08-01-2026

Il dibattito in corso sul trasporto interstatale di vino potrebbe presto tornare alla Corte Suprema degli Stati Uniti, dato che una recente causa dell'Arizona è stata appellata alla più alta corte nazionale. Il caso, noto come Day v. Henry, riguarda la possibilità per gli Stati di richiedere ai rivenditori di vino di avere una presenza fisica all'interno dei loro confini per poter spedire il vino ai consumatori. La questione è già stata dibattuta in diversi altri Stati, tra cui New Jersey, North Carolina, Missouri, Illinois, Indiana e Rhode Island. In ogni caso, i consumatori che volevano acquistare vino da rivenditori al di fuori dello Stato hanno contestato le leggi statali che limitano i privilegi di spedizione alle aziende dello Stato.
Le corti d'appello federali di sette diversi circuiti hanno emesso decisioni contrastanti sulla questione. La questione centrale è se il requisito della presenza fisica del rivenditore nello Stato sia una parte necessaria del sistema a tre livelli utilizzato dalla maggior parte degli Stati per regolamentare la distribuzione di alcolici. Questo sistema separa produttori, distributori e dettaglianti nel tentativo di controllare la vendita e la distribuzione di alcolici.
Nel caso dell'Arizona, un gruppo diviso della Corte d'Appello del Nono Circuito si è pronunciato per 2-1 a favore del mantenimento della legge dell'Arizona. La maggioranza ha ritenuto che il requisito dello Stato non violasse le protezioni costituzionali. Tuttavia, il giudice Danielle J. Forrest ha dissentito, sostenendo che le precedenti decisioni della Corte Suprema hanno chiarito che gli Stati devono fornire la prova di un legittimo beneficio per la salute o la sicurezza se vogliono discriminare i rivenditori al di fuori dello Stato.
Il conflitto legale nasce dalla tensione tra due parti della Costituzione degli Stati Uniti: la clausola del commercio dormiente, che proibisce agli Stati di discriminare i prodotti provenienti da altri Stati, e il 21° emendamento, che ha posto fine al proibizionismo e ha dato agli Stati un'ampia autorità per regolare gli alcolici all'interno dei loro confini. Sebbene molti Stati abbiano adottato il sistema a tre livelli dopo la fine del proibizionismo, il XXI Emendamento non menziona specificamente questa struttura.
Negli ultimi decenni la Corte Suprema ha già affrontato due volte questioni simili. Nel 2005 ha stabilito che il Michigan e New York non potevano permettere alle proprie aziende vinicole di spedire direttamente ai consumatori, bloccando invece le aziende vinicole di altri Stati. Tuttavia, quella decisione riguardava le aziende vinicole e non i negozi al dettaglio. Nel 2019, la Corte ha bocciato una legge del Tennessee che imponeva ai proprietari di negozi di alcolici di vivere nello Stato per due anni prima di aprire un'attività. Sebbene questo caso riguardasse i requisiti di residenza piuttosto che la spedizione, diversi giudici hanno suggerito durante le discussioni orali che il suo ragionamento potrebbe applicarsi in modo più ampio alle restrizioni alla spedizione al dettaglio.
Nonostante queste sentenze, molti Stati hanno continuato ad applicare leggi che richiedono ai rivenditori di essere fisicamente presenti nello Stato prima di poter spedire vino direttamente ai consumatori. Gli Stati sostengono che queste norme sono necessarie per un controllo efficace e per la riscossione delle imposte. I critici sostengono che queste leggi sono protezionistiche e limitano la scelta dei consumatori.
L'attuale composizione della Corte Suprema potrebbe influenzare la soluzione della questione, se i giudici decidessero di ascoltare il caso. Dal 2019 sono cambiati solo due giudici: Stephen Breyer è andato in pensione e Ruth Bader Ginsburg è deceduta; entrambi sono stati sostituiti da Ketanji Brown Jackson e Amy Coney Barrett. La Barrett è emersa come un voto chiave su diverse questioni.
I gruppi industriali la osservano da vicino. Tom Wark, direttore esecutivo della National Association of Wine Retailers, ha dichiarato che la risoluzione di questo problema è fondamentale sia per le aziende che per i consumatori. Ha sottolineato che sono in gioco miliardi di dollari e ha sottolineato l'importanza dell'accesso dei consumatori ai prodotti legali.
Tuttavia, non c'è alcuna garanzia che la Corte Suprema prenda in considerazione il caso. La Corte riceve centinaia di petizioni ogni anno, ma ne ascolta solo una piccola parte. Per ora, gli amanti del vino che sperano in un accesso più ampio ai rivenditori al di fuori degli Stati dovranno aspettare e vedere se questa lunga battaglia legale raggiungerà finalmente una risoluzione nazionale.
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