La decisione dell'Alta Corte riapre il mercato statunitense ai vini europei

Prevista una ripresa delle spedizioni transatlantiche con l'attenuarsi dell'incertezza

20-02-2026

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Supreme Court Blocks Trump’s Use of Emergency Powers to Impose Global Tariffs

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito venerdì che l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) non conferisce al Presidente l'autorità di imporre tariffe, segnando una sconfitta significativa per l'agenda commerciale del Presidente Donald Trump dal suo ritorno in carica. La decisione, raggiunta da una maggioranza di 6-3, conferma la conclusione di un tribunale di grado inferiore secondo cui la Casa Bianca ha superato i suoi poteri utilizzando la legge del 1977 per imporre le cosiddette tariffe "reciproche" o "globali". I giudici Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh hanno dissentito.

La sentenza contesta direttamente l'interpretazione dell'amministrazione dell'IEEPA come strumento per imporre ampie tariffe senza l'esplicita approvazione del Congresso. L'opinione di maggioranza ha sottolineato che l'IEEPA, pur consentendo al Presidente di regolare le importazioni durante un'emergenza nazionale, non menziona tariffe o dazi e non può essere utilizzato come autorizzazione generale per tali misure. La Corte ha affermato che qualsiasi potere straordinario di imporre tariffe deve derivare da una chiara autorizzazione del Congresso.

A gennaio il Presidente Trump aveva avvertito che una sentenza contraria all'uso dell'IEEPA sarebbe stata "un disastro completo", prevedendo che avrebbe costretto il governo a rimborsare "miliardi" di dollari di tariffe riscosse. Le tariffe globali annunciate nell'aprile 2025 sono state rapidamente contestate da diversi Stati e aziende statunitensi, tra cui importatori di vino e liquori, che hanno sostenuto che il presidente ha oltrepassato la sua autorità aggirando le procedure legislative standard.

La Corte Suprema ha ascoltato le argomentazioni nel novembre 2025, dopo che un tribunale federale aveva stabilito che l'amministrazione aveva invocato impropriamente i poteri di emergenza per imporre tariffe a decine di partner commerciali. La Corte del Commercio Internazionale aveva già stabilito a maggio che le azioni del Presidente ai sensi dell'IEEPA erano illegali.

Con questa decisione, migliaia di aziende colpite dall'aumento dei costi di importazione hanno ora la possibilità di chiedere un rimborso. Il Penn Wharton Budget Model stima che i potenziali rimborsi potrebbero raggiungere i 175 miliardi di dollari, creando immediate sfide fiscali e amministrative per le Dogane e la Protezione delle Frontiere degli Stati Uniti, che dovranno elaborare le richieste e la documentazione degli importatori che chiedono il rimborso.

Per il settore del vino e degli alcolici, l'impatto è particolarmente pronunciato. V.O.S. Selections, un importante importatore di vino e liquori, è stato tra i principali ricorrenti che hanno contestato le tariffe. Gruppi industriali come Wine & Spirits Wholesalers of America hanno accolto con favore la decisione che ripristina la prevedibilità e la supervisione del Congresso sulla politica tariffaria.

La sentenza non elimina tutte le tariffe imposte durante la presidenza Trump, ma solo quelle basate sull'IEEPA. Altre tariffe basate su statuti come la Sezione 232 o la Sezione 301 rimangono in vigore o potrebbero essere riattivate attraverso processi legislativi o investigativi più tradizionali. Tuttavia, questi percorsi alternativi sono più lenti e richiedono più passaggi procedurali, riducendo il rischio di cambiamenti improvvisi nella politica commerciale.

Gli economisti si aspettano un sollievo modesto per i consumatori in termini di riduzione dei prezzi, poiché molte scorte sono state acquistate sotto il vecchio regime tariffario e gli effetti di trascinamento variano a seconda della categoria di prodotti. Tuttavia, le imprese che dipendono dai beni importati - soprattutto quelle con margini ridotti, come gli importatori di vino - beneficeranno di una minore incertezza e di un migliore flusso di cassa se i rimborsi saranno processati in modo efficiente.

La decisione sposta anche l'influenza nei negoziati commerciali internazionali. Senza l'IEEPA come strumento di risposta rapida per imporre tariffe, le future amministrazioni dovranno affidarsi a meccanismi statutari più lenti o chiedere nuove autorizzazioni al Congresso. Questo cambiamento ridurrà probabilmente i bruschi cambiamenti di politica e garantirà maggiore stabilità alle catene di approvvigionamento globali.

Per i produttori di vino europei, in particolare quelli di Francia, Italia e Spagna, la sentenza offre l'opportunità di riconquistare le quote di mercato perse negli Stati Uniti, soprattutto nei segmenti di prezzo medio, dove la domanda è sensibile alle variazioni di prezzo. Nel periodo in cui i dazi erano in vigore, molti esportatori europei hanno visto diminuire le vendite, mentre i produttori statunitensi hanno beneficiato della riduzione della concorrenza. Con l'abolizione dei dazi, si prevede che i vini europei torneranno ad essere più competitivi.

I produttori statunitensi potrebbero trovarsi ad affrontare una nuova pressione quando i vini importati riacquisteranno il loro vantaggio in termini di prezzo. Alcune aziende vinicole nazionali dovranno adeguare le strategie di prezzo o aumentare gli sforzi di marketing per mantenere le loro posizioni nei ristoranti e nei punti vendita al dettaglio.

I fornitori di logistica specializzati nel trasporto di bevande prevedono un aumento delle spedizioni transatlantiche con la normalizzazione dei flussi commerciali e l'abbandono delle scorte da parte dei distributori per paura di improvvisi aumenti delle tariffe.

La decisione della Corte Suprema solleva anche interrogativi sui futuri quadri di politica commerciale. Il Congresso potrebbe decidere di chiarire o ridefinire l'autorità presidenziale sulle tariffe attraverso una nuova legislazione, ma qualsiasi iniziativa di questo tipo scatenerebbe probabilmente un ulteriore dibattito sul controllo esecutivo rispetto a quello legislativo della politica commerciale.

In sintesi, la sentenza di venerdì segna una svolta per il diritto commerciale statunitense, rafforzando l'autorità del Congresso sulla politica tariffaria e limitando la capacità del Presidente di agire unilateralmente con poteri di emergenza. Gli effetti immediati saranno avvertiti soprattutto dagli importatori che chiedono rimborsi e da settori come quello del vino e degli alcolici che sono stati direttamente presi di mira dalle recenti misure tariffarie. A lungo termine, la decisione segna un cambiamento verso relazioni commerciali più prevedibili - e potenzialmente meno volatili - tra gli Stati Uniti e i loro partner globali.

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