Gli Stati Uniti bloccano le importazioni di vino biologico

Nuove regole potrebbero bloccare i vini biologici dagli scaffali degli Stati Uniti.

01-10-2024

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L'importazione di vino biologico negli Stati Uniti dovrà affrontare un nuovo ostacolo a causa di una recente normativa del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Sebbene in precedenza il regolamento richiedesse che sia i vigneti che le cantine fossero certificati come biologici, la nuova norma prevede che anche gli importatori debbano ottenere la certificazione. Ciò ha generato incertezza e preoccupazione nel settore, poiché gli importatori non gestiscono il vino, ma sono solo responsabili del suo ricevimento, trasporto e commercializzazione.

Il provvedimento, entrato in vigore alla fine di settembre, stabilisce che qualsiasi vino etichettato come biologico negli Stati Uniti deve provenire da un importatore certificato, indipendentemente dal fatto che il vino sia già stato prodotto e imbottigliato con certificazione biologica nel Paese di origine. Ciò ha creato complicazioni, poiché molti importatori non sono riusciti a ottenere la certificazione e ci sono stati ritardi nell'elaborazione delle domande da parte dell'USDA.

Attualmente, se un vino proveniente da qualsiasi Paese vinicolo, prodotto con uve biologiche certificate dall'USDA e in una cantina certificata, viene importato negli Stati Uniti da un'azienda priva di certificazione, non può essere commercializzato come biologico. Se l'importatore lo commercializza come biologico mentre la certificazione è ancora in corso, sia l'importatore che le cantine straniere coinvolte possono incorrere in significative sanzioni finanziarie. Secondo un portavoce dell'USDA, queste sanzioni includono il blocco delle merci in dogana, potenziali multe e ordini di cessazione dell'attività. Il Dipartimento di Giustizia potrebbe addirittura intervenire in caso di non conformità, aggiungendo ulteriore confusione tra gli operatori del settore.

I critici del regolamento, come il deputato Nick Langworthy, hanno sostenuto che la misura rappresenta un inutile onere burocratico. Langworthy, che fa parte della Commissione Agricoltura della Camera e rappresenta un distretto di New York con un'importante attività vinicola, è stato il primo firmatario di una lettera inviata all'USDA in cui si chiedeva una proroga di 120 giorni agli importatori per conformarsi alla norma. La lettera, sostenuta da altri otto membri della commissione di entrambi i partiti, sosteneva che la norma impone un onere inaspettato agli importatori e che la sua attuazione non si basa su una chiara necessità.

Il problema è aggravato da un contesto logistico complesso. La situazione potrebbe peggiorare se lo sciopero dei lavoratori portuali della costa orientale degli Stati Uniti previsto per ottobre dovesse andare avanti. Questo potrebbe ritardare l'ingresso dei prodotti etichettati come biologici nel territorio statunitense e, se l'USDA decidesse di applicare rigorosamente il regolamento prima che le merci vengano scaricate e sdoganate, alcune spedizioni di vino potrebbero essere trattenute nei container senza la possibilità di essere vendute come biologiche.

L'USDA ha difeso la nuova misura, affermando che mira a prevenire le frodi nella catena di approvvigionamento e a garantire che tutti gli attori del mercato dei prodotti biologici negli Stati Uniti siano soggetti alle stesse norme. Tuttavia, le critiche dell'industria indicano che non c'è una chiara giustificazione per l'applicazione di questo cambiamento specificamente agli importatori di vino. Ad oggi, i vini che arrivano imbottigliati da aziende certificate sono già sottoposti a un rigoroso processo di verifica dei documenti, per cui richiedere la certificazione anche agli importatori, che non maneggiano il prodotto, sembra una misura ridondante e costosa.

Di fronte a questo scenario, gli importatori di vino biologico negli Stati Uniti, che spesso sono piccole aziende con risorse limitate, si trovano in una posizione difficile. Ottenere la certificazione richiede tempo e denaro, risorse di cui spesso non dispongono. Al contrario, i grandi importatori, che dispongono di maggiori risorse ed esperienza nella gestione delle normative, saranno meglio posizionati per adattarsi alla nuova situazione. Questo crea uno scenario di disuguaglianza nel mercato e potrebbe portare molti piccoli importatori a smettere di vendere vini biologici perché non sono in grado di soddisfare i requisiti.

Un altro fattore da considerare è la risposta del settore vinicolo europeo. Le aziende vinicole europee che esportano negli Stati Uniti potrebbero scegliere di non etichettare i loro vini come biologici per il mercato americano, anche se hanno seguito tutte le pratiche necessarie per ottenere tale certificazione nei loro Paesi di origine. Questo potrebbe portare a una riduzione dell'offerta per i consumatori che cercano prodotti biologici e, quindi, a un aumento dei prezzi dei vini biologici che riescono a raggiungere il consumatore finale.

Anche la Wine & Spirits Wholesalers of America (WSWA), una delle organizzazioni più influenti del settore, ha espresso preoccupazione per le ripercussioni del nuovo regolamento. In una dichiarazione, il WSWA ha fatto notare che molti dei suoi membri, che in precedenza erano esenti da questa certificazione, stanno ora affrontando ritardi nel processo di certificazione, che potrebbero avere un impatto sulla disponibilità di vini biologici sul mercato e alterare l'equilibrio del commercio internazionale del vino.

In definitiva, la situazione potrebbe avere effetti controproducenti sul movimento dei prodotti biologici negli Stati Uniti. Se il regolamento non viene adeguato o se non viene concessa una proroga, alcune aziende vinicole potrebbero prendere in considerazione l'idea di abbandonare l'etichettatura biologica per il mercato statunitense, il che scoraggerebbe la produzione di vino biologico a lungo termine e ostacolerebbe l'espansione di questo segmento. Sono già state presentate richieste di riconsiderazione del provvedimento da parte dell'USDA, ma per ora non ci sono segnali che indichino che il regolamento sarà revocato.

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