Le esportazioni di alcolici dell’UE crollano a gennaio

Le spedizioni di vino, birra e sidro verso i mercati extra-blocco si sono indebolite, con gli Stati Uniti a trainare gran parte del calo.

22-04-2026

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EU Alcohol Exports Fall Sharply in January

Le esportazioni di bevande alcoliche dell’Unione europea verso i Paesi al di fuori del blocco sono diminuite nettamente a gennaio, con vino, birra e sidro tutti in calo, secondo i dati diffusi questa settimana dalla Commissione europea.

I dati indicano un avvio più debole del 2026 per uno dei gruppi di export agroalimentare più importanti dell’Ue. Vino e prodotti a base di vino, quarta categoria di esportazione del blocco nel commercio agroalimentare, hanno generato 1,04 miliardi di euro a gennaio, in calo dell’11% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La bilancia commerciale del vino si è attestata a 931 milioni di euro, circa 120 milioni in meno rispetto a gennaio 2025.

Il calo è stato trainato in larga misura dagli Stati Uniti, dove sia la domanda sia i prezzi si sono indeboliti dopo un forte gennaio dell’anno precedente. Funzionari dell’Ue e analisti di mercato hanno richiamato l’attenzione sul frontloading delle scorte all’inizio del 2025, quando gli importatori americani hanno fatto incetta di prodotto in vista di possibili cambiamenti tariffari. Questo ha lasciato meno spazio ai nuovi ordini quest’anno e ha ridotto il valore medio delle esportazioni di vino. Sul mercato statunitense, i volumi di vino sono scesi del 16%, mentre i valori unitari hanno perso il 19%, segnalando che gli esportatori hanno dovuto fare i conti non solo con spedizioni inferiori, ma anche con un minore potere di prezzo.

Anche birra, sidro e altre bevande hanno registrato un risultato più debole. Le esportazioni di questa categoria hanno totalizzato 718 milioni di euro a gennaio, in calo del 13% rispetto agli 826 milioni di un anno prima. La bilancia commerciale è scesa a 553 milioni di euro, con una flessione di 103 milioni rispetto all’anno precedente. La categoria si è classificata al 12° posto tra i prodotti esportati dall’Ue e riflette una domanda internazionale più fiacca per le bevande alcoliche di fascia media.

Distillati e liquori hanno tenuto meglio rispetto agli altri gruppi di bevande. Le esportazioni hanno raggiunto 574 milioni di euro a gennaio, mentre le importazioni sono state pari a 282 milioni, lasciando una bilancia commerciale positiva per 292 milioni di euro. La variazione su base annua di questo saldo si è limitata a un calo di appena 3 milioni di euro, rendendo i distillati la componente più stabile del settore nel mese.

Anche il quadro agroalimentare più ampio è apparso più debole. Le esportazioni agroalimentari complessive dell’Ue sono scese a 17,5 miliardi di euro a gennaio, in calo dell’8% rispetto a un anno prima, secondo l’analisi della Commissione. Anche l’avanzo commerciale complessivo si è ridotto del 17% da dicembre a gennaio.

Gli Stati Uniti sono rimasti la principale fonte di pressione sulle esportazioni di bevande. Le spedizioni agroalimentari complessive dell’Ue verso gli Usa sono diminuite del 25%, pari a 623 milioni di euro, a gennaio, con le bevande alcoliche tra i principali fattori del calo. Al contrario, le esportazioni verso la Gran Bretagna, il principale partner commerciale dell’Ue per valore nel comparto agroalimentare, sono diminuite del 7%.

Per gli esportatori di vino in particolare, i dati di gennaio suggeriscono che il problema non sia soltanto una domanda più debole, ma anche un cambiamento delle condizioni di mercato dopo una fase insolitamente forte degli acquisti lo scorso anno. Per i produttori di birra e sidro, il calo segnala una più ampia debolezza della domanda dei consumatori all’estero. I distillati hanno mostrato maggiore resilienza, ma non abbastanza da compensare la debolezza del resto del comparto delle bevande.

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