Le antiche tombe egizie rivelano il ruolo del vino nei rituali funerari

Recenti scoperte vicino a Luxor fanno luce sulle pratiche faraoniche

10-01-2025

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Archeologi egiziani restaurano anfore in una recente scoperta

Recenti scoperte archeologiche sulla riva occidentale del Nilo, vicino a Luxor, hanno portato alla luce prove significative del ruolo svolto dal vino nei rituali funerari dell'antico Egitto. Gli scavi condotti dalla Fondazione Zahi Hawass per le Antichità e il Patrimonio, in collaborazione con il Consiglio Supremo delle Antichità dell'Egitto, hanno rivelato tombe scavate nella roccia, pozzi funerari e parti del Tempio della Valle della Regina Hatshepsut nel complesso di Deir el-Bahari. Questi ritrovamenti, risalenti a circa 3.600 anni fa, forniscono nuove informazioni sulle pratiche cerimoniali dei templi faraonici.

Tra gli oggetti portati alla luce, gli archeologi hanno trovato tavoli d'offerta in ceramica utilizzati per offrire cibo e bevande ai defunti, tra cui pane, carne e vino. Sono state scoperte anche grandi quantità di anfore, il che suggerisce che il vino era un elemento chiave di questi rituali. Nell'antico Egitto il vino era considerato un lusso riservato alle élite e alle divinità, spesso associato alla rigenerazione e alla vita eterna. La presenza del vino nelle offerte funerarie evidenzia il suo valore simbolico nel garantire il viaggio del defunto verso l'aldilà.

Il sito ha restituito anche monete di bronzo con l'immagine di Alessandro Magno, risalenti al regno di Tolomeo I, oltre a giocattoli di argilla per bambini, maschere funerarie, scarabei alati e perline decorative comunemente usate per proteggere i morti. Tra i ritrovamenti degni di nota vi sono diverse bare antropoidi, una delle quali conteneva i resti intatti di un bambino, una scoperta rara dato che molte tombe della zona furono saccheggiate durante il periodo tolemaico.

Nelle tombe sono state trovate anche armi, come archi da guerra, che indicano che alcuni degli individui sepolti erano figure militari coinvolte nelle campagne di espulsione degli Hyksos, un gruppo asiatico che controllò parti dell'Egitto per secoli. Una delle tombe più significative apparteneva a Djehuti-Mes, un alto funzionario della corte della regina Teti Sheri durante il regno di Ahmose I, il faraone che fondò la XVIII dinastia e unificò l'Egitto. Sebbene la tomba fosse scarsamente arredata, le iscrizioni sulle stele funerarie rivelano il ruolo di Djehuti-Mes nell'amministrazione reale.

Ulteriori scavi hanno portato alla luce una necropoli tolemaica che si sovrappone ai resti del Tempio della Valle di Hatshepsut. Questo sito funerario in mattoni di fango, utilizzato per secoli, era stato parzialmente documentato nel XX secolo, ma molte aree erano rimaste inesplorate. Le recenti scoperte mostrano che gli spazi sacri sono stati ripetutamente adattati a nuove pratiche di sepoltura, riflettendo l'evoluzione delle credenze sull'aldilà.

Altre scoperte sono state fatte a novembre da un team congiunto egiziano-americano che lavorava ad Asasif Sud, vicino al tempio di Hatshepsut. Hanno portato alla luce una tomba del Medio Regno contenente undici sepolture sigillate. Questi recenti ritrovamenti, compresi quelli a Deir el-Bahari, confermano il significato duraturo del vino e di altre offerte rituali nelle tradizioni funerarie egizie in diversi periodi storici.

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