16-03-2026

Il Consorzio del Pinot Grigio Doc delle Venezie, guidato da Luca Rigotti, si riconferma la più grande denominazione italiana di vini bianchi, con una superficie di 27.000 ettari tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Il consorzio controlla una produzione media di 230 milioni di bottiglie all'anno, che rappresenta l'85% del Pinot Grigio italiano e il 43% della produzione mondiale. Il sistema coinvolge 6.142 viticoltori, 575 aziende vinicole e 376 imbottigliatori. Nonostante un anno difficile per il settore vitivinicolo nel 2025, la denominazione ha mantenuto numeri stabili. Secondo Triveneta Certificazioni, i volumi di imbottigliamento hanno raggiunto 1.694.176 ettolitri nel 2025 rispetto ai 1.707.064 del 2024. I volumi certificati sono passati da 1.755.636 ettolitri nel 2024 a 1.795.740 nel 2025, segnando una crescita del 2,3%.
La strategia del Consorzio punta sulla tutela del paesaggio, sulla trasparenza per i consumatori, sulla collaborazione tra imprese e istituzioni, sulla valorizzazione della qualità e del posizionamento sul mercato. Questi temi sono stati evidenziati nel corso di una conferenza stampa a Villa Necchi Campiglio a Milano. L'evento ha dato risalto al nuovo Sigillo di Stato (Contrassegno di Stato), ora dotato di integrazione digitale attraverso i codici QR. Questo sigillo funge sia da strumento di controllo che da passaporto digitale per ogni bottiglia, fornendo tracciabilità e autenticità.
Luca Rigotti ha ripercorso il cammino della denominazione a partire dalla sua creazione nel 2016 e dal successivo riconoscimento del consorzio da parte del Ministero delle Politiche Agricole per le attività di tutela, promozione e vigilanza del mercato. Ha sottolineato che il modello di governance interregionale - che unisce Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino - è stato fondamentale per affrontare le sfide del mercato globale. Rigotti ha dichiarato che la stabilità dei dati di imbottigliamento e l'aumento delle certificazioni dimostrano la tenuta della denominazione in un contesto di incertezza internazionale e di cambiamento dei modelli di consumo.
Il nuovo sigillo di Stato è stato presentato come un passo significativo verso la trasparenza. Matteo Taglienti dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha spiegato che il sigillo si è evoluto da etichetta cartacea a piattaforma digitale. Il codice QR consente ai consumatori di accedere a informazioni dettagliate sull'origine e sulla catena di produzione di ogni bottiglia. Questa innovazione mira a rafforzare la fiducia dei consumatori nelle Indicazioni Geografiche Italiane.
La certificazione e il controllo rimangono centrali per l'integrità del sistema. Francesco Liantonio di Triveneta Certificazioni ha descritto come vengono condotti controlli sistematici durante tutta la produzione per garantire la conformità ai regolamenti della DOC prima del rilascio dei sigilli di Stato. Ha sottolineato la recente apertura del Triveneto Wine Hub a San Vito al Tagliamento come esempio di collaborazione efficace tra organismi di certificazione e consorzi.
Si è parlato anche della partnership con il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano). Il direttore del FAI Davide Usai ha sottolineato che la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale è parte integrante dell'identità italiana. Ha aggiunto che promuovere il Pinot Grigio delle Venezie significa anche promuovere le regioni e le comunità che lo producono.
Biagio Morana dell'ufficio ICQRF del Ministero delle Politiche Agricole ha sottolineato che i vini italiani sono spesso presi di mira dai contraffattori a causa della loro popolarità all'estero. Il Ministero effettua circa 15.000 ispezioni all'anno su circa 8.000 operatori a livello nazionale; solo nel Triveneto ci sono oltre 4.000 controlli all'anno, più della metà dei quali riguardano il vino. Il valore dei vini italiani DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) supera gli 11 miliardi di euro all'anno, di cui circa 6 miliardi provenienti dal Triveneto.
Paolo Pigliacelli della Fondazione Symbola ha sottolineato che il vino italiano è più di un prodotto agricolo: rappresenta il sapere locale, la biodiversità e l'identità. Ha sostenuto che le alleanze tra imprese, consorzi, istituzioni e organizzazioni culturali sono essenziali per la creazione di valore economico e sociale a lungo termine.
Oltre il 90% della produzione di Pinot Grigio Doc delle Venezie viene esportata in tutto il mondo. La denominazione continua ad essere un punto di riferimento per la qualità e l'identità territoriale grazie agli sforzi coordinati tra produttori, viticoltori, imbottigliatori e istituzioni. Il Consorzio rimane impegnato nel consumo responsabile attraverso partnership come "Wine in Moderation", difendendosi dalla contraffazione con strumenti avanzati di tracciabilità.
L'evoluzione in corso del Sigillo di Stato in un sistema digitale riflette tendenze più ampie in materia di sicurezza alimentare e informazione dei consumatori nel settore vinicolo europeo. Integrando la tecnologia con i controlli tradizionali e le partnership culturali, il Pinot Grigio delle Venezie mira a mantenere la sua reputazione sui mercati internazionali e a sostenere le pratiche sostenibili in patria.
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