La Tanzania assume la guida degli standard globali per l'etichettatura dell'alcol, mentre l'OMS spinge per avvertenze più severe

Funzionari statunitensi e gruppi industriali sollevano preoccupazioni per il ruolo e il potenziale impatto della Tanzania sul commercio internazionale di vino e alcolici

26-03-2026

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Tanzania Takes Lead on Global Alcohol Labeling Standards as WHO Pushes for Stricter Warnings

È in corso un dibattito internazionale sulle nuove proposte per l'apposizione di etichette di avvertimento sulle bevande alcoliche, compreso il vino, mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) spinge per l'adozione di standard globali più severi. Il processo si sta svolgendo all'interno del Codex Alimentarius, un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite e dall'OMS che stabilisce standard volontari per la sicurezza alimentare e il commercio. Sebbene il Codex abbia operato in sordina sin dalla sua fondazione nel 1961, le recenti iniziative lo hanno portato sotto i riflettori.

La controversia è iniziata nel 2017 quando diversi Paesi hanno suggerito al Codex di aggiornare le linee guida per l'etichettatura degli alcolici. La Russia si è offerta di guidare la ricerca e la stesura delle raccomandazioni. Tuttavia, dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022, il ruolo della Russia è stato messo da parte in seguito alla condanna internazionale. Con la Russia fuori dal processo, nessun altro Paese si è inizialmente fatto avanti per assumere il compito.

Nell'aprile 2024, l'OMS ha chiesto formalmente al Codex di sviluppare nuovi standard globali per l'etichettatura degli alcolici. La lettera dell'OMS citava preoccupazioni per la salute, affermando che "l'etanolo è una sostanza tossica, psicoattiva e con propensione alla dipendenza", e notava che l'uso di alcol ha contribuito a 2,6 milioni di morti in tutto il mondo nel 2019, rappresentando il 4,7% dell'onere globale delle malattie.

Nonostante la spinta dell'OMS, le regole del Codex richiedono che sia una nazione membro a guidare qualsiasi nuovo lavoro. Nell'ottobre 2024, la Tanzania si è offerta di produrre uno studio di ricerca sull'etichettatura delle bevande alcoliche da sottoporre all'esame del Codex. La Tanzania è il quinto Paese africano per popolazione, ma si trova ad affrontare sfide significative nel campo della sanità pubblica e delle infrastrutture scientifiche. Secondo dati recenti, circa il 68% dei tanzaniani vive al di sotto della soglia di povertà e uno su otto soffre di malaria.

La decisione di affidare alla Tanzania la guida di questo sforzo ha sollevato dubbi tra i gruppi industriali e gli osservatori. Alcuni critici sostengono che la Tanzania non ha le risorse scientifiche per guidare la politica globale sull'etichettatura degli alcolici e suggeriscono che il vero lavoro potrebbe essere diretto da funzionari dell'OMS o da gruppi di sostenitori con programmi di temperanza di lunga data.

Gli Stati Uniti si sono opposti con forza all'adozione da parte del Codex di nuovi standard di etichettatura degli alcolici. Nel novembre 2024, quando il presidente Joe Biden era ancora in carica, i rappresentanti statunitensi hanno presentato un'obiezione formale. Gli Stati Uniti hanno sostenuto che le normative esistenti sono sufficienti e che il Codex non dovrebbe agire esclusivamente sulla base delle raccomandazioni politiche dell'OMS senza un più ampio sostegno da parte dei membri. Gli Stati Uniti hanno inoltre messo in dubbio la possibilità di standardizzare in modo efficace tali standard, date le differenze culturali sul consumo di alcol.

I gruppi industriali statunitensi, tra cui il Wine Institute e il Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS), hanno espresso preoccupazione per i potenziali impatti sul commercio internazionale qualora i nuovi requisiti di etichettatura fossero adottati dai Paesi che seguono le linee guida del Codex. Essi sottolineano che le etichette degli alcolici statunitensi sono già regolamentate da agenzie federali come il Tax and Trade Bureau (TTB) e la Food and Drug Administration (FDA). Essi avvertono che i nuovi standard globali potrebbero creare confusione e interrompere le esportazioni se le etichette conformi agli Stati Uniti non soddisfano i nuovi requisiti internazionali.

La dottoressa Amanda Berger, vicepresidente senior per la scienza e la ricerca del DISCUS, ha dichiarato in un comunicato che "l'avvio dei lavori per lo sviluppo di uno standard di etichettatura degli alcolici del Codex è ingiustificato e non necessario", osservando che gli standard attuali consentono già agli Stati membri di stabilire le proprie regole.

Il Wine Institute ha fatto eco a queste preoccupazioni, affermando che "gli standard del Codex esistenti e pertinenti coprono già l'alcol" e sottolineando l'apprezzamento per la continua leadership degli Stati Uniti nel mantenere il Codex concentrato sulle aree in cui sono veramente necessari nuovi standard.

Le raccomandazioni del Codex non sono vincolanti; i Paesi possono scegliere se adottarle o meno nella legislazione nazionale. Tuttavia, molte nazioni utilizzano le linee guida del Codex come modelli per le proprie normative o come riferimenti nelle controversie commerciali.

Il processo di sviluppo di nuovi standard del Codex è lento e basato sul consenso, e spesso richiede anni prima che le raccomandazioni vengano finalizzate o adottate dai Paesi membri. Con la Tanzania che sta conducendo la fase di ricerca sotto la supervisione dell'OMS, non è ancora chiaro quale sarà la portata delle modifiche proposte o quanta influenza avranno sui principali Paesi produttori di vino come gli Stati Uniti.

Mentre le discussioni proseguono all'interno dei comitati del Codex, gli operatori del settore osservano con attenzione gli sviluppi che potrebbero influenzare sia le normative nazionali sia il commercio internazionale di vino e alcolici. Le circostanze inusuali che circondano il ruolo di leadership della Tanzania hanno spinto a chiedere una maggiore trasparenza sulle modalità con cui vengono prese le decisioni all'interno di questi organismi internazionali e su chi, in ultima istanza, modella la politica alimentare e delle bevande a livello globale.

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