Muore a 78 anni Michel Rolland, pioniere dell'enologia che ha plasmato i gusti globali

L'influente consulente ha trasformato la produzione di vino in 22 Paesi e ha ridefinito il ruolo dell'enologo moderno.

20-03-2026

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Michel Rolland, Pioneering Winemaker Who Shaped Global Tastes, Dies at 78

Michel Rolland, uno degli enologi più influenti dell'era moderna, è morto a Bordeaux all'età di 78 anni in seguito a un attacco cardiaco. La sua morte segna la fine di un capitolo importante della storia del vino mondiale. Rolland era conosciuto come il primo "enologo volante", un consulente la cui esperienza ha plasmato i vini di oltre 150 tenute in 14 Paesi e il cui laboratorio, Rolland & Associés di Pomerol, ha servito oltre 400 cantine in tutto il mondo.

Nato a Libourne, nel sud-ovest della Francia, Rolland è cresciuto in una famiglia dedita alla viticoltura. Ha studiato enologia all'Università di Bordeaux, dove ha conosciuto sua moglie Dany. Insieme hanno fondato un laboratorio di analisi che è diventato la base della loro attività di consulenza internazionale. A partire dagli anni '80, la reputazione di Rolland è cresciuta rapidamente e ha iniziato a fornire consulenza a cantine non solo in Francia, ma anche in California, Argentina, Cile, Italia, Armenia e altre regioni.

L'approccio di Rolland alla vinificazione enfatizzava la struttura e l'intensità. Era noto per aver incoraggiato i produttori a produrre vini con maggiore volume e ricchezza al palato. Questo stile trovò il favore di critici influenti come Robert Parker, che visitò il vigneto di Rolland all'inizio degli anni '80 e in seguito contribuì a stabilire nuovi standard per la valutazione dei vini in tutto il mondo. La collaborazione tra Rolland e Parker è ampiamente accreditata per aver cambiato i gusti e le aspettative globali nei confronti del vino pregiato.

In Italia, Rolland ha lavorato con aziende leader come Caprai a Montefalco, Tenuta di Biserno e Tenuta del Nicchio a Bolgheri, oltre a Ornellaia e Masseto, oggi di proprietà della famiglia Frescobaldi. La sua influenza si estese anche all'Argentina, dove ebbe un ruolo chiave nell'elevare il Malbec alla ribalta internazionale. Lì è rimasto attivo fino alle sue ultime settimane, partecipando di recente al Festival Nazionale della Vendemmia.

Nel corso della sua carriera, Rolland è stato consulente di oltre 300 aziende vinicole in 22 Paesi. È stato spesso descritto come un innovatore che ha anticipato le tendenze del settore e ha contribuito a trasformare l'enologia in un business globale. Tuttavia, i suoi metodi non erano privi di controversie. Alcuni critici lo accusarono di promuovere uno stile uniforme che privilegiava l'appeal commerciale rispetto al carattere regionale. Rolland ha sempre respinto questa idea, insistendo sul fatto che non esiste un unico "stile Rolland" e sfidando chiunque a riconoscere i suoi vini in degustazioni alla cieca.

Nonostante i dibattiti sulla sua eredità, molti leader del settore attribuiscono a Rolland il merito di aver modernizzato la vinificazione e di aver innalzato gli standard a livello mondiale. Marco Caprai lo ha definito "l'uomo che ha creato il vino moderno", sottolineando che l'attuale abbondanza di vini di alta qualità deve molto alla visione e alla competenza di Rolland. Lodovico Antinori, che ha portato Rolland in Italia per la prima volta negli anni '90 e ha lavorato con lui a diversi progetti, lo ha definito "un monumento dell'enologia mondiale".

L'impatto di Rolland sulla cultura del vino è evidente non solo nelle bottiglie prodotte sotto la sua guida, ma anche nel modo in cui ha elevato il ruolo dell'enologo da tecnico dietro le quinte a consulente globale e degustatore. La sua scomparsa è pianto da colleghi e clienti in tutti i continenti che lo ricordano come un professionista di talento con curiosità, umorismo e passione per l'eccellenza sia dentro che fuori dal vigneto.

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