande esportatore a registrare una crescita dei volumi, con le spedizioni in aumento dell’1,5% a 182,5 milioni di litri, anche se il prezzo medio all’esportazione è sceso del 4,9% a 15,40 euro al litro.
Lo Champagne ha rappresentato oltre 1 miliardo di euro delle esportazioni francesi di vini DOP nel periodo, sostanzialmente stabile a -0,2%, mentre i volumi sono aumentati del 2,7% a 32,4 milioni di litri. Il prezzo medio all’esportazione è sceso del 2,9% a 33,58 euro al litro, ma è rimasto ben al di sopra della maggior parte delle altre categorie.
Anche il Crémant francese ha performato bene in valore, salendo del 19,4% a 95,7 milioni di euro nonostante volumi inferiori.
Tra i vini fermi, i vini rossi DOP della Borgogna sono aumentati del 2,7% in valore all’esportazione, a 230,9 milioni di euro, anche se i volumi sono scesi del 2,9%. I rossi di Bordeaux hanno continuato a indebolirsi nettamente, con il valore delle esportazioni in calo del 18%, secondo la cifra arrotondata del rapporto, a 5451 milioni?